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Hey Amico Visitatore, Condividi con noi le tue idee e la tua conoscenza Aprendo una nuova discussione nella sezione Società e Impegno Civile |
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#1 (permalink) | |||
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Esperta
Data di registrazione: Sep 2008
Ubicazione: roma
Messaggi: 2,805
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Creatività e Autorità nel sistema educativo. Una questione di equilibrio?
Vi propongo -attraverso un video e un libro- due approcci diversi al problema della scuola e del sistema educativo in generale, che mi sono piaciuti molto (e che ho potuto conoscere esplorando il web e soprattutto -mia ultima scoperta- attraverso twitter) , ciascuno per gli interessanti spunti di riflessione che propone ma soprattutto nel loro insieme, per quanto sembrano e/o sono opposti ....
Il web è -oramai- una fonte inesauribile di risorse, specie (in questo campo) se si allarga la ricerca ai canali in lingua inglese. I poveri genitori si trovano spesso di fronte a fatti ed opinioni contrastanti. Cosa scegliere? In cosa credere, cosa approfondire? L'unica cosa che mi balza agli occhi e mi sento di dire (da genitore) è che rivolgendo sempre a se stessi le cose, le nozioni, gli approfondimenti, i punti di vista con cui veniamo a contatto, ci possiamo accogere subito quali punti di riferimento ci mancano. Ed attraverso l'educazione, trovare un equilibrio per noi e per tutto (ognuno nella sua specificità della sua reale situazione). Nel video: Ken Robinson Do Schools Kill Creativity? viene evidenziata la necessità di dare risalto e pari valore nell'educazione e nella scuola a tutte le varie forme di espressione possibili, senza ritenerne, quindi, alcune più importanti delle altre in vista della preparazione futura dei nostri figli ad un mondo del lavoro che non esiste più o comunque e molto probabilmente non esisterà più. Il monito è quindi per non sottovalutare la creatività nell'educazione... Quote:
Quote:
L'istruzione richiede l'istituzione consapevole e regolare di tale autorità. L'insegnamento comporta inevitabilmente un rapporto di disparità tra adulti e bambini. Essa presuppone che la generazione più anziana ha qualcosa di importante da comunicare. E per imparare, i bambini devono accettare l'autorità del maestro che incarna la conoscenza di un soggetto. Ma oggi, insegnanti e genitori spesso cercano di evitare di agire autorevolmente perché si sentono a disagio con questo ruolo gerarchico. Anche se questa tendenza si presenta come progressista e illuminata, Furedi sostiene che rappresenta un'evasione della responsabilità che gli adulti hanno nei confronti della generazione più giovane. Gli educatori hanno bisogno di assumere l'autorità pedagogica, spesso imponendo richieste per i giovani che vanno contro l'inclinazione del bambino, come ad esempio insistendo sul fatto che i bambini studino un argomento in cui essi non hanno alcun interesse, ma che tuttavia è di fondamentale importanza per il loro sviluppo. Allo stesso modo, gli insegnanti sentono la necessità di fissare dei limiti per aiutare i bambini ad acquisire l'abitudine di auto-disciplina e concentrazione, e di frenare la loro tendenza a distrarsi. Qui l'intervista completa (in Inglese) rilasciata dal Prof. Furedi, sulla politicizzazione dell'istruzione e la crisi di autorità degli adulti: Perchè la Pedagogia è in pericolo. Qui di seguito alcuni passi dell'intervista sopracitata (mi scuso in anticipo, in quanto la traduzione maccheronica è della sottoscritta ... spero sia apprezzabile lo sforzo più del risultato )Quote:
Soprattutto se ritenete i due approcci incompatibili o come me ne notate la complementarietà: La creatività non ha bisogno di stanze sicure (paletti) per poter essere esplorata? ![]() | |||
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:figo2: i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox:microsoft1: Ultima modifica di cherryblossom : 02-12-09 12:25. |
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#2 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
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Ottimo articolo ti risponderò dopo attenta riflessione.
Intanto alcune definizioni:
![]() marlomb |
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#3 (permalink) | |
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Esperta
Data di registrazione: Sep 2008
Ubicazione: roma
Messaggi: 2,805
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Ciao marlomb,
grazie. Lo spunto l'ho preso proprio dal tuo ultimo post della discussione relativa ad adolescenti e facebook; ti cito: Quote:
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:figo2: i Digital Kids sono fra noi ... i genitori ricorrono al Digital Detox:microsoft1: |
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#4 (permalink) |
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Esperto
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Buonasera!
Si, sono d'accordo sul fatto che nell'educazione serva una certa autorità. Non sto parlando dei professori che credendosi l'Autorità e la Conoscenza incarnate trattano tutti gli studenti come "esseri inferiori", che secondo me sbagliano completamente approccio, ne di professori troppo "buoni" che danno carta bianca agli studenti. Credo che ci voglia equilibrio, come in tutte le cose. Come in certe circostanze è possibile una battuta simpatica, o una frase amichevole, in altre è necessario (far) rispettare l'autorità dei maestri. ![]() |
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Altri giorni, altri giochi, altri squassi del sangue dinanzi a rivali più elusivi: i pensieri e i sogni. |
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#5 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
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Oggi si parla molto di creatività, probabilmente perchè questo aspetto trascurato educativamente nei secoli passati è diventato ora sinonimo di sopravvivenza, mi spiego:
![]() La scuola passata è stata per lungo tempo basata su una didattica autoritaria, in quanto il contesto consentiva che una ricetta del docente basata su trasmissione di nozioni e consolidamento tramite esercizio pratico o sperimentale, fosse idonea a istruire cittadini autosufficienti. La scuola degli ultimi 50 anni diventa invece attiva, pone attenzione al saper fare, ossia non si accontenta di trasmissioni di sapere, in cui il metodo autoritario è senz'altro efficiente, ma vuole le competenze (organizzare, classificare, associare, ...) sempre più complesse, per far questo apre all'alunno sfruttando le nuove conoscenze psicologiche, vedi la motivazione, i livelli cognitivi, ... piuttosto che il comportamento causa-effetto, inoltre apre all'ambiente familiare ed alla società (decreti delegati, consigli d'Istituto, ...), spingendo dall'esterno e dall'interno l'alunno alla conoscenza. Gli ultimi anni della scuola pongono ora l'attenzione anche al saper essere, in particolare studi sulla creatività asseriscono che un clima democratico nella scuola e nella famiglia, un apertura al diverso proposto dall'alunno rispetto ad una bocciatura perchè non normale, determina l'humus in cui cresce la piantina della creatività. Molti poi gli studi sulle intelligenze, passando dalla vecchia intelligenza razionale alle intelligenze (emotiva, linguistica, artistica, ..., v.Goleman). La mia opinione è che tutto va mantenuto e rielaborato in funzione del contesto, ovvero il modello autoritario la classica lezione cattedratica rimane il miglior modo per trasmettere nozioni di base utili a creare nell'alunno le basi su cui farsi una opinione sua; a questo deve seguire il modello cooperativo che incentiva l'alunno ad esprimere le sue opinioni da elaborare insieme a quelle del maestro, in un processo di osmosi cooperativa. ![]() Il tutto può funzionare solo nel rispetto, ossia nella convizione del discente che il docente è autorevole (non sa tutto, ma sa come cercare le soluzioni, non la soluzione), e nella convinzione del docente che l'alunno è creativo ossia può tra cognizioni ricevute e vissuto elaborare nuove soluzioni. ciao ![]() marlomb |
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