![]() |
![]() |
|
| Condividi questo contenuto nei Social Network: |
|
Tweet |
|
|
|
Ti stiamo aspettando: Registrati subito e gratis. Entra a far parte di una delle comunità più attive in Italia. Se hai dimenticato i tuoi dati li puoi recuperare subito. |
||||
|
|||||||||
Hey Amico Visitatore, Condividi con noi le tue idee e la tua conoscenza Aprendo una nuova discussione nella sezione Società e Impegno Civile |
|
|
LinkBack | Strumenti di discussione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
|
Scienza o Religione? Tra 2 verità assolute preferisco la Filosofia!
Mi spiego:
Scienza (Matematica) Assioma: Uno esiste Postulato 1: Uno è parte di tutti i Numeri Postulato 2: tutti i Numeri sono simili a Uno Religione Dogma: Dio è Dottrina 1: Dio è in tutti Dottrina 2: tutti sono figli di Dio Filosofia Principio: la conoscenza è frutto di scoperta Asserzione 1: io so di non sapere Asserzione 2: il sapere è in noi va ricercato. Bene a voi la replica! ciao ![]() marlomb |
|
|
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Consiglio Direttivo
Bibliotecario Data di registrazione: Oct 2008
Ubicazione: gt-Biblioteca; Forum; Wiki.
Messaggi: 9,450
|
Caro Marlomb, grazie per questo bellissimo spunto di riflessione.
![]() Prima di procedere col dibattito e per amore di precisione, però, devo proporre una piccola ma fondamentale rettifica alla tua opinione, cosicché non si generino pericolosi equivoci di sorta. Dal mio punto di vista la questione è di vitale importanza, il che spiega il mio impegno e l'energia che metto nelle parole seguenti. Mi spiego subito: nel tuo post precedente opponi la Filosofia e il suo specifico metodo di indagine continua alle "Verità" assolute della Religione (e fin qui tutto ok: la Fede è per definizione un dogma assoluto, perfetto e astratto che si accetta in tutto e per tutto o si rifiuta altrettanto in blocco, diversamente dalla continua opera di ricerca e di emendazione che è propria della Filosofia). Mi convincono di meno, molto di meno, le tue argomentazioni relative alla Scienza, per alcuni motivi che vado a illustrare. In primo luogo, la Scienza non si è mai posta l'obiettivo di "migliorare tutto" e in nessun caso ha mirato a "costruire una società perfetta" – a meno che non si pensi a qualche film allucinato di fantascienza dark. Il miglioramento delle condizioni della nostra vita – sempre che esista qualcosa del genere, beninteso – è in larga misura dovuto alla Tecnologia, che è solo una piccola parte della Scienza, e precisamente la Scienza che si applica alla soluzione dei problemi quotidiani e delle grandi difficoltà sociali. La Tecnologia fa uso delle scoperte scientifiche, ci lavora su e le "piega" per così dire alle esigenze della società e delle singole persone. Per fare un esempio: la Tecnologia ha assimilato i risultati della teoria elettromagnetica e dell'elettronica e li ha sfruttati per costruire telefoni cellulari, computer, forni a microonde, elettrocardiografi e carrelli per rianimazione. Tuttavia, coloro che hanno studiato i fenomeni elettrici e quelli magnetici non erano necessariamente interessati a "fare del bene" agli altri (il primo uso dell'elettricità fu nei circhi, per spaventare le signorine-bene e scucire qualche soldo ai ricconi che premevano per vedere i fulmini in bottiglia), né tantomeno a creare una società perfetta ma, proprio come i filosofi, volevano semplicemente capire come vanno le cose del mondo. Non è un caso che un altro nome della Fisica fosse fino a qualche decennio fa Filosofia Naturale e che quasi tutti i più grandi filosofi del passato si siano dedicati prima o poi alla Scienza pura (e molto più difficilmente alla Tecnologia): Aristotele era un apprezzato biologo, Platone un raffinato geometra, Kant un valido astronomo, Hegel un appassionato naturalista, Cartesio, Leibnitz, Pascal e Spinoza dei matematici di vaglia; la lista potrebbe continuare a lungo. Il sogno di arrivare alla società perfetta appartiene più facilmente ai tecnologi – e a qualche filosofo: Tommaso Campanella, Bacone, Comte, Marx ecc. – ma non tocca gli scienziati veri e onesti, i quali non hanno alcun interesse a imporre al mondo un qualsivoglia modello sociale o antropologico. La scienza cui fai riferimento tu poc'anzi (metto apposta la minuscola) mi ricorda quella dei medici nazisti nei campi di sterminio e le loro atrocità anatomo-fisio-patologiche, ma in quel caso non c'era scienza: al massimo macelleria di basso livello unita a delirio da ospedale psichiatrico. Sgombriamo allora il campo dagli equivoci: gli scienziati, esattamente come i filosofi – anzi: più di loro in molti casi – partono dai dati dell'esperienza, che leggono alla luce della loro innata curiosità, poi cominciano a cercare una spiegazione convincente per quei fatti sperimentali che li hanno colpiti. Questa ricerca passa ormai obbligatoriamente attraverso l'adozione di opportuni strumenti matematici, che a volte sono "creati ad arte" per formalizzare il problema (come fece Newton col calcolo differenziale per risolvere i suoi quesiti di fisica), altre volte sono "presi in prestito" da rami lontani nati per altri scopi (come gli studiosi di crittografia che mutuano i codici dalla teoria dei numeri per cifrare i loro messaggi segreti). Il lungo processo, dialettico e fondato sul continuo alternarsi di congetture e confutazioni (cioè proposte di teorie e loro smentite, secondo il metodo sperimentale di Galilei), produce alla fine un quadro tendenzialmente organico e coerente che chiamiamo "stato attuale della Ricerca" e che già domani potrebbe essere sconvolto da un nuovo esperimento o un nuovo fenomeno. Di più: diversamente dalla Filosofia, che quando raggiunge una teoria completa e "definitiva" cerca di imporla alla gente senza più tener conto della realtà (comunismo stalinista), la Scienza è sempre pronta a valutare nuove ipotesi e nuove interpretazioni anche rivoluzionarie, che cambiano per sempre il suo volto proprio come hanno fatto la Meccanica Quantistica, la Relatività Ristretta o la Relatività Generale. Per tornare allora al tuo motto, quello con cui hai aperto il post, lasciami dire che personalmente alla Verità assoluta della Religione (che anch'io rispetto profondamente quando fa appello alla parte migliore dell'animo umano, mentre rifiuto quando mi vuole insegnare la Geologia terrestre) e alle visioni uniformi e un po' opprimenti della Tecnologia preferisco il lungo cammino della Scienza e della Filosofia, il cui scopo forse non è esattamente quello di renderci felici, ma di donarci sempre più conoscenza – e dunque, dal mio punto di vista, anche felicità, ma in un modo pieno e consapevole che passa dal cervello, non istintivo e immediato che tocca lo stomaco o il cuore. Se insomma mescoliamo la Filosofia (la ricerca in noi stessi) con la Scienza (la ricerca nel mondo, da quello fisico a quello astratto dei matematici) credo potremo ottenere l'optimum che ci mette a disposizione la nostra intelligenza e crescere in modo fecondo e genuino come singoli esseri umani, come corpo sociale e come umanità tutta, anch'essa in cammino verso il suo destino ultimo. ![]() |
|
__________________
Bibliosaurus ModSenior --- Bibliotecario del Forum gt. Al vostro servizio. Sono con te, sei con me.
![]() |
|
|
|
|
|
|
#3 (permalink) | |||
|
Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
|
Carissimo Leonov (ed altri convinti progressisti),
andrei avanti con precisazioni/provocazioni, tenendo conto che le Scienze sono figlie della Filosofia e comprendono anche le Scienze Umanistiche. Innanzitutto direi che storicamente Religione e Scienza entrano in contrapposizione con l'Umanesimo (brevemente l'uomo al centro dell'Universo) e l'Illuminismo (brevemente la Ragione fonte di conoscenza). Quote:
E' uso comune di tutte le epoche utilizzare il detto "IPSE DIXIT" per avvalorare una tesi, p.e.:
Quote:
Spinto da Leonov esco fuori dal tema, è vero che la tecnologia viene sviluppata in base all'esigenze della società o di parte di essa, ma attenzione in seguito la tecnologia piega o condiziona la società:
Quote:
Negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, sulla scia delle continue scoperte scientifiche si ritenne che il progresso inarrestabile avrebbe portato l'Uomo a dominare la Natura con un netto miglioramento delle condizioni di vita, questo però comportava la selezione "naturale" dei migliori e quindi l'emarginazione/eliminazione dei peggiori. Cito: "Io, in effetti, ritenevo che dai nostri nuovi governanti potesse venire qualcosa di buono. [...] Lo pensarono praticamente tutti i miei amici e insegnanti, e anche mio padre, che era certamente un uomo gentile e molto umano. Nessuno di noi sospettava che la parola "selezione", nell'accezione data ad essa da questi governanti, significasse assassinio." [Konrad Lorenz, etologo, Vorrei diventare un'oca] ciao ![]() marlomb | |||
|
|
|
|
|
#4 (permalink) | |||||||||
|
Consiglio Direttivo
Bibliotecario Data di registrazione: Oct 2008
Ubicazione: gt-Biblioteca; Forum; Wiki.
Messaggi: 9,450
|
Quote:
![]() Al tempo: questa frase, ai miei occhi, presenta un bel po' di concetti messi insieme – sulla cui attinenza si può discutere. 1) Innanzitutto, non sono affatto un convinto progressista – sugli altri non mi pronuncio: ciascuno dirà poi per sé. Non credo ad esempio che la Tecnologia ci renderà migliori: basti pensare a quanto male ha fatto nel nostro Paese la televisione commerciale, figlia delle migliori intenzioni ingegneristiche e salutata all'origine quale prodigio culturale. Credo al contrario di essere un discreto passatista, innamorato irrazionalmente del Medioevo, dell'Ottocento e di altre epoche che venero proprio per non averci vissuto. Con tutto ciò che ne consegue. 2) La Scienza moderna (l'aggettivo non è di secondaria importanza) è senz'altro figlia della Filosofia, ma la prima si è caratterizzata per l'adozione del Metodo Sperimentale galileiano, che attualmente non mi risulta essere precisamente il pilastro fondante della Filosofia, basata ad esempio su principi di coerenza logica (Principio di non contraddizione). Il rapporto tra i due mondi è assai complesso ed è periodicamente codificato nell'Epistemologia, ma si tratta pur sempre di due universi abbastanza differenziati, con storie divergenti. Per fare un esempio: le teorie scientifiche che si dimostrano errate (etere luminifero, flogisto, geocentrismo) o vengono del tutto abbandonate oppure vengono debitamente limitate nel loro raggio d'azione. Al contrario, chi ci vieta oggi di credere nella metafisica come la pensava Platone, o Aristotele, o Plotino? Le loro opinioni su molti aspetti sono ancora buone, anche se dopo di loro sono venuti Hegel, Kant o Agostino. Se lo sviluppo della Scienza è tendenzialmente verticale, quello della Filosofia procede a volte in orizzontale, con tanti sistemi concorrenti tra i quali non è possibile scegliere nemmeno dopo secoli di prove e discussioni. 3) La Scienza nella sua forma più rigorosa è la Fisica (e nemmeno tutti i suoi rami, temo: la Meteorologia è a volte più un'arte che una Scienza), coadiuvata dalla Matematica (la quale è scienza, ma in un modo assai più astratto e in fin dei conti "diverso") e seguita a media distanza dalla Chimica. La Biologia vede già l'ingresso di effetti e concetti che dipendono fortemente dal contesto e da una mole di variabili troppo grande per consentire una piena verifica nel senso del Metodo Sperimentale, quindi potremmo dire che è una scienza "al limite". Tutto ciò che viene dopo (Medicina, Sociologia, Psicologia, Filologia, Economia) nei fatti non penso possa essere definito "Scienza" in senso pieno e coerente con l'accezione corrente. I fenomeni sociali sono studiati con strumenti quantitativi e qualitativi spesso insufficienti (statistiche parziali raccolte su campioni già debitamente omogeneizzati), quelli medici sono vagliati trascurando troppe variabili per poterli dire affidabili (basti vedere la quantità di effetti collaterali di un singolo farmaco), quelli psicologici subiscono periodicamente il fascino di correnti spesso aleatorie e legate a figure carismatiche di grandi mentori. Tutto ciò accade anche per la Scienza "dura e pura", ma quella ha al suo interno anticorpi più forti per selezionare le teorie, emarginare gli imbonitori e controllare i risultati. C'è un altro aspetto fondamentale: la Scienza, lo si è detto più volte, non vuole spiegare il perché delle cose, ma solo il come: lo scienziato non si domanda perché il cielo è blu, ma come funziona il meccanismo del passaggio della luce dentro una miscela di gas; al contrario, la medicina cerca le cause di una malattia (eziologia) e la sociologia cerca le spiegazioni prime dei comportamenti personali e di gruppo. La differenza potrebbe sembrare sottile, ma è cruciale. Per questo motivo non mi sento a mio agio quando, per parlare di Scienza, si chiama in causa per esempio la Fonetica (a meno che non si parli esclusivamente di Fonetica Acustica, ramo della Fisica). La Psicologia è una scienza fino in fondo o solo un complesso sistema di pensiero che deve ancora marciare parecchio prima di emarginarsi da influssi non pertinenti? Su questo ho i miei dubbi (ma probabilmente dipende dal significato che attribuisco io al concetto di "Scienza"). Quote:
L'Illuminismo ha avuto tra i suoi pensatori di spicco matematici e fisici come D'Alembert (equazione delle onde), Lavoisier (scoperta dell'ossigeno contro al credenza del flogisto), Diderot (prima enciclopedia scientifica in senso moderno), Fourier (studio del calore e dei segnali periodici); in quali occasioni costoro, che sono di certo classificabili come illuministi, hanno polemizzato contro i loro colleghi scienziati, e su quali argomenti specifici di tipo scientifico? Quote:
![]() L'argomento di autorità (ex cathedra) è una deprecabile abitudine che proprio Galileo e gli scienziati moderni hanno abbandonato, sottoponendo tutto – anche e soprattutto le opinioni dei Venerati Maestri – all'esperimento. Se così non fosse stato, avremmo ancora fiducia in un modello di universo in cui è la Terra a stare al centro... ![]() Quote:
Sul meteo ci sarebbe da discutere a lungo; ci torneremo appena possibile. Credo sia il caso di precisare una cosa: la comunità dei ricercatori oggi ritiene che la Scienza cominci appunto con Galilei e il suo modo di indagare tutto (proprio come faceva Socrate) partendo dal grado zero della conoscenza e mettendo tutto il mondo sotto esame. Aristotele, per intenderci, non è considerato uno scienziato in senso moderno, ma un filosofo con la passione per la biologia – quella accessibile alla sua epoca, ovviamente, che era spesso e volentieri sbagliata sotto tantissimi punti di vista. Il caso dei matematici è diverso: Pitagora era un matematico in senso moderno quasi quanto Cartesio, Cantor, Platone o Leibnitz (o Schrödinger, Fermi, Einstein o Fourier); questo perché, come ho detto sopra, il percorso della matematica è diverso da quello di Fisica e Chimica e il "pensiero puro" fa storia a sé. Quote:
Purché, ovviamente, non si attribuisca agli scienziati la responsabilità dell'uso che delle loro scoperte fanno i politici, gli industriali, i tecnocrati e tutti quelli che con l'impresa della ricerca non hanno nulla a che fare, però si appropriano delle scoperte e le immettono in quel complesso flusso di scambio che è il rapporto uomo-tecnologia. Quote:
Possiamo parlarne, ma occorre valutare la singola teoria scientifica, le sue premesse e le sue conclusioni / predizioni, proprio come si farebbe per valutare la bontà di una legge fisica. Quote:
Mi spiego con un esempio: dopo la promulgazione delle leggi razziali, Enrico Fermi andò in America per proseguire i suoi studi sull'atomo e realizzò la sua prima pila atomica. Lui voleva capire come funziona la realtà atomica, punto. Qualcuno nell'amministrazione (= politica) che seguiva il progetto valutò il potenziale bellico di quell'invenzione e mise su la squadra del progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica (= tecnologia). Ora, è certamente vero che Fermi ha contribuito in modo cruciale alla produzione degli armamenti nucleari, ma il patto è stato stretto tra politici e persone che si sono dedicate agli aspetti applicativi, cioè tecnologici, delle ricerche in linea di principio puramente speculativo-sperimentali di Fermi. Non sto dicendo che chi lavorò al progetto Manhattan non era uno scienziato – me ne guardo bene: erano tra i migliori ricercatori che il mondo conoscesse –*ma solo che non è così facile discernere, nella storia dell'umanità, i momenti in cui alla Scienza è subentrata la Tecnologia, che ha stretto il patto con la politica. Quote:
Questo concetto, però, non è necessariamente nella testa degli scienziati, che vogliono solo capire come va il mondo, ponendosi domande e trovando risposte. Se poi qualcuno prende quelle risposte, in linea di principio del tutto neutrali, e sceglie di farci una bomba o una medicina contro il cancro (penso all'atomo), di nuovo gli scienziati non sono gli unici colpevoli, ma al contrario sono al massimo degli occasionali correi colpevoli di un reato preterintenzionale. Quote:
Per trovare una riprova della malafede dei politici basta guardare le foto del gotha nazista: Goebbels era zoppo, Göring cocainomane e obeso, Himmler miope, Heydrich (il capo della Gestapo) aveva un nonno ebreo, Hitler era un intisichito, impotente nanetto. Se la selezione teorizzata da Rosenberg avesse funzionato davvero su base scientifica, i capi sarebbero stati i primi ad essere eliminati e rimpiazzati con giovani snelli, alti e biondi in perfetta salute. Invece erano politicanti che hanno piegato la Scienza al loro disegno: qui sta tutta la lampante differenza. | |||||||||
|
__________________
Bibliosaurus ModSenior --- Bibliotecario del Forum gt. Al vostro servizio. Sono con te, sei con me.
![]() |
||||||||||
|
|
|
|
|
#5 (permalink) | |||||
|
Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
|
Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
Ora devo scappare, ma assolutamente mi fa piacere andare avanti perchè è meno chiaro di quel che io pensi. ciao ![]() marlomb | |||||
|
|
|
|
|
#6 (permalink) | ||
|
Moderatore
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
|
Quote:
Quote:
ciao ![]() marlomb | ||
|
|
|