Sono numerosissimi i casi in cui i genitori scelgono di battezzare (o comunque sottoporre alla cerimonia di iniziazione alla propria religione) i propri figli nati da appena qualche mese. Non sono molti meno i casi in cui i figli, crescendo, scelgono di abbandonare la religione dei genitori per seguire la loro strada.
Sorge quindi la domanda: E' giusto che i genitori "impongano", almeno per i primi anni di vita, la propria religione ai figli? E' vero che ogni religione presume di essere la sola depositaria della verità, ma è altrettanto vero che ogni persona ha il diritto di scegliere la propria fede. Battezzando i propri figli, non si sta in qualche modo levando loro questa libertà imponendo loro una religione?
E' vero che fino alla maggiore età i genitori hanno il diritto/dovere legale di tutelare e seguire i propri figli guidandoli e compiendo certe scelte per loro. Ma questo diritto/dovere si estende anche a un territorio così incerto e dibattuto come la religione?
Inoltre, dando (per amor di discussione) per scontato che sia giusto che li inizino alla propria religione, cosa ci sarebbe da dire nei casi dei genitori che insistono perché i propri figli (magari già in età adolescenziale) continuino a professare la loro fede anche quando loro apertamente dicono di essere contrari?
E' una questione delicata e controversa... quali sono le vostre opinioni?

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) figli, però spero di esserne ancora convinto nel "momento del bisogno". 