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Vecchio 18-06-11, 23:14   #1 (permalink)
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Mito

Buonasera!

E' un po' che non mi faccio più sentire su questi lidi, perdonatemi, il tempo è un signore inclemente e gli impegni sembrano raddoppiare ogni giorno.

Condivido con voi questa poesia, una delle mie preferite. L'autore è Cesare Pavese, la poesia si chiama "Mito".

--

Verrà il giorno che il giovane dio sarà un uomo,
senza pena, col morto sorriso dell'uomo
che ha compreso. Anche il sole trascorre remoto
arrossando le spiagge. Verrà il giorno che il dio
non saprà più dov'erano le spiagge d'un tempo.

Ci si sveglia un mattino che è morta l'estate,
e negli occhi tumultuano ancora splendori
come ieri, e all'orecchio i fragori del sole
fatto sangue. È mutato il colore del mondo.
La montagna non tocca più il cielo; le nubi
non s'ammassano più come frutti; nell'acqua
non traspare più un ciottolo. Il corpo di un uomo
pensieroso si piega, dove un dio respirava.

Il gran sole è finito, e l'odore di terra,
e la libera strada, colorata di gente
che ignorava la morte. Non si muore d'estate.
Se qualcuno spariva, c'era il giovane dio
che viveva per tutti e ignorava la morte.
Su di lui la tristezza era un'ombra di nube.
Il suo passo stupiva la terra.

Ora pesa
la stanchezza su tutte le membra dell'uomo,
senza pena, la calma stanchezza dell'alba
che apre un giorno di pioggia. Le spiagge oscurate
non conoscono il giovane, che un tempo bastava
le guardasse. Né il mare dell'aria rivive
al respiro. Si piegano le labbra dell'uomo
rassegnate, a sorridere davanti alla terra.
__________________
Altri giorni, altri giochi, altri squassi del sangue dinanzi a rivali più elusivi: i pensieri e i sogni.
max0005 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-06-11, 12:57   #2 (permalink)
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L'avatar di cantodinverno
 
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Invia un messaggio tramite MSN a cantodinverno
Mi trovi proprio quando ho fatto 30 e lode sull'argomento Il tema della giovinezza o della "crescita istantanea" se vogliamo è uno dei temi ricorrenti in Pavese, che cerca in ogni modo di aggrapparsi alle esperienze conoscitive dell'infanzia per salvarsi da un mondo fatto di indifferenza e di solitudine. Quest'idea contrasta con quella della disillusione già nel bambino come mostra Calvino ne "Il sentiero dei nidi di ragno". L'ho letto e mi è piaciuto molto, se vuoi possiamo parlarne in un'altra discussione, lasciando qui lo spazio "Pavese"
cantodinverno non in linea   Rispondi citando
Vecchio 26-06-11, 13:57   #3 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di max0005
 
Data di registrazione: May 2009
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Ciao Cantodinverno,

Scusami per il ritardo nella risposta, purtroppo in questi giorni ero fuori città.

Allora, per quanto riguarda Calvino, mi cogli impreparato, non ho mai avuto il piacere di leggere alcuno dei suoi libri ()... Credo urga una visita alla libreria!

Per quanto riguarda Pavese... Credo di non poter reggere il confronto. Purtroppo la mia conoscenza del poeta si ferma ad un mesetto di studi in classe, qualche poesia da "Lavorare Stanca" e la lettura autonoma di "La Luna e i Falò", "Paesi Tuoi" e sto ora iniziando "Il Mestiere di Vivere" e "Dialoghi con Leucò". Certo, Pavese un non è uno dei poeti più facili da capire, e molto spesso una sola lettura non basta a capirne i meccanismi più profondi. Quanto alla "crescita istantanea" aggiungo l'inizio della poesia "Agonia":

Quote:
Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le striscie di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato
.
Ovvero, l'attimo immediatamente precedente alla "disillusion" dei personaggi Pavesiani. Il passaggio, la fuga dall'"Infanzia" del dio all'adolescenza, che in un attimo si trasforma in un personaggio adulto, quindi rassegnato.
__________________
Altri giorni, altri giochi, altri squassi del sangue dinanzi a rivali più elusivi: i pensieri e i sogni.
max0005 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 26-06-11, 16:58   #4 (permalink)
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Messaggi: 581
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Beh, l'importante è riprendersi (poi con certe insegnanti che ci sono a scuola...) Poi, la formazione non è niente se non serve ad aiutare e ad rendersi utili Spero che tu riesca a leggere "Il sentiero dei nidi di ragno" e riesca a fare qualche valutazione anche in rapporto con "La luna e i falò": potrebbe darti una piacevole sorpresa e farti aprire un'altra discussione. La letteratura è per tutti, perché tutti abbiamo imparato a scrivere da bambini. Buona lettura!!!
cantodinverno non in linea   Rispondi citando
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