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#1 (permalink) |
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Fedele Scarcella ucciso: Massacrato e Bruciato
Se il 10.000 post l'ho fatto spendendo qualche parola sul Forum, il 10.001 lo faccio per la rabbia che ho dentro.
Fedele Scarcella è stato massacrato e bruciato. Giovanni Pecora, che ha subito due minacce di morte scrive di lui: http://www.ammazzatecitutti.org/foru...=02&f=1&t=1714 Era un uomo coraggioso, Fedele Scarcella, duro come le balze dell'Aspromonte dove era nato e cresciuto, ma anche generoso come quel mar Tirreno sulle sponde del quale aveva deciso di creare la sua impresa, a Gioia Tauro. Duro e generoso, come i migliori calabresi, come i fichi d'India che sono difficili da cogliere e pungenti per chi li conosce solo da fuori, ma dolci più di qualsiasi altro frutto quando si impara a conoscerli dentro. Fedele Scarcella lavorava sodo, come un mulo, e quando quel giorno entrarono nella sua azienda due "picciotti" del boss di Gioia Tauro per chiedergli conto di una parte dei suoi sudati guadagni, la "mazzetta" o "pizzo" per intenderci, andò su tutte le furie, ma riuscì a mantenersi apparentemente calmo perchè bisognava affrontarli con intelligenza, non con la forza quegli animali. Senza alzare la voce, con calma, disse loro che quel lavoro era la sua vita, e che per mandarlo avanti aveva rinunciato a tutto: alle ferie, alle auto di lusso, ai bei regali per la moglie... e che quello che aveva lui se l'era sudato lira su lira, tra lacrime, cambiali e tanto, tantissimo lavoro. Perchè doveva condividere con loro la sua azienda? Perchè non si mettevano anche loro, che erano giovani e forti, a lavorare e a faticare invece di vivere come parassiti alle spalle della povera gente? Ma i suoi aguzzini non si fecero certo convincere dai suoi ragionamenti, e dopo qualche piccolo "avvertimento" tornarono in azienda per chiedere il saldo della "mazzetta". Di solito a questo punto l'imprenditore si piega, magari imprecando in cuor suo ed invocando ogni maledizione sui suoi aguzzini, ma si piega. Fedele Scarcella invece non si piegò. Prima rinviò con una scusa al giorno dopo gli estortori, poi andò in casa, si tolse gli abiti da lavoro, si mise il vestito buono, ed andò forse dai Carabinieri, o forse dalla Polizia, per denunciare il racket delle estorsioni con nomi e cognomi, senza paura. Un eroe? Ma no, un idealista forse. Un idealista che non ci stava a farsela sotto davanti a quattro vigliacchi che camminavano in Mercedes e vestivano Caraceni facendo il pieno con il sangue della povera gente per le loro auto di lusso e con i vestiti che se li spremevi grondavano sudore del lavoro altrui. Fedele Scarcella entrò subito nel programma di protezione per i testimoni di giustizia, e la legge antiracket gli rimborsò tutti i danni subiti. Poi però volevano trasferirlo al nord Italia, come prevede il programma di protezione, ma lui non accettò. Volle restare in Calabria, sia pure trasferendosi in un'altra provincia, quella di Vibo Valentia. Certo non sarebbero stati quella cinquantina di chilometri da Gioia Tauro a metterlo al sicuro, ma lui non accettava il fatto di darla comunque, in un modo o nell'altro, vinta ai suoi persecutori. E non solo rimase in Calabria, ma fu tra i fondatori dell'associazione antiracket di Gioia Tauro, nonchè membro dell'associazione "SOS impresa", che operava nell'ambito della Confesercenti. No, non era e non voleva essere un eroe, voleva solo essere un testimone, la testimonianza vivente che in Calabria ce la si può fare a non piegarsi ai ricatti della mafia. Fedele Scarcella sapeva bene di essere un bersaglio, sia per quello che aveva fatto a Gioia Tauro che per la sua attività di divulgatore dell'antimafia, ed aveva chiesto anche, più volte, la concessione del porto d'armi che però la Prefettura gli aveva negato. Così lo hanno trovato ieri massacrato, bruciato all'interno della sua Punto blu. Forse sono stati così umani da sparargli alla nuca prima di bruciarlo, o forse l'hanno bruciato mentre era ancora ferito a morte, magari ridendo mentre si contorceva negli ultimi spasimi dell'agonia, prendendosi pure il gusto di chiamare il 112 per avvisarli che c'era puzza di bruciato vicino alla spiaggia di Briatico, che andassero a vedere che forse avevano incendiato una carogna... Loro ridevano, perchè in fondo era come se anche lo stato (e permettetemi per una volta di scriverlo con la lettera minuscola) avesse partecipato a quel massacro. Ancora uno di noi, uno dei calabresi fieri ed onesti, è stato ammazzato. Ancora uno di quelli che combattiamo a mani nude un mostro che ha armi da guerra, killer da imbottire a volontà di cocaina, milioni e milioni di euro per pagarsi quello che vuole. Qui siamo in guerra, e quelli mandano i soldati in Iraq, in Afghanistan, in Kossovo... Noi siamo i veri resistenti, i veri partigiani, e moriremo tutti con onore. O per strada o nei nostri cuori. Stato assassino, complice della mafia! Non ti basta che uccidano i tuoi figli migliori, vuoi uccidere anche la speranza in chi resta? Poveri ragazzi nostri, che volevate lanciare una sfida alla mafia con quello striscione "e adesso ammazzateci tutti!", e invece rischiate di aver issato la più sinistra delle profezie! ---------------------------------------- Si, in Calabria serve l'esercito. ![]() | |
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#2 (permalink) | |
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Non iscritto
Messaggi: n/a
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Re: Fedele Scarcella ucciso: Massacrato e Bruciato
Quote:
ma non come la stupidata dei vespri siciliani, che non servivano a niente (io c'ero...). | |
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#3 (permalink) |
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User Attivo
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Mamma mia, leggendo queste notizie cadono le braccia per lo sconforto...
Però immagino che Scarcella (di cui non sapevo niente prima di leggere questo post) avrebbe voluto un qualcosa di diverso, tutto ma non scoraggiamento ... |
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#4 (permalink) | |
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Quote:
Siamo messi male nel Sud. | ||
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#5 (permalink) |
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E Callipo si dimette, solo promesse contro la 'ndrangheta.
http://www.ammazzatecitutti.org/foru...showtopic=1716 | |
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#6 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Jun 2006
Ubicazione: Treviso
Messaggi: 693
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Non conosco bene la situazione calabrese, ma credo che l'esercito non serva a niente. Queste ignobili realtà sono protette dallo Stato,la politica che lo governa ha le mani sporche di sangue tanto quanto gli esecutori. L'esercito sarebbe una farsa, come le finte campagne di sensibilizzazione. Per muovere qualcosa si sono dovuti muovere dei ragazzi, rischiando in prima persona. Finchè le istituzioni saranno invischiate, non ci sarà mai vera lotta.
Questo chiaramente lo dico da persona che vive questi fatti tramite i media(essendo di treviso) quindi con un bel filtro sulla verità. |
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#7 (permalink) |
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User Attivo
Data di registrazione: Jul 2005
Ubicazione: Somewhere over the rainbow... (RM)
Messaggi: 1,849
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Io il sud lo conosco bene, ci ho vissuto e negli anni ho capito molte cose...
non voglio lanciare provocazioni nè fare polemiche, ma l'esercito e lo stato non servono... purtroppo c'è un aspetto subdolo e nascosto della mafia, ed è un abito mentale, un comportamento indotto da generazioni in cui la delinquenza assume quasi un ruolo culturale perverso. E' la gente che deve cambiare e fortunatamente sta cambiando, è il pensiero, il sentire comune degli abitanti che deve dire BASTA allo strapotere ottenuto con la forza e l'estorsione, e quando sarà abbattuto il muro di silenzio e di paura, il fenomeno mafia verrà sconfitto e stroncato definitivamente. Non è un'accusa di reticenza o di mancanza di coraggio, probabilmente il mio discorso può essere compreso solo da chi certe situazioni le ha vissute e le vive tuttora... Il futuro del sud è nelle mani del sud (e per fortuna, aggiungerei...): le cose stanno cambiando... piano, ma cambiano... Se avete occasione, seguite attentamente le scene di chiusura degli spettacoli di ficarra e picone dedicate alla sicilia.... sono un colpo al cuore. |
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Roma |
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#8 (permalink) |
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User Newbie
Data di registrazione: Dec 2005
Messaggi: 4
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Il tempo darà ragione ai calabresi onesti.
Ma nel frattempo ci lasciamo dietro una scia di povertà e di sangue che macchia il nostro sentire. La cosa più terribile che nasce da queste vicende è proprio lo stato mentale che crea in chi vive in questi posti. Terore. Paura. Non tanto la paura di morire, non è un segno di debolezza o di attaccamento alla propria vita, ma è più subdolo, ti inculcano la paura che non sarai tu a morire, ma qualcuno dei tuoi cari! E' terrorismo puro. E' diffcile accettare una guerra cn regole di questo tipo. Per questo che in tanti pagano e tacciono. Lo stato? I militari? Si dovrebbe avere fiducia. Facciamo parte di uno stato però, che non vuole svegliare il cane che dorme. Anche lo stato è fatto di uomini, e secondo me, sono uomini che hanno paura, e che spesso si fanno comprare. Sono daccordo con Ryan, il futuro del sud è nelle mani del sud. E' la cultura interiore che deve canbiare. E' l'accettare di combattere una crudele esistenza, che può e deve cambiare, anche se i costi sembrano esorbitanti e pericolosi. MA ANCHE SE NON ABBIAMO MOLTA FIDUCIA, LO STATO CI DEVE ESSERE, E DEVE SMETTERLA DI DIFENDERE I CRIMINALI! LE LEGGI DEL NOSTRO PAESE PERMETTONO CHE ASSASSINI SIANO LIBERI E POVERACCI SIANO IN CARCERE!! ![]() |
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#9 (permalink) |
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User Attivo
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Sono d'accordo, il futuro del sud è nelle mani del sud.
Sono sempre stato contrario agli aiuti di facciata, economici, sociali, politici che fossero. Solo propaganda e contentini. Tuttavia, forse paradossalmente l'aiuto potrebbe arrivare efficacemente dall'esterno, pure ancora dal sud. Però occorrerebbe un sacrificio che non appartiene nè alla cultura del sud né a quella umana. Perciò dobbiamo sperare solo nel cambiamento lento, anno dopo anno, e nel frattempo gli altri vanno avanti... |
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Cosmic FM by DJ Noisy su contattoradio.it |
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| Tags: bruciato, fedele, massacrato, scarcella, ucciso |
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