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Hey Amico Visitatore, Condividi con noi le tue idee e la tua conoscenza Aprendo una nuova discussione nella sezione Pedagogia Informatica |
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#1 (permalink) | ||||
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Esperta
Data di registrazione: Sep 2008
Ubicazione: roma
Messaggi: 2,805
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Prima di tutto, chi sono i Digital Kids?
Lo dico per chi, come me, lo sta imparando sul campo, da mamma (principiante smanettona) alle prese con un figlio moderno che chiede o comunque necessita di essere guidato a cavalcare (e non a farsi calvalcare) dalla tecnologia in cui siamo immersi. Sono i bambini digitali e cioè quei bimbi nati dopo la diffusione di internet e che considerano normale essere circondati ed avere a disposizione -appunto- la tecnologia. Nicholas Negroponte spiega che "essere digitali" significa vivere nel mondo etereo e globale dei bit, un mondo compreso perfettamente dai bambini ma non dagli adulti. Il termine è usato solitamente in contrapposizione a quello di immigranti digitali, di persone cioè che essendo nati prima o a cavallo del fenomeno si sono dovuti adattare ed integrare gradualmente allo stesso (e che oggi, dovrebbero svolgere il compito di guida sia in famiglia che nelle scuole). La recente indagine dell'Istat, relativa all'anno 2008, gia richiamata in altre discussioni di questa sezione, ha appunto evidenziato una realtà gia in essere (non -quindi- qualcosa da decidere o meno se combattere), fatta di tanti figli unici che rientrano in queste cifre: Quote:
Come possiamo ancora discutere sul "se" della tecnologia (fa male, fa bene) invece di accettare, conoscere, integrarsi noi per primi con questa realtà completamente, per trovare insieme il "come" aiutare i nostri figli a integrarsi meglio? Il passaggio da un'idea del computer come sostituto dell'uomo a quella della sua funzione integrativa (dove il computer è vissuto come potenziamento delle capacità espressive, comunicative e di apprendimento delle persone) è gia avvenuto, ma l'impressione che ancora si ha è che non sia stato ancora del tutto e da tutti recepito. I Digital Kids sono fra noi ma forse non ce ne siamo ancora bene accorti !Quote:
Volevo segnalarvi anche un interessante articolo (ed alcuni suoi frammenti) di Edith Ackermann: Bambini digitali, strumenti narrativi, scrittura dialogica - che spiega come facilitare il passaggio dalla lingua parlata a quella scritta attraverso l'uso di strumenti digitali. Quote:
Quote:
Avendo la possibilità (grande fortuna) e il tempo da dedicargli, oggi sono io che controllo, filtro, spiego, approfitto di ogni occasione -anche giocando on line- per mostrargli aperture e limiti del web, mi domando però come fare nel caso di mancanza di tempo (ma anche di capacità) e quindi di possibile aiuto/esempio/controllo, stante l'attuale situazione scolastica e quindi sociale. Per uscire (quanto meno in casa) dal binomio: permettere l'uso - non permettere l'uso della rete e delle sue potenzialità ai digital kids (cosa, inoltre, facilmente attuabile solo finchè sono abbastanza piccoli) la strada da percorre è ancora lunga. Per questo chiedo a tutti voi -sia esperti informatici che solo fruitori o fratelli o genitori- le vostre indicazioni, impressioni, esperienze, qualche possibile soluzione o qualcosa che pensiate sia necessario e prioritario fare, cercare, studiare, approfondire o organizzare. I Digital Kids sono fra noi e a noi spetta di coadiuvarli al meglio in questa crescita, o aiutarli per dirla con Giorgio: a "saper cercare".![]() | ||||
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:figo2: i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox:microsoft1: Ultima modifica di cherryblossom : 30-03-09 20:07. |
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#3 (permalink) | |
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Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 342
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Carissimi Chery e Andrez, seguo con piacere le vostre discussioni sui pericoli d'Internet per i bambini, ma vorrei generalizzare e distinguere:
Sul secondo punto evitiamo di seguire la corrente dei media agitata dai potenti, Internet è democrazia, è l'unico strumento ad oggi che permette di parlare molti-a-molti, che travalica i confini e le leggi nazionali, che permette un informazione al di fuori dei canali istituzionali (stampa, TV, ...), che permette un'intelligenza collettiva, questo è ciò che dà fastidio ai potenti che vorrebbero censurare Internet od almeno ridurla a semplice strumento di commercio prodotti, poichè questo non possono dirlo ci vengono a parlare di pedopornografia e adescamenti vari, per risolverli come, censurando la rete! Quando ero piccolo ci si scandalizzava perchè all'edicola un bambino poteva vedere donne seminude in copertina, sapete qual'è stata la risoluzione: quelle riviste sono passate dal banco centrale davanti alla bacheca dietro, anche lì la politica faceva solo i suoi interessi non aveva alcuna voglia di eliminare la prostituzione stampata o carnale. Quote:
Una mia ricetta che offra un piccolo aiuto è:
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#4 (permalink) | |
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Esperta
Data di registrazione: Sep 2008
Ubicazione: roma
Messaggi: 2,805
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Quote:
grazie per la tua partecipazione chiara ed esauriente. Mi sembra di comprendere dalle tue parole che sei quindi e comunque daccordo sul ruolo "equilibrato" che è chiamato a svolgere il genitore o educatore. Questo, a mio avviso e per esperienza, è di difficile realizzazione e soprattutto e fin'ora poco realizzato nella realtà. L'approccio che proponi con le parole di Feuerstein è sicuramente il miglior traguardo per un genitore, a cui -lo stesso genitore- arriva però per tappe, spesso facendosi le ossa lungo la strada e senza tanti punti di riferimento nelle istituzioni e come dicevamo nella scuola. Come ripeto sempre, io personalmente ho la fortuna di poter approfondire tutto questo; l'età mi ha dato la maturità che necessita e la mia storia la capacità mentale ed economica per poter concretamente dedicarmi alla crescita mia e di mio figlio (direi meglio della famiglia). Ma appunto non è sempre così ... per questo ci interessa e ci interroghiamo -qui in gt- su come poter essere utili nel concreto. Internet ma anche la televisione hanno sicuramente contribuito al processo di accellerazione della crescita e delle domande dei bambini. Non avrei mai creduto di dover rispondere ad un bambino di soli 3/4 anni su temi che porterà con se tutta la vita ma che si basano su sentimenti che non ha ancora la possibilità di approcciare e quindi di comprendere completamente. Quello che, infatti, mi preme di sottolineare è che non si può pensare di fare da guida/regista/mediatore di un bambino se non si conosce e si da il giusto valore al "suo" mondo di base e di partenza. Partire dalla "realtà" e quindi dalle effettive capacità e necessità dei nuovi giovani, continuo a pensare sia fondamentale anche per dare una linea di continuità ad un modo di essere ed un sapere (il nostro) che altrimenti rischia di non poter svolgere quel ruolo equilibratore che invece gli compete. ![]() | |
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:figo2: i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox:microsoft1: |
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| Tags: angelo failla, bambini, bambini digitali, computer, digital kids, edith ackermann, ict, immigrati digitali, informatica, nicholas negroponte, rivoluzione digitale |
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