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Vaticano: NO alle ore di religione "multiconfessionali"

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  1. #1
    Esperto L'avatar di max0005
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    Vaticano: NO alle ore di religione "multiconfessionali"

    L'insegnamento dell'ora di religione nelle scuole non può essere sostituito "con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa".
    Dura la linea tenuta dalla Città del Vaticano riguardo le ore di religione nella scuola italiana. L'ora di insegnamento della religione Cattolica non può e non deve essere sostituita con un'ora di introduzione generale alle varie religioni.

    "In una società pluralista, il diritto alla libertà religiosa - si legge nel testo - esige sia l'assicurazione della presenza dell'insegnamento della religione nella scuola, sia la garanzia che tale insegnamento sia conforme alle convinzioni dei genitori". "I diritti dei genitori - continua il documento, citando il Concilio Vaticano II - sono violati se i figli sono costretti a frequentare lezioni scolastiche che non corrispondono alla persuasione religiosa dei genitori o se viene loro imposta un'unica forma di educazione dalla quale sia completamente esclusa la formazione religiosa".
    In altre parole, il Vaticano continua a "dimenticare" che l'Italia è un paese Laico e dove vige la Libertà Religiosa.

    Personalmente non trovo giusto forzare gli studenti a praticare una religione durante le ore scolastiche, sia per la religione Cattolica che per qualsiasi altra religione. Inoltre si potrebbe obbiettare che alcuni genitori non Cattolici potrebbero non essere d'accordo e sentendo "i loro diritti violati" (citando l'articolo) avrebbero come unica soluzione quella di chiedere l'esonero dalla lezione per i propri figli.

    Finisco col ricordare che l'Italia è un paese laico con un'alta percentuale di non cattolici, sarebbe ingiusto obbligarli a praticare una religione che non è la loro in un'ambiente "aperto a tutti e senza pregiudizi" come è la scuola italiana.

    Fonte
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  2. #2
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    L'avatar di Leonov
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    Citazione Originariamente Scritto da max0005
    Inoltre si potrebbe obbiettare che alcuni genitori non Cattolici potrebbero non essere d'accordo e sentendo "i loro diritti violati" (citando l'articolo) avrebbero come unica soluzione quella di chiedere l'esonero dalla lezione per i propri figli
    Questo basterebbe come risposta per azzerare ogni tipo di pretesa da parte del Vaticano, che al contrario punta evidentemente alla stretta finale.

    (Ricordiamo sempre, per chi non lo sapesse, che gli insegnanti di Religione in Italia non vengono nominati dallo Stato, ma dalle Curie, che hanno il potere di rimuoverli, spostarli e trasferirli a piacimento, sottraendo di fatto una parte del corpo docente al controllo dell'istituzione scolastica. )


    Da quando nel papato hanno saputo che il distacco tra Cristianesimo e altre confessioni (soprattutto l'Islam) non è più così netto come un tempo - grazie a immigrazione e alto tasso di natalità dei fedeli di confessioni concorrenti - si stanno aggrappando con le unghie e con i denti a tutto ciò che hanno sottomano, pur di conservare il potere - che, come è noto, passa sempre attraverso i canali delle formazione scolastica.


    Le affermazioni vaticane, però, non mi preoccupano: ormai nelle scuole le classi sono sempre più piene di bambini e ragazzi disinteressati al problema religioso (e questo non è necessariamente un bene), ma soprattutto appartenenti ad altre culture. Questo è un fenomeno che nessun comunicato stampa potrà fermare.

    I genitori di questi studenti, generazione dopo generazione, stanno acquisendo potere e allargando le famiglie: presto, prima di quanto crediamo, faranno valere i loro diritti di cittadini che pagano le tasse ed esigono insegnamenti conformi all'humus culturale in cui crescono i propri figli; si imporranno anche islamici, buddisti, induisti, taoisti, shintoisti e animisti.

    Avremo l'interreligiosità, volenti o nolenti.
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  3. #3
    Esperto L'avatar di max0005
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    L'Italia è un paese con un'altra percentuale di persone che praticano altre religioni, fra queste anche molti ragazzi in età scolastica. Non è giusto nei loro confronti obbligarli a saltare l'ora di religione perchè durante tale ora viene praticata una religione che non è la loro.

    Dovrebbe essere il Vaticano per primo a rendersi conto della situazione e a capire che non è possibile monopolizzare le ore di religione. Del resto i fedeli (quelli veri) hanno molti modi per praticare la loro religione e non sarà l'ora di religione a cambiare il modo in cui il figlio vede la religione "suggerita" dai genitori.
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  4. #4
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Ciao max0005,
    ciao Leonov,
    i vostri punti di vista non possono che trovarmi concorde.

    Aggiungerei,
    da uomo laico non battezzato e che non ha mai fatto nè l'ora di religione a scuola nè tanto meno alcuna forma di catechismo,
    che non solo i genitori 'potrebbero' risentirsi per una loro volontà violata,
    ma che li stessi bimbi e ragazzi, che come per tutta la mia vita passata in luoghi pubblici,
    subiscono quotidianamente la violenza dovuta alla presenza del Crocefisso.

    Infatti è tuttora impossibile, come lo era per me 28 anni fa (dico 28, mica ieri), poter assistere ad un'ora di matematica o inglese, che nulla hanno a che fare con la religione, o essere ricoverati in una stanza di un qualunque ospedale italiano senza essere 'vegliati' (ad essere educati) da quell'oggetto di culto.

    Che però è di culto per gli altri ma non per me.

    Trovo che sia semplicemente normale che l'ora di religione non valga proprio una cicca nel computo totale di fine anno scolastico, questo perchè non è effettivamente una materia importante e non serve per migliorare le abilità mentali: ho avuto una carriera scolastica migliore e più brillante di molti che facevano religione a scuola e catechismo dopo, e di contro chi era migliore di me lo era perchè studiava di più e con più profitto.

    Deve rimanere facoltativa per non fare violenza su tutti quelli che non credono o credono ad un altro Dio.

    Ciao

  5. #5
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    L'ora di Religione, brutta storia infinita.

    Citazione Originariamente Scritto da max0005 Visualizza Messaggio
    L'Italia è un paese con un'altra percentuale di persone che praticano altre religioni, fra queste anche molti ragazzi in età scolastica. Non è giusto nei loro confronti obbligarli a saltare l'ora di religione perchè durante tale ora viene praticata una religione che non è la loro.

    Dovrebbe essere il Vaticano per primo a rendersi conto della situazione e a capire che non è possibile monopolizzare le ore di religione. Del resto i fedeli (quelli veri) hanno molti modi per praticare la loro religione e non sarà l'ora di religione a cambiare il modo in cui il figlio vede la religione "suggerita" dai genitori.
    Il mio parere in merito lo conoscerete già, ma voglio anche io partecipare e manifestare la mia indignazione per quanto ancora oggi avviene con l'ora di religione nelle scuole italiane.

    Vorrei citare un passaggio della costituzione di uno stato che ora non ricordo, forse quello Russo, che diceva:"LO STATO FUORI DALLA CHIESA E LA CHIESA FUORI DALLA SCUOLA".

    Purtroppo, caro max0005, il Vaticano non capirà mai, anzi, vista la crisi che stà passando, ha capito molto bene che non deve mollare niente di quanto è riuscito a strappare con i concordati ai deboli politici italiani che hanno, di fatto, rinnegato la Costituzione.

    Voglio arricchire l'argomento invitandovi, anche in questo caso, a consultare l'associazione U.A.A.R., L'ora di Religione, perchè dà spiegazioni e consigli su come ribellarsi e difendersi da queste ingiustizie ai danni dei Laici e di chi crede in altre Religioni.

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  6. #6
    Esperto L'avatar di max0005
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    Grazie per avere condiviso la pagina, Zeitgeist_gt!

    Sono rimasto particolarmente colpito da questa affermazione:

    DA QUANTI STUDENTI È FREQUENTATA?
    Non esiste un’informazione ministeriale sulla partecipazione, che diminuisce progressivamente man mano che l’età degli studenti si innalza: con la possibilità di scegliere affidata agli studenti, infatti, il dato raggiunge i suoi minimi.

    I dati del ministero, risalenti ormai al 2005, parlano di una media nazionale del 93%, che per le superiori scende all’87%: le regioni centro-settentrionali sono sicuramente le più laiche (primeggia la Toscana), mentre nel sud le percentuali di partecipazione sono bulgare.

    Nelle metropoli come Milano, invece, il dato delle scuole superiori crolla al 49% (addirittura una minoranza) e 183 classi sono completamente prive di IRC, in quanto nessuno studente se ne è avvalso (dati 2004).

    Il fatto stesso che, ovunque, la partecipazione crolli alle superiori (quando lo studente decide da solo se frequentare o meno) dimostra quanto conti, nell’effettuare la scelta, il condizionamento familiare.
    E' evidente che appena lo studente può scegliere per se ed è quindi (almeno parzialmente) libero dal condizionamento familiare scelga di "abbandonare" l'ora di religione. Le ragione sono molteplici (eg: Lo studente è laico/ateo/di un'altra religione, vuole uscire prima da scuola, non va d'accordo con il professore...) tuttavia è chiaro che la chiesa sta affrontando, per quanto riguardo i giovani italiani, una vera e propria crisi.

    Per ultimo, vorrei citare la prima parte dell'articolo sette della costituzione:

    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    Ultima modifica di max0005; 10-09-09 alle 10:42
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Zeitgeist_gt Visualizza Messaggio
    Voglio arricchire l'argomento invitandovi, anche in questo caso, a consultare l'associazione U.A.A.R., L'ora di Religione, perchè dà spiegazioni e consigli su come ribellarsi e difendersi da queste ingiustizie ai danni dei Laici e di chi crede in altre Religioni.
    Articolo molto interessante e istruttivo. Un contributo importante, Zeitgeist.


    Ovviamente, nel sito citato la posizione è contro l'insegnamento scolastico di qualsiasi confessione religiosa (a meno che non si tratti di una rassegna - del tutto laica - sui risvolti socio-antropologico-culturali delle religioni), mentre forse sarebbe più opportuno, specie nelle scuole primarie, cercare di creare un "sincretismo giocoso" per favorire l'integrazione dei bambini.

    Meglio insomma che i piccoli si confrontino da subito e siano guidati dai maestri a trovare i punti di contatto tra le confessioni delle rispettive famiglie, altrimenti la differenza nel credo potrà facilmente diventare terreno di scontro (specie se il divario sarà fomentato da famiglie intolleranti e genitori miopi al cambiamento che sta avvenendo nella nostra società).

    Un percorso del genere, però, non può certo essere affidato a professori di nomina curiale come accade oggi, ma deve essere rigidamente controllato da una struttura statale laica - per motivi che tutti possono comprendere.


    Sulla storia del crocifisso concordo in pieno con Mirkoagrati: non ho nulla contro un simbolo religioso che può dare conforto o ispirare il bene (ma che ognuno può portare con sé in forma di rosario o catenina), però nei luoghi pubblici preferirei di gran lunga vedere la Bandiera Italiana, quella Europea e al massimo lo stemma comunale.

    Ogni altro simbolo mi è sempre sembrato estremamente fuori luogo in zone frequentate da persone di ogni tipo e confessione religiosa.

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  8. #8
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    Ovviamente, nel sito citato la posizione è contro l'insegnamento scolastico di qualsiasi confessione religiosa (a meno che non si tratti di una rassegna - del tutto laica - sui risvolti socio-antropologico-culturali delle religioni), mentre forse sarebbe più opportuno, specie nelle scuole primarie, cercare di creare un "sincretismo giocoso" per favorire l'integrazione dei bambini.

    Meglio insomma che i piccoli si confrontino da subito e siano guidati dai maestri a trovare i punti di contatto tra le confessioni delle rispettive famiglie, altrimenti la differenza nel credo potrà facilmente diventare terreno di scontro (specie se il divario sarà fomentato da famiglie intolleranti e genitori miopi al cambiamento che sta avvenendo nella nostra società).
    L'idea è buona, penso però che piuttosto che creare una specie di "puzzle" dove ognuno incastra i pezzi della propria religione che sono compatibili con quelle degli altri compagni rischiando di formare una specie di sotto-religione con il rischio di confondere i bambini sarebbe meglio spingerli a rispettare le credenze degli altri.

    tra le confessioni delle rispettive famiglie
    Credo che sarebbe più utile invece di spingere gli studenti a praticare una religione (come accade ora) farli ragionare e in un certo senso scegliere la religione che gli sembra più giusta (o anche nessuna religione).

    Sulla storia del crocifisso concordo in pieno con Mirkoagrati: non ho nulla contro un simbolo religioso che può dare conforto o ispirare il bene (ma che ognuno può portare con sé in forma di rosario o catenina), però nei luoghi pubblici preferirei di gran lunga vedere la Bandiera Italiana, quella Europea e al massimo lo stemma comunale.
    Mi ricordo una scuola che avevo visitato una volta (che purtroppo poi non ho scelto visto che presentava lacune in altri ambiti ) che nell'aula di religione aveva appesi alle pareti i simboli di tutte le maggiori religioni del mondo più quelli di alcune religioni "secondarie" praticate da alcuni studenti. (Si trattava di una scuola privata visto che, purtroppo, in una scuola statale ciò non sarebbe permesso... ).
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  9. #9
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    Crocefisso nei luoghi pubblici

    Citazione Originariamente Scritto da mirkoagrati Visualizza Messaggio
    Aggiungerei,
    da uomo laico non battezzato e che non ha mai fatto nè l'ora di religione a scuola nè tanto meno alcuna forma di catechismo,
    che non solo i genitori 'potrebbero' risentirsi per una loro volontà violata,
    ma che li stessi bimbi e ragazzi, che come per tutta la mia vita passata in luoghi pubblici,
    subiscono quotidianamente la violenza dovuta alla presenza del Crocefisso.
    Ciao
    Caro mirkoagrati e compagni, anche in questo caso, il Crocefisso esposto in tutti i luoghi pubblici, mi trovo pienamente daccordo con voi.

    CROCEFISSI NEGLI EDIFICI PUBBLICI

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  10. #10
    Esperto L'avatar di max0005
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    A mio parere, nel rispetto di coloro che non praticano la religione cattolica bisognerebbe o eliminare i crocefissi dai luoghi pubblici o provvedere a rappresentare equamente anche le altre religioni. Temo però che perché ciò accada in Italia sia necessario molto tempo.
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  11. #11
    Esperta L'avatar di cherryblossom
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    Solo un appunto, non critico ma alla ricerca di un'alternativa costruttiva:

    Che alternativa vedreste all'ora di religione, specie per i più piccoli?
    Come potrebbe chiamarsi o cosa potrebbe davvero insegnarsi in alternativa?
    Un'ora di fantasia, pseudofilosofia (intendendo una filosofia semplificata per i più piccoli, sicuramente ci sono termini e insegnamenti più adatti che ora, però, non mi vengono in mente), di fantascienza, anche di solo pensieri, disegni e giochi in libertà .... mi piacerebbe fosse contemplata al posto delle ore di religione.

    Alla materna di mio figlio, l'ora di religione per ora è intesa un po' così. I bimbi non vengono indirizzati ma lasciati liberi di esprimere con disegni e parole, i loro pensieri intorno alla vita ed anche alla religione.
    Non ci sono, nemmeno poi, discussioni sul perchè si è fatto un disegno o si è fatto in quel modo; mi sembra più un modo per lasciarli liberi di esprimere e magari scoprire da soli se hanno domande da fare o qualcosa da dire che li interessa o li spaventa.

    Insomma, credo che qualche ora dedicata al Mistero, al profondo direi in un certo senso, possa essere importante fin dall'inizio della scuola e non quindi da evitare (ma nemmeno da momopolizzare come avete giustamente gia detto e come, invece, fa la Chiesa cattolica).
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  12. #12
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Ciao,
    secondo me sarebbe utile un'ora aggiuntiva da assegnare alla materia che complessivamente (a livello di classe) risulta essere la meno compresa.

    Questa mi pare una buona soluzione:
    Alla fine della settimana, l'insegnante o gli insegnanti, notano che l'ultimo argomento di matematica affrontato è risultato poco compreso dalla maggior parte degli alunni: bene, quell'ora che avanza (se proprio deve avanzare) la si dedica a rispiegare quell'argomento.

    Che dici?
    Non c'è mistero, ma la volontà di seguire gli alunni cercando di colmare la distanza (che inevitabilmente esiste) tra i migliori e i peggiori della classe,
    evitando che alla fine dell'anno 10/30 della classe non siano pronti a seguire gli argomenti dell'anno successivo.

    Ciao

  13. #13
    Esperta L'avatar di cherryblossom
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    Ciao Mirkoagrati,
    la tua è sicuramente un'ottima idea, mi piace, anche se forse un po' difficile da organizzare volta per volta.

    Al Mistero un posticino lo lascerei comunque, nel senso che potrebbe essere un argomento che i ragazzi (in realtà parlavo anche di bimbi più piccoli) potrebbero scegliere di approfondire (magari no ...).

    Fra i tanti argomenti in cui mi trovo in difficoltà, come genitore, c'è appunto il capitolo "oltre la vita". I bimbi chiedono e -in questa generazione di anziani, vengono spesso precocemente a contatto con la perdita di qualche affetto e le conseguenti domande impossibili.

    Alcuni argomenti, come il dolore, sono a mio parere fondamentali tanto quanto il resto. Mi sembrava, appunto, che al posto dell'ora di religione si potesse trovare il tempo per approcciare al meglio anche tali aspetti. Capisco, però, che per molte persone questi sono argomenti quasi tabù, su cui si preferisce sorvolare o come fa la chiesa- inquadrare in precise regolette e dogmi.
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  14. #14
    Esperto L'avatar di max0005
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    Buonasera,

    cherryblossom la tua idea è senz'altro interessante e da prendere in considerazione. Si potrebbe iniziare alla materna con un'ora di pseudofilosfia come hai sugerito dove invece di venire "insegnata" la religione (eg: "Dio è...") si discuterebbe insieme di vari argomenti religiosi, morali o semplici domande.

    Nelle classi frequentate da ragazzi più grandi (medie/liceo) si potrebbe iniziare a parlare delle varie religioni esaminandone la storia, le tradizioni, le festività...

    Ciao,
    secondo me sarebbe utile un'ora aggiuntiva da assegnare alla materia che complessivamente (a livello di classe) risulta essere la meno compresa.

    Questa mi pare una buona soluzione:
    Alla fine della settimana, l'insegnante o gli insegnanti, notano che l'ultimo argomento di matematica affrontato è risultato poco compreso dalla maggior parte degli alunni: bene, quell'ora che avanza (se proprio deve avanzare) la si dedica a rispiegare quell'argomento.
    Questo dovrebbe avvenire a ogni lezione ma purtroppo il tempo a disposizione delle insegnanti spesso non è sufficiente neanche per spiegare nuovi argomenti ed è quindi difficile trovare anche il tempo per ripassare quelli già svolti.

    La tua idea è più che buona, si potrebbe organizzare un'ora alla settimana dove i vari professori sono a disposizione di una o più classi dello stesso livello (eg: Prima Media) e ripassano gli argomento svolti in settimana.

    Ciò purtroppo spesso non è possibile visto che gli insegnanti faticano già a seguire le classi all'interno delle lezioni regolari e offrire delle specie di "ripetizioni pubbliche" risulterebbe molto difficile e laborioso, specie se destinate a ripetersi con regolarità. L'idea rimane tuttavia valida e sono convinto che se venisse applicata si ridurrebbero drasticamente il numero di insufficienze/bocciature/debiti.
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  15. #15
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Ciò purtroppo spesso non è possibile visto che gli insegnanti faticano già a seguire le classi all'interno delle lezioni regolari e offrire delle specie di "ripetizioni pubbliche" risulterebbe molto difficile e laborioso, specie se destinate a ripetersi con regolarità.
    Ciao, la situazione citata è tristemente veritiera,
    e proprio per questo mi chiedo cosa è che ti rende così
    fiducioso riguardo a:

    Si potrebbe iniziare alla materna con un'ora di pseudofilosfia come hai sugerito dove invece di venire "insegnata" la religione (eg: "Dio è...") si discuterebbe insieme di vari argomenti religiosi, morali o semplici domande.

    Nelle classi frequentate da ragazzi più grandi (medie/liceo) si potrebbe iniziare a parlare delle varie religioni esaminandone la storia, le tradizioni, le festività...
    Stiamo parlando delle stesse maestre/i, professoresse e professori?

    Comunque,
    per tornare sul tema,
    io penso che non esista nessun insegnante, in Italia ed indipendentemente dal tempo a disposizione e dagli impegni, che sia in grado di garantire pari insegnamento e 'dignità' ad ogni religione affrontata con gli studenti.

    Il mio prof di Filosofia (tempi del liceo) spese più di un trimestre per spiegare S.Agostino ed invece altri filosofi (Espinosa, Kant) li ha liquidati in 3/4 lezioni.

    Sai perchè?
    La mia classe era una di quelle con la minor presenza di alunni durante l'ora di religione.

    E quindi continuo a sostenere che per me, che sono ateo ed italiano come tutti gli altri italiani, è meglio non vedere nessun simbolo religioso piuttosto che vederli tutti, e che avrei preferito fare più ore di matematica piuttosto che starmene parcheggiato da qualche parte a scuola attendendo che passasse l'ora di religione.

    Ciao

  16. #16
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao Mirkoagrati,

    si potrebbe "rivedere" il programma dell'ora di religione aggiungendo un'analisi (non praticare, analizzare!) delle principali religioni mondiali e magari aggiungendo qualche dibattito/studio filosofico.

    Credo che in questo caso trattandosi non di uno studio mirato a incitare a praticare/convertire il soggetto ma bensì di un'analisi il più possibilmente oggettiva e rispettosa delle varie religioni non ci sarebbe più ragione di sentire i propri diritti o le proprie credenze violate. In questo caso i vari simboli religiosi verrebbero mostrati solo all'interno dello studio della religione a cui appartengono e quindi in un contesto giustificato e più appropriato.

    In una situazione simile credo che nessuno dovrebbe sentire i propri diritti violati visto che comunque non lo si sta spingendo a rinnegare la propria religione a favore di un'altra ma si sta solo venendo a conoscenza del fatto che esistono alle religioni nel mondo e che anche loro hanno i propri riti, costumi, tradizioni... oltretutto la storia delle religioni, indipendentemente dalle proprie credenze sono spesso molto interessanti visto che sono molto legate alla storia "classica" e sono quindi degne di essere studiate a prescindere dalla propria religione.

    Riguardo al fatto della "parzialità" di alcuni professori, credo che ciò sia inevitabile. Anche con le migliori intenzioni e molti sforzi rimaniamo esseri umani e non (per fortuna) robot o computer. Un minimo di "parzialità" è quindi giustificato ciònonostante credo sia comunque possibile insegnare e discutere di molti argomenti "delicati" nel rispetto delle credenze di tutti.
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  17. #17
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    OK Max0005,
    quello che proponi può essere pensato e realizzato,
    ma permettimi di continuare a ritenere tali insegnamenti utili al di fuori dell'orario scolastico regolare, e non obbligatori.

    A riguardo ho due obiezioni da porti che argomentano la mia posizione.

    La prima obiezione che sollevo è di fattibilità:
    per fare una lezione dove solo in quel momento siano esposti tutti i simboli religiosi richiederebbe probabilmente un laboratorio o uno spazio che non sia la stessa classe nella quale si seguono le lezioni perchè, te lo puoi immaginare, quei simboli finirebbero per rimanere sempre appesi.
    Spesso mancano i laboratori di lingue e le palestre (si perchè esistono scuole che non hanno palestre, spesso private) figurati uno spazio del genere.

    La seconda obiezione è di carattere sensibile, e per argomentarla ti porto il mio caso:
    io non sono battezzato, non ho mai seguito lezioni di religione ne di catechismo: sono ateo.

    Nonostante questo (o forse proprio per questo) sono a conoscenza dell'esistenza di altre religioni (non ci è voluto nessuno che me lo insegnasse), le rispetto tutte e rispetto tutti i loro credenti.

    Ho dei bellissimi rapporti con musulmani, cristiani, ortodossi e anche induisti.
    Tutta gente che frequento in ambito lavorativo o che conosco e frequento dai tempi del liceo e addirittura delle medie.

    Non abbiamo mai avuto scazzi per motivi religiosi, io sono neutro: prendo nota, a volte mi sono stupito di cose che manco mi sognerei di provare a fare (tipo il ramadan) ma questo non è mai stato percepito come mancanza di rispetto. E questo perchè la mia posizione di ateo non è giudicata come forma di antagonismo, e neanche di totale negazione.

    Quello che però secondo me fa la differenza è il modo con cui ci si pone
    con le persone e questo non rientra nell'ambito religioso, ma nella sfera educativa.

    I miei genitori mi hanno sempre educato al rispetto delle persone (siamo tutti uguali con li stessi diritti e doveri, con pari dignità) e sottolineo la parola persone perchè se si andasse oltre al problema della convivenza tra le religioni e si affrontasse il problema della convivenza e del rispetto tra le persone cose che ora appaiono importanti di colpo sembrano non esserlo più.

    Quindi, andando oltre e avendo in mente ciò che per me significa la parola 'persona',
    la tua proposta rimarrebbe sempre un valore aggiunto, ma continuerei a non considerarla ne importante ne fondamentale.

    Ciao

  18. #18
    Esperto L'avatar di max0005
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    Quindi, andando oltre e avendo in mente ciò che per me significa la parola 'persona',
    la tua proposta rimarrebbe sempre un valore aggiunto, ma continuerei a non considerarla ne importante ne fondamentale.
    Non stiamo parlando un'insegnamento religioso che spinge le persone ad "abbracciare" una determinata fede, ma piuttosto di un'approccio teologico/filosofico per discutere di certi argomenti sotto un'altro punto di vista oltre che presentare agli studenti altre religioni e le loro tradizioni. Sotto questo punto di vista la materia potrebbe "aumentare di valore" fino a poter essere considerata una materia vera e propria... una sorte di estensione a Filosofia e Storia.
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  19. #19
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    Una breve osservazione sull'argomento.

    Della proposta di Max - o di Cherry - ispirata a sincero desiderio di integrazione e crescita degli studenti potremmo dire che è fondata sulla situazione attuale, ovvero sul fatto che, in una vasta maggioranza di casi, ai ragazzi la religione è insegnata comunque e l'alternativa (ciondolare per la scuola che non ha potuto organizzare attività equipollenti) non è il massimo.

    Se allora le cose stanno così in ogni caso, meglio sfruttare quell'occasione per lasciare ai ragazzi un messaggio di pace, apertura e sereno rispetto delle fedi di tutti.


    In un mondo ideale - o semplicemente in uno Stato laico come dicono sia il nostro - vedrei invece francamente meglio la proposta di Mirko: simboli religiosi solo nei luoghi di culto o addosso alle singole persone (rosari, ciondoli, tao etc.) e insegnamento della religione impartito solo negli oratori, nelle scuole coraniche o nelle sinagoghe.

    Poi si può parlare di inserimento della Storia della Religione - in termini eminentemente storico-socio-culturali - nei vari programmi di alcune materie (Storia, Filosofia, Italiano, Lingue straniere, Storia dell'Arte), dove però non si usi l'occasione per fare proselitismo, ma solo per proporre teorie equivalenti, proprio come si presentano i vari stili architettonici e poi ogni studente sceglie il suo preferito.


    Sarebbe molto bello, ma temo non avverrà così presto...
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  20. #20
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao Leonov,

    la religione ha influenzato moltissimo lo sviluppo della storia umana e continua a farlo. Volenti o nolenti le religioni hanno ancora una grandissima importanza e coinvolgono la maggior parte della popolazione mondiale. "Chiudere" l'insegnamento (come ho detto prima in modo oggettivo e nel rispetto di tutte le religioni) e la spiegazione delle varie religioni e i dibattiti che potrebbero nascerne all'interno di altre materie e classificarli come "materiali addizionali" mi sembra una misura un po' drastica.

    Ovviamente sono d'accordo in un'insegnamento nel rispetto delle credenze di tutti (togliere i vari simboli, illustrare senza spingere a praticare...) tuttavia, come ho già detto, eliminare quasi del tutto l'argomento rischia, a mio parere, di farci passare da un'estremo all'altro. Al di fuori delle religioni stesse, esse (scusate il gioco di parole... spero riusciate a capirmi) hanno influenzato moltissimo la storia umana e le decisioni più importanti. Inoltre uno studio, o anche solo un'"infarinatura" delle varie credenze aiuterebbe a comprendere meglio la società contemporanea.
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  21. #21
    Esperta L'avatar di cherryblossom
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    La mia non voleva tanto essere una proposta astratta, come ha ben sottolineato Leonov, quanto una ricerca -o solo piccola provocazione-costruttiva di un'alternativa valida ed aderente alla realtà.

    Il fatto che ancora non esista o che siano difficili da reperire le figure chiave di un qualche insegnamento di questo genere non toglie bontà alla direzione della ricerca.
    Forse dovrebbe sempre trattarsi di ore facoltative, in modo da rispettare chi non ha interesse a condividere domande o tentativi di risposte che non lo riguardano ma -dal canto mio- non sarei così sicura che non avrebbero un buon seguito, specie se si guardasse più alle fondamenta sia della ricerca religiosa che dei tentativi di risposta.

    La molteplicità delle risposte possibili non implica che siano da sottovalutare le domande; sono daccordo con Max quando sottolinea di non poter prescindere da una valutazione/considerazione religiosa o pseudotale, quando si parla di uomo, di persona, di animale sociale in generale.
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  22. #22
    Esperto L'avatar di max0005
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    Forse dovrebbe sempre trattarsi di ore facoltative, in modo da rispettare chi non ha interesse a condividere domande o tentativi di risposte che non lo riguardano ma -dal canto mio- non sarei così sicura che non avrebbero un buon seguito, specie se si guardasse più alle fondamenta sia della ricerca religiosa che dei tentativi di risposta.
    Non sono d'accordo... visto che non stiamo più parlando di lezioni durante le quali si pratica una determinata religione ma bensì corsi dove vengono studiate le religioni (storia, tradizioni, cultura...), vengono analizzate e vengono discussi vari argomenti non credo che ci sia più ragione per renderle facoltative.

    Per fare un'esempio, se la mia scuola decidesse di dedicare un'anno allo studio della storia spagnola e io non fossi interessato, la scuola non mi permetterebbe di non frequentare il corso semplicemente perché non sono interessato agli argomenti trattati. Credo che l'esonero da un corso possa essere concesso solo quando c'è una reale necessità ma in questo caso non riesco a vederne.
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  23. #23
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Ciao Max0005,
    visto che non si tratterebbe più di lezioni di religione ma bensì di storia,
    allora non si espongono i simboli religiosi di nessuno.

    Esattamente come solitamente non ci si veste da fenici o non
    si appendono soli, coccodrilli e mummie quando si studiano gli egizi.

    Per evitare poi di parlare dei tempi più bui: medioevo e nazi-fascismo.

    Oppure,
    quando si studierà il medioevo si potrebbero appendere brandelli di vestiti e di ossa bruciate di donne e uomini considerati eretici.

  24. #24
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao Mirkoagrati,

    Storia e "pseudofilosofia" (così possiamo chiamare questa nuova materia che stiamo discutendo) hanno qualche differenza. Mentre la prima è supportata da prove che ne attestano la veridicità, la seconda lascia molto più spazio alle interpretazioni personali essendo costituita in gran parte di metafore, parabole e simboli. E' bene, a mio parere, tenere le due materie separate visto che necessitano di un'approccio completamente diverso.

    Riguardo ai simboli, anche qui c'è una differenza. Come nelle lezioni di storia non esponiamo resti di esseri umani uccisi in battaglia, nelle lezioni di pseudofilosofia non si esporrebbero resti di persone morte durante le "guerre sante". Tuttavia, così come all'interno dello studio di una religione si potrebbero analizzare i vari simboli (l'anno la scorso la nostra insegnate di matematica ci ha fatto notare come molti simboli religiosi siano legati alla geometria e a vari teoremi) se fosse possibile all'interno dello studio del medioevo sarebbe bello poter vedere una vera armatura medievale, o dei dipinti raffiguranti le giostre, la vita nei castelli etc...

    Credo che finchè tutti i simboli hanno la stessa importanza e lo stesso scopo, ovvero sono tutti mostrati all'interno di un percorso di studi ben preciso e nessuno è "dominante" non ci dovrebbero essere troppi problemi.
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  25. #25
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Ciao,
    non mi è chiaro se questa nuova materia, la pseudofilosofia,
    affronterà anche i lati negativi e quindi guerre e morti, trame di palazzo, tensioni internazionali che le religioni hanno causato e che tutt'ora causano (Palestina-Israele, occidente-medio oriente) oppure metterà in luce solo gli aspetti positivi che il motto 'volemose bene' riesce bene a riassumere lasciando che gli altri siano trattati separatamente in altra materia?
    Sarà fine a se stessa o effettivamente potrebbe intrecciarsi con materie come la storia e la storia delle lingue?

    Non vorrei che una materia simile mandasse in confusione mia figlia che
    per esempio, di per se, ha già notato che il simbolo della croce appare sia in chiesa, come rappresentazione della sofferenza di Gesù, sia sulle armature dei crociati che poi pace e rispetto non sapevano proprio dove erano di casa e che nonostante questo ad oggi non appare confusa.

  26. #26
    Esperto L'avatar di max0005
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    La materia di per se non vuole ne elogiare ne discriminare nessuna religione. Verrebbero messe in evidenza sia le azioni "buone" (donazioni, aiuti umanitari...) che quelle "cattive" (guerre, uccisioni, trame e intrighi...). La materia però andrebbe oltre la religione e spingerebbe gli studenti a riflettere sui vari aspetti delle religioni fino a decidere di praticare una religione, o nessuna o ancora scegliere i punti che più lo convincono di più religioni e rispettarli. La pseudofilosofia sarebbe sostituita all'ora di religione attuale con l'intendo di offrire una visione imparziale e completa delle religioni e offrire agli studenti la possibilità di discuterne i vari punti dopo averne appreso le "basi".

    Ribadisco che lo scopo della lezione non sarebbe quello di spingere lo studente a scegliere una religione ma bensì quello di offrirgli più "materiale" su cui basare le sue scelte e, possibilmente, indurlo a riflettere più a lungo sulle cose e cercare di vederle sotto punti di vista differenti.

    Capisco che certe famiglie potrebbero non essere d'accordo con il fatto che il loro figlio venga a contatto con altre religioni, ma non sarebbe giusto obbligare le persone che praticano una religione differente da quella cattolica a frequentare "lezioni cattoliche", come non credo sarebbe giusto escludere completamente le religioni dall'insegnamento visto il grosso ruolo che hanno avuto e stanno avendo nella storia umana.
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  27. #27
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    Leggo con piacere lo scambio, molto rapido e dinamico.

    Una sola precisazione, però, poiché temo che stiamo confondendo un po' le cose.


    Se non ho capito male - e Cherry potrà confermare o smentire - la sua proposta di didattica innovativa era destinata a bambini molto piccoli, ai quali insegnare il rispetto delle credenze altrui tramite una resa per così dire "giocosa" di alcuni aspetti delle religioni (e dell'assenza di esse).

    Altro è sostituire l'insegnamento della religione cattolica con quello della Storia delle Religioni, per ragazzi di scuole medie e superiori ai quali può essere benissimo spiegata la differenza tra bene e male e l'impatto avuto dai culti sulla Storia.

    Altro ancora è spingere i ragazzi di qualsiasi età a interrogarsi sul problema spirituale - non religioso - con incoraggiamento a fare domande come "chi siamo?", "da dove veniamo?", etc.


    Ora, credo sia più costruttivo separare i vari aspetti, fermo restando il rispetto per le opinioni di tutti, evitando però di pensare che ai ragazzi prossimi ai 18 anni si voglia insegnare il "volémose bbène" e ai bambini in età prescolare le storie dei roghi medievali.

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  28. #28
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    Ciao,
    mi sono fatto una domanda:
    come ha affrontato e risolto questa questione la più grande democrazia laica del Mondo, cioè l'India?

    L'India è una nazione nella quale l'aspetto religioso e la presenza di differenti religioni è sempre stato di grande importanza ma nonostante ciò l'India è laica e gli indiani vivono tollerando le differenti scelte religiose.

    Sto provando a cercare in rete qualche documento riguardante i programmi scolastici per vedere se questi prevedono l'insegnamento o l'introduzione alle religioni e se si da che età sono previste queste attività.

    Vi terrò informati.

    Ciao

  29. #29
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    Ciao,
    per il momento ho trovato solo un articolo all'indirizzo asianews.it/index.php?l=it&art=16188 che non espone nessun programma scolastico ma che, senza entrare nel merito della questione che tratta,
    riporta esplicitamente l'informazione che in India le scuole sono per la maggior parte private e che esistono le scuole cattoliche e protestanti.

    Esplicitamente però non segnala neanche l'esistenza di scuole ad insegnamento religioso 'misto' o 'omni-comprensivo', come se una scuola pubblica potrebbe anche non prevederlo.

    Ciao

  30. #30
    Esperta L'avatar di cherryblossom
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    Citazione Originariamente Scritto da Leonov Visualizza Messaggio
    Se non ho capito male - e Cherry potrà confermare o smentire - la sua proposta di didattica innovativa era destinata a bambini molto piccoli, ai quali insegnare il rispetto delle credenze altrui tramite una resa per così dire "giocosa" di alcuni aspetti delle religioni (e dell'assenza di esse).


    Ora, credo sia più costruttivo separare i vari aspetti, fermo restando il rispetto per le opinioni di tutti, evitando però di pensare che ai ragazzi prossimi ai 18 anni si voglia insegnare il "volémose bbène" e ai bambini in età prescolare le storie dei roghi medievali.

    Buongiorno Leonov, confermo.

    Non voleva essere un attacco, una costrizione ne una forzatura. Era un modo per indagare un percorso e chiederci come meglio poterlo interpretare o presentare ai giovani, in un arco che va dalla prima infanzia in su. Indagine non è poi certezza. Aprirsi a un discorso significa non negarlo, dargli una possibilità e vedere se è possibile .

    Partendo quindi dalle vostre premesse inziali a cui aderisco e dalle problematiche che si presentano (gia da voi evidenziate) cercavo di vedere se la soluzione potesse essere nel salvare i concetti base e trasformare il loro insegnamento o meglio esposizione in qualcosa di utile e condivisibile anzichè da elemento discriminante.

    Comunque voleva essere un piccolo inciso e una delle tante soluzioni, non LA soluzione; solo mi piace vedere, proporre ed analizzare gli aspetti non considerati delle cose.

    Ci sono però alcuni campi, come questo, in cui -comunque- le scelte in un senso/direzione (anche quando è -più possibile- multidirezionale) vengono vissute come offensive o limitanti dell'altro. E' l'argomento che si presta poichè investe tutto l'essere e tutto il suo modus vivendi. Anche per questo è di difficile soluzione.

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  31. #31
    Esperto L'avatar di max0005
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    Buongiorno a tutti.

    Quando si entra in un tema delicato come quello delle religioni e del loro insegnamento è difficile, se non quasi impossibile, cercare di soddisfare tutti.

    La proposta che avevo avanzato si riferiva alle classi della scuola media/liceo e sarebbe stata una sorta di misto fra l'insegnamento (oggettivo) di più religioni e il ragionamento su domande filosofiche che poi (almeno nel mio caso) sorgono spontanee durante lo studio delle religioni.

    Per i ragazzi più "piccoli" visto che potrebbe risultargli difficile seguire un simile programma si potrebbe optare per quello che ha suggerito Cherryblossom.
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  32. #32
    Esperta L'avatar di cherryblossom
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    Citazione Originariamente Scritto da max0005 Visualizza Messaggio
    La proposta che avevo avanzato si riferiva alle classi della scuola media/liceo e sarebbe stata una sorta di misto fra l'insegnamento (oggettivo) di più religioni e il ragionamento su domande filosofiche che poi (almeno nel mio caso) sorgono spontanee durante lo studio delle religioni.
    Ciao di nuovo Max ,
    come ti sembra che vivano questo aspetto i tuoi amici/coetanei?
    Anche loro sentono la necessità di approfondire, di trovare un'integrazione fra le diverse ideologie? O non ne parlano o sembra non gli interessi?

    Chiedo in quanto sono lontana da voi e dai ricordi di quell'età ...

    Rileggendo anche Mirko mi rendo conto che -in effetti- non può essere una forzatura e quindi interessare persone ed età giustamente proiettate verso altro, altro di più concreto e immediato.
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  33. #33
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao cherryblossom,

    l'aspetto religioso, così come quello scolastico e molti altri sono stati "contaminati" da un cattivo sistema. Insegnanti incapaci, svogliate e che non sapevano spiegare e invogliare gli studenti. La chiesa in questi ultimi anni ha fatto davvero poco per cercare di "chiamare" le nuove generazioni in un modo che potesse interessarli.

    Nonostante io non sia d'accordo con molti aspetti delle varie religioni, il messaggio che sta al centro delle molte fedi e che ormai tutti conosciamo bene non posso che apprezzarlo e condividerlo.

    E' ovvio che se, alla fine, una religione ti viene presentata come: "Dio è così e non puoi discutere." "Devi accettare quello che ti dicono i sacerdoti" "Devi andare a messa ogni domenica mattina." mentre dall'altra parte ci sono numerose voci che cercano di screditarla gli studenti sceglieranno di ascoltare quelle voci.

    La logica di "ascolta e accetta senza riflettere" andava forse bene anni fa ma oggi, con le nuove tecnologie e i nuovi mezzi le persone iniziano a farsi domande e a chiedersi se quello in cui credono sia giusto, se forse la chiesa gli ha taciuto certi aspetti.

    Nel corso dei secoli, la chiesa ha fatto molte aggiunte e modifiche alle "regole sacre" fino a trasformarle quasi completamente lasciando tante belle parole ma togliendogli le fondamenta di verità. Si è trasformato in uno stato che è paradossalmente sia il più piccolo al mondo sia quello che ha il maggior numero di abitanti.

    Forse è arrivato il momento in cui la chiesa devi aprirsi al dialogo e accettare di aver commesso alcuni errori o temo che fra qualche decennio potrebbe perdere moltissimi dei suoi sostenitori.
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  34. #34
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    Educazione Civica

    Anche io vorrei dare suggerimenti per come utilizzare in modo costruttivo e concreto l'ora di Religione.

    Io se potessi scegliere una materia importante, educativa e costruttiva delle coscienze civiche per tutte le facse dell'età scolastica, sarebbe l'Educazione Civica.

    Quì l'ignoranza e il vuoto educativo dei cittadini italiani che hanno frequentano le scuole italiane, dalle Materne all'Università, è pressochè incolmabile.

    Pare che la Gelmini da quest'anno abbia reintrodotto l'ora di Educazione Civica ribatezzandola:"Cittadinanza e Costituzione", da "Il Sole 24 Ore", già il fatto che apprendo ora della reintroduzione mi lascia esterefatto, il tutto in sole 33 ore annuali pari a un'ora settimanale.

    Bene, io userei l'ora di Religione per portare a due ore settimanali l'"Educazione Civica", questo termine mi piace di più, nelle scuole di ogni ordine e grado al fine di educare finalmente tutti gli Italiani ad un maggior rispetto della Cosa Pubblica, delle Leggi e della Costituzione.

    A questo punto istituirei però anche un seminario di aggiornamento per i nostri politici che non danno certo esempi tali per cui possiamo imparare qualcosa da loro.
    A dimenticavo, per la Religione, metterei all'interno della materia di Storia, anche la Storia delle Religioni.

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  35. #35
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao Zeitgeist_gt,

    la tua idea è più che buona e va sicuramente tenuta in considerazione. Educazione Civica è solo una delle materie che non godono nemmeno lontanamente dell'attenzione e del tempo che meriterebbero. Ci sono all'interno della scuola molte materie ritenute "secondarie" semplicemente perché insegnate come tali... ad esempio: Educazione Civica, Arte, Musica, Educazione Fisica e nei casi più estremi anche Inglese, Informatica... ognuna di queste materie se insegnate nel giusto modo sarebbe tutt'altro che secondaria ma, purtroppo, mancano le persone con le giuste competenze e motivazioni.

    Eliminare Religione completamente per assegnare un'ora ad un'altra lezione temo non risolverebbe niente, specie se assegnata a una materia "secondaria" durante la quale, come spesso accade, si fa poco e niente. Sarebbe invece meglio "riorganizzare" queste materie secondarie per renderle più complete ed interessanti.
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  36. #36
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Buona giornata a tutti,
    per tornare al titolo originale della discussione,
    è notizia di oggi che la Gelmini vuole mettere il tetto massimo delle presenze di non italiani in classe al 30% e trattare la religione come fosse una materia al pari di matematica o italiano.

    Non c'è più il problema di insegnare anche altre religioni e soprattutto chi si rifiuterà di seguire l'ora di religione non potrà beneficiare dei crediti che gli insegnanti di tale nuova materia possono concedere ai propri studenti: quindi chi non seguira l'ora di religione avrà un handicap in partenza (come se si trattasse di una partitella di golf )

    W il sistema laico di cui, ancora oggi, non abbiamo traccia se non un lugubre accenno scritto in una carta costituzionale che evidentemente non serve a niente e che nessuno tra i nostri politici si degna di rispettare.

    Avanti così la nuova costituzione sarà completamente ispirata alle sacre scritture: mi ricorda qualcosa, forse l'Islam ma non ne sono sicuro

    Ciao

  37. #37
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    Piove sul bagnato

    Caro mirkoagrati, mi sembra o piove sul bagnato?

    Mentre noi stiamo qui a discutere:"Ora di religione sì, ora di religione no", la cara Gelmini stà facendo danni irreparabili per la laicità del nostro stato solo declamata ma per niente rispettata da questi governanti.

    E queste son bruttissime cose.

    ? Che non sia mai! Continuiamo per ora ad indignarci, poi vedremo.

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  38. #38
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    Ecco cosa ha detto la Gelmini:
    "Sugli insegnanti di religione sono assolutamente d'accordo con il Vaticano" ha poi aggiunto il ministro. "A loro vanno grantite le stesse condizioni degli altri insegnanti, e credo che l'ora di religione debba avere pari dignità rispetto alle altre materie. L'Italia non può non riconoscere l'importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione".

    Citazione Originariamente Scritto da mirkoagrati Visualizza Messaggio
    Avanti così la nuova costituzione sarà completamente ispirata alle sacre scritture: mi ricorda qualcosa, forse l'Islam ma non ne sono sicuro
    E inoltre ecco che cosa dice (il colmo):
    "Ci sarà anche una nuova materia, l'educazione alla cittadinanza e alla Costituzione".

    Fonte: La Repubblica

  39. #39
    Esperto L'avatar di max0005
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    Buongiorno a tutti,

    il problema non è l'ora di religione in se, ma bensì tutto quello che le è associato. Il monopolio del vaticano su ciò che viene insegnato durante l'ora, "l'handicap" imposto a chi non frequenta la lezione. Finché l'ora di religione resterà come è adesso, la laicità nelle scuole sarà solamente una bella frase scritta nella costituzione e nelle varie leggi.

    è notizia di oggi che la Gelmini vuole mettere il tetto massimo delle presenze di non italiani in classe al 30%
    Potrei capire se in una scuola si stessero (volontariamente da parte delle autorità) formando delle classi di soli non italiani, e che ciò ostacolasse l'apprendimento della lingua italiana, ma così mi sembra semplicemente discriminazione nei confronti dei cittadini di altre nazioni.
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  40. #40
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    Ciao Max0005,
    aggiungerei alla tua riflessione che:

    siccome gli stranieri sarebbero sempre una minoranza non ci sarebbe neanche più la necessità di pensare all'ora di religione come un momento per riflettere su altre religioni o sul perchè si sceglie di non seguire neanche una di esse.

    Ciao

  41. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da mirkoagrati Visualizza Messaggio
    Ciao Max0005,
    aggiungerei alla tua riflessione che:

    siccome gli stranieri sarebbero sempre una minoranza non ci sarebbe neanche più la necessità di pensare all'ora di religione come un momento per riflettere su altre religioni o sul perchè si sceglie di non seguire neanche una di esse.

    Ciao
    Ciao Mirkoagrati,

    non capisco il tuo ragionamento... anche se gli stranieri sono una minoranza hanno comunque il diritto a frequentare una scuola ad orientamento laico e sarebbe ingiusto nei loro confronti obbligarli a partire con un "handicap" semplicemente perché hanno credenze diverse dai cattolici. Oltretutto è sempre interessante e utile essere a conoscenza del fatto che esistono molte religioni oltre a quella cattolica e scoprirne qualcosa.

    max
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  42. #42
    Esperto L'avatar di mirkoagrati
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    Certo,
    da questo punto di vista la penso come te.

    Ma tornando al titolo della discussione, a questo punto non ci sarebbero proprio le basi per aprire le lezioni anche ad altre culture e religioni.

    Non si porrebbe proprio l'esigenza.

  43. #43
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    Credo Mirko intendesse dire che agendo sul numero massimo di stranieri si aggira -in un certo senso- il problema religioni.

    Il problema stranieri è molto serio. Ascoltando alcune insegnanti sul campo, pare, che il problema della discriminazione sia fortemente presente.
    Sicuramente è un tema ancora da dibattere e per cui trovare soluzioni adeguate e che vadano oltre la sfera religiosa.

    A Roma ci sono alcune scuole che -al contrario- sono frequentate solo da stranieri e dove è l'italiano che ci capita a sentirsi solo.
    Sarebbe stato più logico un intervento mirato sulla distribuzione territoriale, guidato -però e a monte- da principi certi e ispirati davvero all'integrazione.

    i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox

  44. #44
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    Grazie cherryblossom,
    era proprio quello che volevo esprimere.

    Ciao

  45. #45
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    Ciao Mirko e ciao Cherryblossom.

    Secondo me il discorso va oltre la presenza di stranieri in classe. L'Italia è un paese Laico e pertanto non trovo giusto che all'interno di questa situazione una religione venga privilegiata sopra le altre. Sarei più d'accordo se la religione venisse spiegata durante le ore ma da quanto capisco gli insegnanti spingono gli studenti a praticarla senza porsi troppe domande.
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  46. #46
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    L'avatar di Leonov
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    Citazione Originariamente Scritto da cherryblossom Visualizza Messaggio
    Sarebbe stato più logico un intervento mirato sulla distribuzione territoriale, guidato -però e a monte- da principi certi e ispirati davvero all'integrazione.
    Questa, ahimè, non è la terra e l'epoca i cui domina la logica.

    Se poi l'integrazione e l'accoglienza non fanno decisamente parte delle politiche sociali (e non mi riferisco ai respingimenti in mare, ma al modo in cui si affrontano i problemi sul territorio, per chi è residente da anni e con le carte in regola), allora inutile aspettarsi dei tentativi a livello statale e ministeriale di privilegiare fin dalla più tenera età un approccio di inter-cultura o una mentalità da "cittadini del mondo".

    MODBiblioteca del Forum gt --- Kàspar Àiolos Lèonov, Ph.D. --- Bibliosaurus ModSenior e Bibliotecario del Forum gt. Al vostro servizio.
    Regole della Casa --- Web Marketing Festival! A Rimini; a giugno! La festa della formazione. Passa a trovarci.
    Sono con te, sei con me.

  47. #47
    Esperto L'avatar di max0005
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    Ciao Leonov,

    è stata avvertito un netto calo degli studenti che partecipano alle lezioni di religione nel Liceo, ovvero quando gli studenti possono scegliere da soli (senza che la famiglia debba firmare) se frequentare o meno le lezioni.

    E' evidente che gli studenti in generale abbiano "qualcosa da dire" sulla materia. Che sia semplicemente pura pigrizia (forse se si rendesse anche l'ora di matematica facoltativa si registrerebbe un simile calo...) oppure davvero il programma di religione non è condiviso da molti studenti? In tal caso il Vaticano e il Ministero non farebbero bene a interrogarsi e a chiedersi se non sia meglio una revisione del programma?
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