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Finanziaria Tremonti 2011 - Novità importanti sul regime dei contribuenti minimi

Ultimo Messaggio di studionicola il:
  1. #1
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    Finanziaria Tremonti 2011 - Novità importanti sul regime dei contribuenti minimi

    Attenzione se non erro la nuova manovra fiscale di Tremonti ha cancellato il regime dei minimi.
    E' valido solo per chi aveva meno di 35 anni nel 2010
    Dal 2012 dovremo passare tutti all'asseggettamento ad Iva ed imposte irperf progressive.

    Anzichè facilitarci ci complicano la vita. E pensare che ci aspettavamo un revisione del fatturato massimo bloccato da anni a € 30.000

  2. #2
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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  3. #3
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    purtroppo non sbaglia

    ma non solo.. oltre che potranno aderire al regime solo gli under 35..la durata sara' quinquennale..quindi solo 5 anni e poi si è obbligati a cambiare regime

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da BARCI68 Visualizza Messaggio
    Attenzione se non erro la nuova manovra fiscale di Tremonti ha cancellato il regime dei minimi.
    E' valido solo per chi aveva meno di 35 anni nel 2010
    Dal 2012 dovremo passare tutti all'asseggettamento ad Iva ed imposte irperf progressive.

    Anzichè facilitarci ci complicano la vita. E pensare che ci aspettavamo un revisione del fatturato massimo bloccato da anni a € 30.000


    non erri

  5. #5
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Ok! Grazie dell'informazione, che non sapevo.
    Quindi dall'anno prossimo bisognerà rimboccarsi le maniche e ricominciare con tutti gli adempimenti e i balzelli richiesti dalla contabilità ordinaria.

  6. #6
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    ahime si..! tra l'altro i costi sono decisamente piu elevati..sai quante piccole aziende saranno obbligate a chiudere..! invece di incentivare l'economia.. ahime..poveri noi!!

  7. #7
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    Ho letto un interessante articolo qui:
    vvv.fiscoetasse.com/approfondimenti/10463-contribuenti-minimi-nuove-regole-con-la-manovra-correttiva.html

    Si..sopra i 35 anni non ci si potrà aderire..ma dall'articolo che ho postato avremo comunque queste agevolazioni:
    - esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva;
    - esenti dall’Irap.

    Mah..aspettiamo l'ADE.

    P.S.
    Comunque sia per l'Unico 2012 saremo sempre nei minimi, no ?

  8. #8
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    Contribuenti minimi: nuove regole con la manovra correttiva 2011....cosa cambia???

    Apro questo 3ad per capire quali saranno le differenze con questa manovra correttiva...meglio-peggio? fregatura o no????

    Potremmo usare questo 3ad per riuscire a capire cosa comportino i cambiamenti.

    Nel frattempo ecco un riassuntino:

    Il regime dei contribuenti minimi cambia dal 1° gennaio 2012, molte le novità nella bozza della manovra.

    Aliquota ridotta al 5%, accesso ai giovani fino ai 35 anni e durata del regime di 5 anni. Questi i punti fondamentali della riforma del regime dei contribuenti minimi, prevista all’art. 27 della bozza della manovra correttiva 2011. Le modalità attuative delle nuove regole saranno definite con appositi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
    Le novità della manovra

    Dal 1° gennaio 2012 potranno accedere al regime dei minimi solo i giovani fino a 35 anni d’età. Con l’intento di creare un regime fiscale vantaggioso per i giovani imprenditori, la bozza della manovra correttiva prevede la riforma della disciplina dei contribuenti minimi, in vigore da solo 3 anni e introdotta dall’art. 1, commi 96-117, della L. 244/2007.
    Oltre al limite d’età è prevista una durata massima di 5 anni del regime agevolato purché sussistano congiuntamente le seguenti condizioni:
    • il contribuente non abbia esercitato attività artistica professionale o impreditoriale negli ultimi 3 anni;
    • l’attività non costituisca mera prosecuzione di un’altra svolta precedentemente (salvo il periodo di pratica obbligatorio).È prevista, invece, la possibilità che il contribuente continui l’attività svolta da un altro soggetto se i ricavi dell’anno precedente a quello di accesso al regime non superano i 30.000 €.

    L’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, inoltre, viene ridotta al 5%.
    Regime ad hoc anche per coloro che pur non potendo beneficiare del regime o vi fuoriescano, sono in possesso dei requisiti di cui ai commi 96 e 99 dell’art. 1 della L. 244/2007. Tali soggetti, infatti, pur non potendo più usufruire dell’imposta sostitutiva e dell’esclusione dagli studi di settore saranno comunque:
    • esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva;
    • esenti dall’Irap.
    Secondo la nuova disciplina il regime dei minimi cessa quando i contribuenti:
    • nell’anno solare precedente:
      • hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi superiori a € 30.000;
      • hanno effettuato cessioni all’esportazione;
      • hanno erogato somme sotto forma di utili di partecipazioni agli associati con apporto costituito da solo lavoro;
      • hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori co.co.co. o collaboratori a progetto;
    • nel triennio solare precedente, hanno effettuato acquisti di beni per un ammontare complessivo superiore a € 15.000;
    • si avvalgono di regimi speciali Iva;
    • sono non residenti;
    • effettuano esclusivamente o prevalentemente cessioni di immobili ex articolo 10, numero 8), DPR 633 del 1972 o di mezzi di trasporto nuovi ex articolo 53, comma 1, del Decreto Legge numero 331 del 1993;
    • sono soci/associati di società di persone, associazioni professionali o srl trasparenti ex art. 116 del Tuir.

    Fonte fiscoetasse.com

  9. #9
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    si. da 1 gennaio 2012 se non hai determinati requisiti si passa al nuovo regime.

    Sembra che il limite di eta' dei 35 anni sia stato rimosso all'ultimo.
    Rimane il problema che la durata massima per rimanere nel regime dei minimi e quinquennale (5 anni).

    ma dopo i 5 anni che regime si puo' optare? per forza ordinario?

    leggevo qui

    Regime ad hoc anche per coloro che pur non potendo beneficiare del regime o vi fuoriescano, sono in possesso dei requisiti di cui ai commi 96 e 99 dell’art. 1 della L. 244/2007. Tali soggetti, infatti, pur non potendo più usufruire dell’imposta sostitutiva e dell’esclusione dagli studi di settore saranno comunque:


    • esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva;
    • esenti dall’Irap.


    non è molto chiaro questo punto.. hai gli studi di settore..e la tassazione al 20... ma poi hai le stesse agevolazione del contribuente minimo..ma chi rientra in questa categoria?

  10. #10
    OEJ
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    Non starei a preoccuparmene adesso, sinceramente. La manovra deve passare attraverso il Parlamento e verrà, con ogni probabilità, rivoltata da cima a fondo, come succede sempre.
    Personalmente mi preoccuperò di studiare solo il testo definitivo.
    Commercialista on line: vai su www.reteimprese.it/studioaymerich

  11. #11
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    Salve, da quanto ho capito la situazione è la seguente:

    - Chi è contribuente minimo in questo momento ed ha iniziato l'attività dopo il 2007, (o la apre da ora in poi) fattura meno di 30000 € l'anno e rispetta i requisiti, continua ad essere agevolato fino al quinto anno di attività con un'aliquota del 5% irfpef e tutte le agevolazioni (no studi settore ecc.)

    - Chi è contribuente minimo in questo momento ed ha iniziato l'attività prima del 2008, fattura meno di 30000 € l'anno e rispetta i requisiti, esce dal regime agevolato ma rientra in un regime apposito nel quale saranno esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva ed esenti dall’Irap. Le aliquote IRPEF per questi saranno quelle del regime ordinario e saranno obbligatori gli studi di settore.

    - Chi è contribuente minimo in questo momento e non rispetta i requisiti, esce dal regime agevolato ed entra in quello ordinario

  12. #12
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    si ho interpretato anch'io cosi.
    si vuole limitare temporaneamente il regime dei minimi.. dopo 5 anni si è obbligati cosi a passare al regime ordinario..!

  13. #13
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    aiuto! e allora come faremo? torneremo alle vecchie ritenute d'acconto chiudendo la p.iva?

  14. #14
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    Sono d'accordo con ezechiele.
    Il quadro è proprio quello, per aderire al regime minimo con 5% bisogna non aver lavorato nel trienno precedente all'adesione al regime dei minimi e non deve essere prosecuzione di un lavoro autonomo o dipendente precedente (tipo se prima uno aveva la cococo e poi ha aperto il regime dei minimi ,non può aderire).
    Chi resta escluso avrà solo la semplificazione della tenuta dei registri, il versamento annuale dell'iva e basta...il resto è ordinario... irpef, studi di settore,iva...l'irap inutile specificare che si è esenti tanto nel 90% dei casi si sarebbe esenti anche in regime ordinario.
    Oltre al risultato di avere diverse complicazioni di gestione, nel mio caso l'iva è penalizzante perchè i miei clienti (uno, ente pubblico) non la recupera.
    Inoltre ci troveremo concorrenti che potranno fare prezzi stracciati avendo l'aliquota al 5% e esenzione iva,quindi questo regime è anche distorsivo del mercato.
    C'è anche da considerare che gli studi di settore con questa manovra saranno ancora più vincolanti e stringenti....che dire...siamo fritti

  15. #15
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    Io però ho dato un'occhiata al testo:

    Art. 27
    (Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità)
    1. Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il
    lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono
    riformati e concentrati in funzione di questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio
    2012, il regime di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si
    applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente
    alle persone fisiche: a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione; b) che l’hanno
    intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. L’imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e
    delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244 del
    24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento.
    2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che:
    a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al
    comma 1, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
    b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività
    precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività
    precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o
    professioni;
    c) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto,
    l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento
    del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.
    3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche di cui ai
    commi 96 e 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non possono beneficiare del
    regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l'obbligo di
    conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
    n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di
    fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di
    tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore
    aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti dal
    decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100. I soggetti di cui al periodo
    precedente sono altresì esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto
    legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
    4. Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene
    meno una della condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al
    comma 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
    5. I soggetti di cui al comma 3 possono optare per l’applicazione del regime contabile ordinario.
    L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da
    presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel
    regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la
    concreta applicazione della scelta operata.
    6. Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate sono dettate le disposizioni
    necessarie per l’attuazione dei commi precedenti.
    7. Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
    244, sono soppressi. Al terzo periodo le parole: “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del
    periodo precedente,” sono soppresse.


    Il limite dei 35 anni l'hanno tolto..ma mi sa che qui siamo tutti fuori lo stesso.
    Ultima modifica di Simo75; 07-07-11 alle 18:52

  16. #16
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    si, L'hanno tolto il limite dei 35 anni, ma tanto ci rientrano pochi comunque perchè praticamente devi essere stato disoccupato nel trienno precedente l'apertura del regime dei minimi

  17. #17
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    Comunque sia mi sembra di capire che adempimenti mensili/trimestrali (versamento IVA) non li avremo..sbaglio ?

  18. #18
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    versamento dell'iva annuale come premio di consolazione

  19. #19
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    Per me diminuire il numero degli adempimenti è la cosa più importante..perchè, diciamocelo, avendo mutuo casa, moglie a carico, ristrutturazione edilizia & company di tasse alla fine credo che più o meno non cambierà nulla.
    Tuttavia..la cosa che mi fa rabbia è quella imposta sostitutiva al 5%..quanto l'avrei voluta!!
    Si..quei maledetti e ingiusti studi di settore però..

  20. #20
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    Ciao simo75,
    grazie per il contributo.

    Non ho ben capito questo punto, credo ne valga la pena instaurare una bella discussione a riguardo:
    si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche: a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione; b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. L’imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento.
    Mi sembra sia chiaro che questo "nuovo" regime dei minimi duri 5 anni.
    Ma per il punto "b" non capisco che intende con "che l'abbiano intrapresa"; vuole dire che, indipendentenente dalla data di adesione al regime dei minimi conta la data di apertura della partita iva?
    Per quanto riguarda il 5%, MAGARI!!!; certo, l'assoggettamento a studio di settore mi sembra una cosiddetta sòla, visto che con redditi non elevati spesso ti chiedono di adeguarti.

    Che ne pensate, soprattutto del punto b?

    Visto l'interesse dell'argomento metto in evidenza il thread e cambio il titolo.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 07-07-11 alle 21:01

  21. #21
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    Altro articolo interessante:

    http://www.corriere.it/economia/11_l...c4a90c33.shtml

    P.S.
    Sostituite vvv con www ^_^
    Ultima modifica di lorenzo-74; 08-07-11 alle 13:54 Motivo: link attivato

  22. #22
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    I lavoratori dipendenti sono esclusi dal 5%?

    2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che:
    a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al
    comma 1, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
    b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività
    precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività
    precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o
    professioni;
    c) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto,
    l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento
    del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.


    Il punta a) li esclude?

  23. #23
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    certo che sono esclusi, praticamente devi avere i requisiti dei nuovi imprenditori

  24. #24
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    i lavoratori dipendenti che hanno anche una ditta individuale nei regime dei minimi sono esclusi???

    dai 3 punti direi di no.. o forse interpreto male io.

  25. #25
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    Concordo, si tratta di un ddl appena presentato. Poi si vedrà cosa esce fuori, magari una riforma ulteriormente peggorativa del regime nato già (a mio parere) vermente male. Saluti
    MODConsulenza Fiscale Dottore Commercialista in Roma specializzato in analisi su anatocismo bancario e usura, start up e internazionalizzazione - Lo studio opera ONLINE in tutta Italia commercialistaadistanza@gmail.com

  26. #26
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    Ma sono attività simili quella dipendente e quella autonoma?

  27. #27
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    Mi sembra di aver capito che si tratta di una norma in fase di definizione, che quindi può ancora cambiare. Le premesse non sono certo incoraggianti però, quindi mi sembra che non ci sia da aspettarsi niente di buono. Dobbiamo proprio stare ad aspettare che questi cambiamenti ci piovano addosso e poi sforzarci di digerirli, pena chiudere l'attività, o c'è modo di fare qualcosa? Penso che in questa situazione di incertezza ci siano tante persone e che molte rischiano di trovarsi in difficoltà se il ddl passa in questo modo (o con cambiamenti anche peggiori). Riflettendoci, mi sembra che questi cambiamenti non andrebbero a impattare solo sulla nostra attività lavorativa, ma anche sulle nostre famiglie, sul quotidiano (spese, investimenti, risparmi...) con effetti non certo positivi. A cosa serve questa nuova legge? A far pagare più tasse? Come, se molti potrebbero dover chiudere l'attività?

  28. #28
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    concordo con kalsifer.
    attualmente il ddl puo' subire delle modifiche..certo che le premesse non sono incoraggianti..!!

    sarebbe opportuno far sentire la nostra voce..ma in che modo?? certo è che se siamo in tanti.. qualcosa puo' cambiare in meglio..
    altrimenti ci conviene solo aspettare e sperare..!!

  29. #29
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    Sinceramente non ho mai capito perchè i lavoratori dipendenti rientravano nei contribuenti minimi: avevano il loro stipendio sicuro ed in più dovevano avere anche agevolazioni fiscali?
    Già i clienti sono pochi, ci si deve preoccupare anche della concorrenza di chi ha già un reddito?
    A mio parere lo Stato promuoveva una concorrenza sleale.

    Detto questo, trovo vergognoso che lo Stato cerchi di fare cassa con lo strato più debole dell'imprenditoria, mentre allo stesso tempo taglia le tasse ai più ricchi portando la loro aliquota fiscale dal 43% al 40%.
    Ma questa non doveva essere una manovra basata sui sacrifici di tutti? E invece c'è gente che ci guadagna!
    E indovinate chi è la persona che ci guadagnerà di più in Italia? la più ricca in assoluto! Immaginatevi il nome, che a me fa pure schifo scriverlo.
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  30. #30
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    regime dei minimi e dipendente..!
    beh non sono daccordo sul fatto che la concorrenza sia poca.. sta proprio nell'abilita' del venditore a trovare clienti..
    e poi fossimo tutti in un settore..allora ti darei pienamente ragione..ma il regime dei minimi è applicabile a diversi settori quindi....

    Alla fine anche noi siamo determinati all'economia italia..e contribuiamo a dare quella spinta che all'economia italiana serve.
    Ahime se dovesse passare questo ddl, son sicuro che taglierebbe le gambe a molti..!!
    certo sarebbero piu penalizzati chi di regime dei minimi vive..ma alla fine tutti ci perdiamo.

  31. #31
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    L'unica speranza che abbiamo è che si uniscano i vari ordini (Architetti, ingegneri geometri .... ecc.) e che facciano pressione. Per esempio per chi andrà a ricadere nel regime degli Ex agevolati, auspicherei che ci sia un retrofront su alcuni aspetti intollerabili come lo studio di settore (veramente umiliante dichiarare tutto al 100% e dover cmq adeguarsi e pagare su di un reddito virtuale maggiore). Questo potrà avvenire quando l'agenzia delle entrate diramarà le norme attuative.
    Se ci escludessero anche dal far pagare l'iva ai nostri clienti mi riterrei strasoddisfatto!!

  32. #32
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    peccato che il governo non abbia mai pensato ad un regime particolato, sviluppato solo per chi lavora online, favorendo cosi e-commerce.

  33. #33
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    Francamente non sono d'accordo sui regimi fiscali "ad castam", o meglio personalizzati su una categoria specifica.
    Questo perchè se incentivassero il commercio elettronico, allora sarebbero giuste le proteste di chi fa commercio tradizionale, che tra l'altro è soggetto a molte più spese legate alla presenza del negozio "fisico". Si assisterebbe ad una cosiddetta guerra tra poveri, dove chi è discriminato farà sentire inesorabilmente (e secondo me giustamente) la sua voce.

    Cosa che reputo ingiusta è invece il trattamento di favore riservato a chi vuole intraprendere un'attività o una libera professione avendo alle spalle un reddito sicuro; trattamento che in genere comporta o una riduzione o addirittura un'esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali. Cosa che li favorisce nei confronti degli altri imprenditori/professionisti e che di fatto determina una concorrenza sleale.

    Venendo al regime dei minimi, per quanto mi riguarda ciò che mi scoccia particolarmente se dovessi fuoriuscirne è il dover sobbarcarmi nuovamente la contabilità e le scadenze previste dal regime ordinario, e l'assoggettamento agli studi di settore, che rappresentano un ingiusto ricatto sulle spalle del contribuente.
    Per il resto non è che con il regime dei minimi si paghino meno tasse, rispetto a quello ordinario, visto che la deduzione delle spese non inerenti col regime dei minimi ci è preclusa.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 11-07-11 alle 12:07

  34. #34
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    Cosa che reputo ingiusta è invece il trattamento di favore riservato a chi vuole intraprendere un'attività o una libera professione avendo alle spalle un reddito sicuro; trattamento che in genere comporta o una riduzione o addirittura un'esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali.
    Rispondo

    Attenzione, è vero in parte...ma non è del tutto corretto poichè cosi formulata sembra che si è esenti dai contributi
    naturalmetne i contributi vengono pagati dall'attivita' prevalente, quindi è normale non pagarli due volte. che senso avrebbe altrimenti?

    Certo, tutto questo puo' determinare un vantaggio, per carita, questo non toglie che ognuno di noi siamo liberi di fare determinate scelte..

    Faccio due esempi per capire meglio.

    1 ipotesi

    Cerco lavoro dipendente e avvio (a tempo perso.) attivita' nel regime dei minimi.
    Agevolazioni che abbiamo elencato sopra dovute soprattutto al fatto che il lavoro prevalente è un altro. (naturalmente il fatturato sara' decisamente inferiore )

    2 ipotesi
    Avvio di attivita a pieno regime.
    maggior impegno che dovrebbe anche comportare maggior guadagno.
    Essendo attivita' prevalente questa attivita' versero' i contributi previdenziali.


    Tengo inoltre a sottolineare solo due aspetti..
    nella 2 ipotesi è facile che il soggetto guadagni estremamente di piu rispetto al primo soggetto.


    Il soggetto della prima ipotesi e dove io mi rispecchio, guadagnera' cifre inferiori, (c'è chi va a giocare a calcetto come hobby..io invece vendo online..concedetemela).
    naturalmente questo è possibile solo avendo spese contenute.
    Avessi avuto da pagare irap...studi di settore..e altro.. non avrei intrapreso questa avventura.

    Pertanto il tutto si riduce ad una semplice domanda..
    il soggetto della prima ipotesi dovrebbe dedicarsi solo al suo lavoro come dipendente..lasciando perdere il resto??

    Io credo che per l'economia del paese..possa solo nel suo piccolo essere d'aiuto.
    Ovviamente l'unico svantaggio è che ci sara' piu concorrenza..ma ritorando a prima... i settori sono tanti..quindi a voi mettere in pratica le vostre abilita'.

    Non mi sento un vantaggiato.. sono scelte che tutti noi possiamo fare.. e io ho scelto.. preferisco essere dipendente..e invece di sdraiarsi sul divano la sera.. seguire due o tre cose della mia attivita' per arrotondare qualcosina
    Ultima modifica di lorenzo-74; 11-07-11 alle 12:37 Motivo: inserito quote

  35. #35
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    Ciao cmtekge,
    ovviamente ognuno ha le proprie esperienze personali e ragiona di conseguenza.

    Io continuo a ritenere che chi sceglie nella vita di fare il dipendente debba fare solo quello. (è una mia umile e parziale opinione, ovviamente).

    La concorrenza sleale c'è ed è grossa come una casa. Innanzitutto perchè chi ha già un reddito garantito alle spalle non è soggetto al cosiddetto "rischio d'impresa" o per lo meno ne è soggetto in maniera inferiore.

    Nel mio settore è purtroppo presente e vistosa tale problematica; chi è dipendente (ad esempio chi lavora presso un ufficio tecnico comunale o addirittura chi fa l'insegnante di educazione tecnica alle medie) si trova indubbiamente in una posizione di vantaggio; visto che la pagnotta giornaliera da portare a casa è garantita dal lavoro dipendente possono tranquillamente fare la libera professione come "hobby", richiedendo per la propria prestazione cifre inferiori ai tariffari minimi, facendo una vistosa concorrenza sleale a chi di libera professione ci vive; senza considerare che il più delle volte l'attività principale costituisce un serbatoio da cui attingere clientela (cosa che dovrebbe non esistere per conflitti di interessi ma purtroppo c'è).

    Ricapitolando, chi ha un reddito alle spalle quindi:
    1) paga meno contributi, o addirittura zero
    2) avendo un'entrata fissa può consentire di ribassare i propri onorari creando quindi concorrenza sleale
    3) potrebbe trovarsi con un conflitto di interessi che potrebbe influire anche sul lavoro da dipendente.

    Non entro nel merito del settore dell'e-commerce, ma per quanto riguarda il mio settore le cose stanno così. Troppo facile fare i liberi professionisti essendo coperti alle spalle e magari avendo la possibilità di attingere clientela sempre fresca tramite la propria primaria occupazione.

    Per chiudere, in merito alla frase:

    invece di sdraiarsi sul divano la sera.. seguire due o tre cose della mia attivita' per arrotondare qualcosina
    non ci trovo nulla di male se è un'attività onesta e non si pone come concorrenza sleale nei confronti di chi con quell'attività ci deve campare; se così fosse, ritengo giusto che ognuno faccia il proprio mestiere. Senza offesa, naturalmente
    Ultima modifica di lorenzo-74; 11-07-11 alle 12:56

  36. #36
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    sicuramente le nostre visioni sono dettate da esperienze personali.

    anche sul punto 3 non sono pienamente daccordo.
    naturalmente il conflitto di interessi non deve esserci.
    se lavoro per un'azienda nel settore tecnologico, non posso poi mettermi a vendere online gli stessi prodotti.

    Questo danneggia anche l'azienda stessa, e ci sono gia' leggi che regolamentano questi abusi. Poi sta all'azienda prende le dovute precauzioni..o far finta di niente.

    Per il punto 1, come gia' detto prima i contributi vengono versati gia' dal lavoro prevalente quindi è sbagliato dire che non si pagano.

    per il punto numero 2 invece condivido.
    dipende da che settore, nel mio i margini sono bassissimi (20 euro se va bene) e non si riesce nemmeno ad essere sempre competitivi delle grandi catene.
    Ma intuisco e condivido le tue perplessita' per alcuni settori.

    Tutto cio' ne va a vantaggio pero' del consumatore, che trovera' prezzi competitivi.
    Naturalemente per il venditore è un punto a sfavore.

  37. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da cmtekge Visualizza Messaggio
    Avessi avuto da pagare irap...studi di settore..e altro.. non avrei intrapreso questa avventura.
    E se tutti i lavoratori dipendenti che lavorano nel campo dei minimi facessero questa cosa... sai quanti più clienti avrebbe chi ci campa col solo lavoro d'impresa?
    Ci sono dipendenti che guadagnano 20 mila euro all'anno netti di stipendio e poi altri 20/30mila lordi all'anno come minimi (e su questo pagano solo il 20% di tasse).
    Un professionista non dipendente sai quanto dovrebbe fatturare per prendere lo stesso al netto, togliendo tasse e contributi?
    La categoria dei minimi non si doveva applicare ai dipendenti sin dall'inizio, ma ora che si cerca di fare cassa si taglia direttamente la categoria svantaggiando tutti.
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  38. #38
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    chi ha lavorato facendo qualche ritenuta d'acconto potrà accedere a questo regime dei minimi? o si deve essere "casti e puri" da lavoro?

  39. #39
    User L'avatar di un_poldo
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    riforma Tremonti per regimi agevolati

    Ciao, vi scrivo per avere delucidazioni in merito alla nuova riforma di trmonti.

    Ho partita Iva dal gennaio 2009 come studio professionale.
    Non ricordo se rientro nei regimi MINIMI o nei regimi MARGINALI, credo che lo possiate dedurre se dico che faccio fatture in qeusto modo:
    imponibile + 4% + 20% IVA
    Sono invece esente da RITENUTA D'ACCONTO.
    Sapete dirmi quale dei 2 regimi sono?

    Poi ho letto qui:

    corriere.it/Primo_Piano/Economia/2011/07/11/pop_tabella-minimi-iva.shtml

    un prospetto riassuntivo delle modifiche ai regimi.
    Tali modifiche valgono anche per me?

  40. #40
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    ha pienamente ragione bmastro, questo regime non doveva essere applicato a chi ha già il lavoro dipendente, ma siccome è un regime nato per far cassa come fosse una minimum tax, l'hanno esteso il più possibile.
    Ora ci si troverà nell'assurdo che un lavoratore dipendente, indipendentemente dal reddito, potrà nel 2012 aprire una p.iva con il 5% di imposta sostitutiva e senza pagare l'inps perchè ha gìà una cassa previdenziale...praticamente tolto il 5% il resto è tutto in tasca...altro che concorrenza sleale, potranno fare prezzi stracciati

  41. #41
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    Considera che nel ddl si potra' usufruire di questo 5% solo per 5 anni.

    Tra l'altro i lavoratori dipendenti sembrerebbero esclusi..c'è una clausola ma non si capisce bene.

    Inoltre i 5 anni partono da quando? da quando uno ha aperto la partita iva o dal 2012??
    tutto è ancora in via di approvazione.

    Alla fine..e credo che tutti sarebbero piu contenti potevano..

    1) controllare chi abusa di questo regime.. aziende fatturano 30.000 e incassano in realta il triplo

    2) allargare determinati paletti, aumentando il limite max dei 30.000 e magari portandolo a 45.000 o 60.000
    meglio ancora sarebbe poterlo suddividere a seconda del lavoro svolto....
    se uno fa il webmaster e fattura 30.000 vuol dire che sono 30.000 tutti in entrata..con costi quasi irrisori..
    per un commerciante invece.. fatturare 30.000 non vuol dire guadagnare 30.000 ma paradossalmente puo' guadagnare anche 1000 euro.

    3) il 5% lo lascerei a chi non ha altro reddito e vuole avviare un'attiva da zero per un periodo appunto temporale di 3-5 anni.
    Tutti gli altri.. compresi i lavoratori dipendenti.. tassazione al 20%

    ribadisco che l'unica differenza sono nei contributi previdenziali..
    ed è normale e logico che se vengono gia' pagati non devono essere ripagati.
    tale strada..se davvero conveniente..puo' essere intrapresa da tutti noi.. non metterei nessun paletto ai lavoratori dipendenti..
    ben venga per lo Stato Italiano e quindi per la nostra economia la nascita' di aziende nel regime dei minimi che sicuramente portano introiti anche nelle casse dello stato.

  42. #42
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    Francamente io ritengo che tale nuovo regime procurerà non pochi problemi alle aziende ad ai professionisti che finora hanno tirato la carretta. Con o senza il regime dei contribuenti minimi, la tassazione irrisora del 5%, creerà non pochi problemi di concorrenza sleale, senza dover tirare necessariamente in ballo i dipendenti con una seconda attività.
    Questo perchè è evidente che chi sarà soggetto a tassazione ordinaria, con iva e studi di settore, soccomberà a chi non sarà toccato dagli studi di settore, avrà un'imposta sostitutiva del 5% e potrà proporre prezzi senza iva.

    A questo punto era molto meglio che lo abolissero del tutto.

    Io mi sarei accontentato di un regime ordinario senza troppi balzelli (scadenze trimestrali, acconti, comunicazioni e dichiarazioni varie, ecc) e senza gli studi di settore, che rappresentano un estorsione ai danni dei contribuenti onesti, visto che chi evade non ha di questi problemi.

  43. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da un_poldo Visualizza Messaggio
    Ciao, vi scrivo per avere delucidazioni in merito alla nuova riforma di trmonti.
    Ciao un_poldo.
    Credo che tale manovra non ti riguardi, visto che tu dovresti essere nel regime agevolato per le nuove iniziative.
    La nuova finanziaria di Tremonti va a modificare il regime dei contribuenti minimi e non quello agevolato (mi pare). Comunque staremo a vedere visto che non c'è ancora nulla di definitivo.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 11-07-11 alle 20:38

  44. #44
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    Il regime agevolato per le nuove iniziative al momento risulta ancora in piedi, ma credo che sia una sviosta, visto che il nuovo regime che andrà a nascere nel 2012 sarà di fatto una fusione di forfettino e forfettone (ci sono caratteristiche tipiche di entrambi). Probabile, quindi, che in Parlamento anche il forfettino verrà abolito (previsione personale, ovviamente).
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  45. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da OEJ Visualizza Messaggio
    Probabile, quindi, che in Parlamento anche il forfettino verrà abolito (previsione personale, ovviamente).
    Anche perchè con questo nuovo regime superagevolato con imposta sostitutiva del 5%, senza iva e senza studi di settore giusto un pazzo opterà per il "vecchio" regime agevolato per le nuove iniziative.

  46. #46
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    salve, vorrei sapere un paio di cose, da quanto ho capito fino ad ora, visto che attualmente sono nel regime dei minimi (il cosidetto forfettino con imposta al 10%), con p.iva aperta nel 2010 e non avendo avuto contratti nel settore informatico negli ultimi 3 anni ma un contratto a tempo determinato inquadrato come commesso in supermercato dovrei passare a questo nuovo regime per 5 anni, quindi considerando i 2 anni gia passati dovrebbe essere valido fino al 2015, il 2010 e 2011 verrebbero conteggiati nei 5 anni giusto? passati i 5 anni poi? cosa mi converrebbe fare? a me interessa non avere spese fisse (come i 2800€ delll'inps) nel caso non fatturassi nulla durante l'anno o comunque dovrei andare a rimetterci andando a fatturare molto poco...

    comunque, parere personale, si tratta delle solite fregature a chi, dopo fatica e non trovando lavoro, decide di mettersi in proprio...se il problema è l'apertura della p.iva da parte di persone che già avevano un contratto bastava semplicemente escluderli da tale regime, se il problema sono le aziende che obbligano i dipendenti ad aprire la p.iva per poter lavorare non è che dopo queste aziende correranno a fare un contratto a tempo indeterminato, se gli va bene glie ne potranno fare uno a progetto con zero garanzie per il lavoratore...
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  47. #47
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    Non credo si tratti di una svista, semplicemente non rientrava nello stringato contenuto di un DL. Premesso che considero l'attuale regime dei minimi uno dei migliori esempi dell'incapacità di chi emana le norme fiscali, l'intenzione di Tremonti è molto chiara. Non potendo ridurre la spesa pubblica e i privilegi di pochi (ha ridotto solo la cilindrata della auto blu) deve intervenire dove ci sono grossi numeri e quindi credo spariranno diversi incentivi e agevolazioni per le famiglie, ad esempo per l'acquisto della prima casa o per le ristrutturazioni, in cambio di una ipotetica riduzone del carico fiscale dovuto alla riduzione delle aliquote a solo tre. Anche il forfettino dovrebbe fare la stessa fine, peccato perchè era un regime ben pensato a differenza di quello dei minmi, e si torna a parlare dell'aumento dell'aliquota inps per i professionisti senza cassa al 33%, che per inciso era uno propositi del terribile duo bersani-visco. L'attuale governo poi continua a perseguire il suo progetto di favorire il reddito da capitale a scapito di quello da lavoro, come dimostra ad esempo la recente infausta norma sulla cedolare secca degli affitti.
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  48. #48
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    salve a tutti,
    mia figlia 28 anni é in questo regime dal mese di Marzo 2011 per cui se ho ben capito avrà una imposta sositutiva del 5% al posto del 20%, giusto? se é così non dovrà più applicare la ritenuta d'acconto del 20% o continuerà a farlo x poi andare inevitabilmente in credito?

  49. #49
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    Ripeto il mio consiglio: non fatevi prendere dalle domande adesso in cui non si sa praticamente niente. Ci saranno provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate che detteranno le modalità applicative, e non saranno prima dell'autunno... tutte le risposte che possiamo darvi adesso sono per lo più interpretazioni che lasciano il tempo che trovano.

    @ Alexdelta che ha scritto più sopra: o sei nel regime dei minimi o sei nel forfettino, sono due cose molto diverse.
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  50. #50
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    Consiglio anche o di aspettare. La norma deve essere ancora emanata e al momento si può dire tutto e il contrario di tutto.
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