Chiedo consiglio a chi si fosse trovato in situazione similare o sia esperto del settore. Sono socio di una srl che attualmente è in stato di liquidazione, liquidazione decisa dai 3 soci a maggioranza (io socio di minoranza contrario) a seguito della mia richiesta di uscire dalla società. Riassunto della storia: trovo irregolarità nella gestione dei soldi non bianchi, mi procuro le prove, segnalo all'amministratore e soci, vengo zittito e bastonato, chiedo di uscire, mi viene offerto un valore ridicolo: o accetto o chiudono l'azienda.
L'azienda è sempre stata in attivo, nessun debito, immobile di proprietà. Conduzione familiare: i miei 3 soci sono miei parenti. Due dei tre soci sono soci a loro volta in un'altra srl affine, aperta 15 anni fa, prima della messa in liquidazione si sono nominati amministratori e hanno convocato l'assemblea straordinaria per lo scioglimento e messa in liquidazione.
Ora mi hanno proposto di fare una causa a questi due soci con altra società affine (stesso oggetto sociale) affermando che il loro interesse è chiudere per continuare l'attività dall'altra parte. Nella fase di "trattativa" per la mia uscita al presentarsi della loro proposta ridicola, ho rabaltato la situazione offrendo loro di acquistare le loro quote al prezzo da loro proposto, inizialmente c'è stato un si verbale, ma alla mia formalizzazione scritta il giorno seguente hanno risposto dicendo che avevano già deciso di chiudere.
La domanda è: faccio causa o ci perdo solo soldi?