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Società e Impegno Civile Valori culturali, legalità, il sociale e le realtà quotidiane.

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Vecchio 03-11-09, 12:23   #1 (permalink)
Moderatore
 
L'avatar di marlomb
 
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
Comunità virtuali strumento di apprendimento o di alienazione?

Il dibattito sui social network, i forum, le comunità virtuali è sempre più sociale.


Secondo voi:
  • la realtà virtuale è uno strumento utile o la fonte di una comunità fuori dalla realtà immersa in un mondo suo fragile alle intemperie dell'ambiente reale?
  • i social network creano una comunità sociale o favoriscono le manifestazioni peggiori (pedofilia, pornografia, ...)?
ciao
marlomb



P.S.: due definizioni

una comunità virtuale:


“un insieme di relazioni durature tra persone, attività e mondo, in connessione e parziale sovrapposizione con altre comunità di pratiche”, (...) “aggregazioni informali definite non solo dai loro membri, ma dal condividere i modi con cui si fanno le cose e si interpretano gli eventi (…) nelle comunità di pratiche le relazioni sociali si creano attorno alle attività, le attività prendono forma attraverso le relazioni e particolari conoscenze ed esperienze diventano parte dell’identità individuale e prendono posto nelle comunità”.[J.Lave, E.Wenger]


l'apprendimento:


l'insieme delle azioni per acquisire definitivamente informazioni e competenze utili ad un miglior adattamento all'ambiente; l'apprendimento è essenzialmente l'elaborazione delle esperienze dell'individuo nella sua interazione con l'ambiente che portano ad un mutamento del suo comportamento.



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marlomb non in linea   Rispondi citando
Vecchio 03-11-09, 19:02   #2 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di max0005
 
Data di registrazione: May 2009
Messaggi: 1,820
Invia un messaggio tramite MSN a max0005 Invia un messaggio tramite Skype a max0005
Ciao Marlomb,

argomento molto interessante che merita di essere approfondito. Secondo me, ogni esperienza ha qualcosa da insegnarci, alcune più di altre come, in questo caso, i social networks. Partendo dal presupposto che ci riferiamo a community "serie", ovvero sufficientemente attive e strutturate (come GT ma non solo...) è molto probabile che all'interno si avviino dei dibattiti che portino gli utenti a esplorare nuovi punti di vista su determinati argomenti e, magari, arrivare a discutere tematiche che non potrebbero fare nella loro vita "reale".

Indubbiamente le community offrono un'approccio diverso rispetto al metodo classico. Tutto si basa sulla parola scritta e, in un certo senso, c'è anche più libertà di espressione data sopratutto dalla sensazione di "libertà" e di anonimato. Si può discutere di ciò che si vuole senza che ciò che si dice vada necessariamente ad avere effetto su ciò che le persone più vicine a noi pensano della nostra persona.

Quindi, scegliendo gli "ambienti" con la dovuta attenzione, penso che le community virtuali possano offrire degli ottimi spunti per approfondire argomenti che normalmente non sono discussi nella vita quotidiana.
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Altri giorni, altri giochi, altri squassi del sangue dinanzi a rivali più elusivi: i pensieri e i sogni.
max0005 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 04-11-09, 21:45   #3 (permalink)
Esperta
 
L'avatar di cherryblossom
 
Data di registrazione: Sep 2008
Ubicazione: roma
Messaggi: 2,805
Come abbiamo anche gia evidenziato altrove in questa Sezione, secondo me è sempre il nostro approccio alla tecnologia a far pendere la bilancia dall'una o l'altra parte.
Questa realtà esiste, volenti o nolenti. Tanto vale trarne il meglio ancor prima di farsi domande.

Io credo sia importante focalizzare che sono gli stessi concetti di ambiente ad essere cambiati; non si può più contrapporre tanto facilmente un fuori da un dentro: la tecnologia non è solo in casa, quindi la realtà virtuale si mischia e sovrappone spesso al tutto il resto.

Lo spazio stesso tra casa e scuola ha subito come tutto il resto dei mutamenti. Non ci sono più nette divisioni per cui s'impara solo a scuola e solo in quel modo mentre a casa si fanno magari prima i compiti e poi si esce a giocare per strada o in giardino...

Questo è (per molti) un momento di transizione, con tutte le difficoltà del caso, compresa la difficoltà di integrazione con il passato. Oggi e ieri anzichè integrarsi, spesso (almeno per noi immigranti digitali), si sommano.
Vaghiamo così fra l'attrazione per il nuovo e la nostalgia per il vecchio ...

Forse mi sbaglio ma ho notato spesso, frequentando community, gruppi e amici virtuali, che alcune persone vivono queste relazioni sociali come fossero appunto reali. Stesso slancio, stessi tempi, stesse speranze, stesse delusioni ...
Non dico che nel virtuale non si possono trovare amicizie o addirittura sentimenti di altro tipo o comunque comunioni serie e profonde di interessi ma solo che ogni mezzo, ogni spazio, ogni momento ha la sua specifica profondità, la sua particolarità (spazio, tempi, modi, linguaggio)... e non conoscerla o rispettarla può portare a seri problemi o comunque a mettersi in pericolo.

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:figo2: i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox:microsoft1:
cherryblossom non in linea   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 12:45   #4 (permalink)
Moderatore
 
L'avatar di marlomb
 
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
Ciao Marlomb,

Indubbiamente le community offrono un'approccio diverso rispetto al metodo classico. Tutto si basa sulla parola scritta e, in un certo senso, c'è anche più libertà di espressione data sopratutto dalla sensazione di "libertà" e di anonimato. Si può discutere di ciò che si vuole senza che ciò che si dice vada necessariamente ad avere effetto su ciò che le persone più vicine a noi pensano della nostra persona.

Quindi, scegliendo gli "ambienti" con la dovuta attenzione, penso che le community virtuali possano offrire degli ottimi spunti per approfondire argomenti che normalmente non sono discussi nella vita quotidiana.
Vorrei evidenziare anche un metodo che lega virtuale e reale: la simulazione; p.e. in questo momento il dialogo con tutti voi mi permette di vedere quali sono i punti deboli del mio discorso e quali punti inerenti ho dimenticato.

La simulazione ci consente in ambiente virtuale di prepararci al reale.

Quote:
cherryblossom Visualizza il messaggio
Questo è (per molti) un momento di transizione, con tutte le difficoltà del caso, compresa la difficoltà di integrazione con il passato. Oggi e ieri anzichè integrarsi, spesso (almeno per noi immigranti digitali), si sommano.
Vaghiamo così fra l'attrazione per il nuovo e la nostalgia per il vecchio ...

Forse mi sbaglio ma ho notato spesso, frequentando community, gruppi e amici virtuali, che alcune persone vivono queste relazioni sociali come fossero appunto reali. Stesso slancio, stessi tempi, stesse speranze, stesse delusioni ...
Non dico che nel virtuale non si possono trovare amicizie o addirittura sentimenti di altro tipo o comunque comunioni serie e profonde di interessi ma solo che ogni mezzo, ogni spazio, ogni momento ha la sua specifica profondità, la sua particolarità (spazio, tempi, modi, linguaggio)... e non conoscerla o rispettarla può portare a seri problemi o comunque a mettersi in pericolo.
Credo sia questo il punto, partendo dal fatto che l'uomo nuovo "l'homo tecnologicus" ha oggi a disposizione una memoria ed una conoscenza sempre più vasta, esso ha la possibilità non di sostituire il passato con il presente moderno, o di sommare passato e presente come viviamo nel quotidiano, (guardiamo per esempio alle diverse generazioni, tra un over 30 ed un under 20 c'è un abisso tecnologico, per non parlare di altre età più grandi), ma d'integrare conoscenza e abilità passate con quelle moderne, per fare un esempio:
  • la dialettica frutto della cultura orale
  • l'analisi sintetica frutto della cultura scritta
  • l'analisi globale su larga scala frutto della simulazione.
ciao
marlomb
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marlomb non in linea   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 17:22   #5 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di max0005
 
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Messaggi: 1,820
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Quote:
Forse mi sbaglio ma ho notato spesso, frequentando community, gruppi e amici virtuali, che alcune persone vivono queste relazioni sociali come fossero appunto reali. Stesso slancio, stessi tempi, stesse speranze, stesse delusioni ...
Non dico che nel virtuale non si possono trovare amicizie o addirittura sentimenti di altro tipo o comunque comunioni serie e profonde di interessi ma solo che ogni mezzo, ogni spazio, ogni momento ha la sua specifica profondità, la sua particolarità (spazio, tempi, modi, linguaggio)... e non conoscerla o rispettarla può portare a seri problemi o comunque a mettersi in pericolo.
Ciao Cherry,

Un tempo c'erano le amicizie "per corrispondenza" dove si ci teneva in contatto con persone che vivevano a volte anche dall'altra parte del mondo scrivendosi lettere. Oggi quel metodo si è evoluto (se nel bene o nel male resta da decidere). Le community permettono di entrare in contatto con persone distanti anche centinaia di chilometri e lavorare quasi come se fossero a pochi metri da noi.

Il vecchio scambio "uno a uno" si è modernizzato, oggi i messaggi non ci mettono più settimane (o mesi) ad arrivare, ma pochi secondi. Nel discorso di possono includere foto, video o altri contenuti e, in genere, nuove persone si possono aggiungere alla discussione.

Sarebbe sbagliato usare per le community un'approccio uguale a quello che si usa nella vita di tutti i giorni, visto che il metodo è completamente diverso. Ma una volta entrati nell'ottica che seppur diversamente, è comunque possibili stringere rapporti e entrare in un gruppo, credo sia possibile anche la nascita di amicizia, magari con un carattere diverso da quelle "reali".

Penso sia sbagliato definire in partenza i rapporti reali come "giusti" e quelli virtuali come "sbagliati" o superficiali. Internet, e quindi questo di tipo di rapporti, sono ancora troppo giovani per trarre conclusioni. Solo negli ultimi anni Internet si è diffuso abbastanza per dare modo a delle vere community di crearsi, quindi penso sia meglio aspettare ancora un po' prima di tirare le somme e decidere come classificare i rapporti virtuali.
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Altri giorni, altri giochi, altri squassi del sangue dinanzi a rivali più elusivi: i pensieri e i sogni.
max0005 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 05-11-09, 17:57   #6 (permalink)
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Ciao Cherry,

Un tempo c'erano le amicizie "per corrispondenza" dove si ci teneva in contatto con persone che vivevano a volte anche dall'altra parte del mondo scrivendosi lettere.
Ciao max0005, devo ammettere che -da vecchia gallina nostalgica - ancora amo tanto la carta ... lettere e cartoline le puoi toccare, annusare ed anche aver il gusto di stracciarle (mai fatto in vita mia ma ... la possibilità c'è).
Quando cerco tracce di famiglia vado a rovistare fra le montagne di carta che conservo in disordine e mi cullo tra quei segni, più che nel significato delle parole scritte.

Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
Penso sia sbagliato definire in partenza i rapporti reali come "giusti" e quelli virtuali come "sbagliati" o superficiali.
Sono daccordo. In fondo poche cose (dico poche per pudore perchè per me nessuna) sono "qualcosa" in partenza, in generale, in astratto.
I tempi sono cambiati e sono appunto più veloci come i mezzi a disposizione per comunicare e socializzare.
Va bene, tutto va bene, basta solo esserne consapevoli e da qui trovare la propria posizione (di fronte alla tecnologia, come al resto in generale) per non subire ma poter scegliere.

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cherryblossom non in linea   Rispondi citando
Vecchio 06-11-09, 10:11   #7 (permalink)
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L'avatar di marlomb
 
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Innanzitutto sottolineo la precisazione di max che da un sistema postale "uno a uno" o "uno a molti" si è passati ad una rete quindi alla possibilità del "molti a molti".

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max0005 Visualizza il messaggio

Penso sia sbagliato definire in partenza i rapporti reali come "giusti" e quelli virtuali come "sbagliati" o superficiali. Internet, e quindi questo di tipo di rapporti, sono ancora troppo giovani per trarre conclusioni. Solo negli ultimi anni Internet si è diffuso abbastanza per dare modo a delle vere community di crearsi, quindi penso sia meglio aspettare ancora un po' prima di tirare le somme e decidere come classificare i rapporti virtuali.
Sono d'accordo con Max e Cherry di aspettare per classificare i rapporti virtuali, ma intanto esserne consapevoli.

Per questo dico la mia:
  • un rapporto virtuale mi sembra possa raggiungere la stessa soddisfazione che si ha innamorandosi di un libro e quindi dei pensieri del suo autore, con la differenza che il libro non prova nulla, mentre l'altro è in grado di provare la stessa soddisfazione
  • ma dopo il rapporto virtuale si deve incarnare ossia deve produrre un azione visibile/reale altrimenti mi pare monco (p.e.: è come condividere la comunità del blog di Beppe Grillo e poi quando si tratta di agire - partito, movimento, elezioni, ... - ci si dissocia).
ciao
marlomb
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marlomb non in linea   Rispondi citando
Vecchio 06-11-09, 15:57   #8 (permalink)
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marlomb Visualizza il messaggio
un rapporto virtuale mi sembra possa raggiungere la stessa soddisfazione che si ha innamorandosi di un libro e quindi dei pensieri del suo autore, con la differenza che il libro non prova nulla, mentre l'altro è in grado di provare la stessa soddisfazione
Bellissimo questo parallelo Marlomb ; non ci avevo davvero mai pensato e lo trovo perfetto.
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cherryblossom non in linea   Rispondi citando
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