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Quanto di noi dovremmo lasciare "in mano" ad internet?

Ultimo Messaggio di Fabio Giuffrida il:
  1. #1
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    Quanto di noi dovremmo lasciare "in mano" ad internet?

    Piccola premessa: il titolo di questa discussione riprende una domanda fatta al buon Giorgio Taverniti su Twitter, il quale mi ha suggerito di condividerla sul forum, sia per avere a disposizione più caratteri, e dunque avendo la possibilità di potermi spiegare meglio, sia perchè ne sarebbe potuta nascere una discussione veramente interessante.

    Da come l'ho percepito io, l'approccio generale verso i social e internet(ovviamente senza alcuna presunzione di capire perfettamente la situazione) può essere diviso in duo macro momenti: il primo, contenuto, in cui si era ancora poco fiduciosi verso il mezzo, le foto e i video che si condividevano erano pochi, e quasi sempre "istituzionali", o momenti tra amici; il secondo, copioso, dove si è iniziato a mettere online qualsiasi cosa(spesso e volentieri anche cose che non vorrei vedere, e sono sicuro che molti di voi saranno d'accordo con me).

    Ora, tornando a bomba alla mia domanda, quello che volevo dire è che da un estremo dove non si condivide nulla, all'altro, razionalmente parlando, dove sarebbe giusto posizionarsi? E quindi, quanto di noi(passioni, interessi, momenti personali ecc.) e quanto della nostra vita(momenti felici e non) possiamo tranquillamente lasciare "in mano" alla rete?

  2. #2
    L'avatar di Giorgiotave
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    Ciao Gawlad e benvenuto sul forum gt

    La domanda infatti era troppo complessa per essere approfondita su Twitter.

    Premesso che dal mio punto di vista siamo ancora agli inizi e che quindi non abbiamo la consapevolezza di tutto quello che sta accadendo, io mi porre una domanda leggermente diversa per poi arrivare alla tua.

    Io mi chiedo: Perché condividiamo cose di noi e della nostra vita?

    Perché avendo vissuto i primi anni di condivisione (nascita dei blog e social) posso dire che le motivazioni erano leggermente differenti.

    Ho condiviso all'inizio buona parte di me per vari motivi, forse difficili da identificare con precisione, ma più o meno:
    - stavo vivendo delle belle esperienze, i primi viaggi in Thailandia furono per me molto importanti e diversi da quello che leggevo in rete
    - volevo avere una sorta di diario sia mio, sia per le persone che leggevano cosa facevo
    - il mio percorso era fatto dal forum, dove ci chiamavamo "La Grande Famiglia di Giorgiotave" e questo mi teneva in contatto sempre con i tanti che ne facevano parte

    Parliamo quindi, non tanto di social network, ma di blog e forum.

    Oggi perché le persone condividono sui social cose di loro e della loro vita?

    Io me lo chiedo spesso. Quando ho intravisto questo andazzo ho smesso di farlo. Su Facebook raramente posto cose personali. Ed è ovvio che ci sono tante altre cose personali, molto profonde, di cui non ho mai parlato.

    Ovviamente non sto parlando del fatto di mettere la bandiera francese sul proprio profilo per solidarietà o altro. I motivi che portano una persona a farlo sono miliardi e non mi piace giudicare, nessuno ha il diritto di farlo e in queste condizioni dovremmo starcene zitti perché non abbiamo la conoscenza per farlo. Almeno io non la ho.

    Quindi, rispondendo alla domanda: ci sono tanti motivi. Il problema principale però è che oggi sono così tanti a farlo che non si può categorizzare e generalizzare. Certo, in tanti lo fanno per motivi più o meno simili. Per esempio io vedo un sacco di lamentele. Ora se siamo 30 milioni di Italiani su Facebook e tutti si lamentano di altri, o abbiamo 30 milioni di persone che hanno ragione (quindi chi ha torto non è iscritto a Facebook) oppure abbiamo 30 milioni di Italiani che vogliono mostrare solo la propria verità, non discutere dell'argomento.

    È esagerato, sto banalizzando, ma è per rendere l'idea.

    Detto questo credo il fenomeno sia molto più complesso e non ho oggi le competenze per dirlo. Ti potrei dire con precisione cosa accade in un forum, ma sui social sono troppo influenzato dalla mia esperienza personale.

    Scoperto perché le persone condividono queste cose, la domanda che ponevi tu è cosa e quanto condividere.

    Io sto condividendo poco. In generale comunque ho condiviso poco.

    Di solito preferisco mostrare qualcosa se è utile a chi mi segue. Se può anche solo far riflettere. O se voglio comunicare a tutti un qualcosa di veramente importante che possa in qualche modo raccontare la mia storia sempre affine a quello che faccio.

    Sul resto, non lo so davvero.

    Mi chiedo come fanno le persone fidanzate a leggere gli stati delle loro compagne/i che sono palesemente rivolti ad altri.

    A chi lo sta dicendo?
    Perché?

    A volte condividere un qualcosa è utile a tanti e penso alle tante storie di coraggio e ai tanti esempi che le persone danno. Ma la maggior parte delle volte quei contenuti sono fatti per altri motivi e la cosa più terribile è che le persone ci credono davvero. Un contenuto sparisce dopo pochi minuti, lo leggono in 4 e non frega veramente niente a nessuno.

    Di sicuro abbiamo la possibilità di comunicare con tanti...ma è necessario veramente?

    Non è che di solito quello che scriviamo è quello che vorremmo che gli altri pensassero di noi?

    A me la cosa che preoccupa di più è quando una persona inizia ad avere un comportamento perché lo deve avere. Faccio un esempio: Instagram.

    All'inizio era forte: le persone condividevano le cose importanti, era molto interessante. Oggi in molti condividono tutto, se sono ad una serata pensano a quale foto fare per Instagram. Poi si entra nel circolo.

    Non è forse meglio ragionarci un attimo e tornare all'essenziale?

    Riflessioni aperte queste eh, giusto per buttare un po' di carne al fuoco con un po' di provocazioni
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  3. #3
    User Newbie L'avatar di giuseppe.florios
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    Ciao Gawlad e Giorgio,
    Personalmente credo che questi Social siano ancora presi troppo sottogamba ed il fatto che siano presenti su tantissimi device tecnologici ne facilità l'uso e l'abuso.

    la fascia d'età di accesso ai Social si è allargata a dismisura e sempre più spesso il "condivisore" non ha neanche un quadro reale dei pro e contro nel pubblicare qualcosa o non ha padronanza delle varie funzioni disponibili...

    per esempio perchè pubblicare 15 foto del bimbo come pubbliche? non bastano solo gli amici? o magari solo i parenti?

    il problema è spiegarlo a mio papà che ha 70 anni ma vuole assolutamente condividere la foto dei nipotini al fratello giù in Sicilia... per esempio e vedeste come si incazza quando mi metto a spiegargli che è controproducente

    e non solo sotto il profilo della condivisione di foto ed immagini ma anche per i commenti, ci sono persone (grandi e piccini) che si lanciano in commenti spietati e crudeli (probabilmente scritti troppo a caldo).

    Bisognerebbe puntare a sensibilizzare anche in questo senso...
    ogni commento è una dichiarazione pubblica a tutti gli effetti!!!

    Sinceramente, per riallacciarmi alla domanda di Gawlad, secondo me bisognerebbe pubblicare solo lo stretto indispensabile, a seconda ovviamente del motivo per il quale usufruisci dei Social network CIAO

  4. #4
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    Buonasera,
    innanzitutto voglio ringraziare per i contributi, molto interessanti, ma che però mi hanno fatto venire un dubbio.

    Mi sembra di capire che l'approccio, che di base condividete, sia quello di concepire che un qualcosa condivisa in rete, si debba considerare come una dichiarazione in una gigantesca piazza pubblica, e che quindi bisogna consapevolmente scegliere, di volta in volta, se siamo disposti a farlo o meno. Giusto?

    Il dubbio di cui vi ho accennato riguarda una cosa a cui, mi sembra, non avete accennato, e che credo però si debba tenere in considerazione, ovvero la permanenza del contenuto online. Mi capita spessisimo non solo di sentire dagli altri, ma anche di percepire in prima persona, la convinzione che basta cancellare un contenuto per poter far finta che non sia mai stato pubblicato, o che non sia mai esistito. Ciò non solo è sbagliato, visto e considerato che in alcuni casi è anche impossibile l'eliminazione, ma credo funga da stimolo a questa ipercondivisione collettiva di cui tutti siamo testimoni.

    Ecco, la mia domanda allora è questa: considerando il punto di vista della permanenza di un contenuto, come cambia il "paradigma" di pubblicare solo lo stretto indispensabile/ciò che realmente vogliamo consapevolmente condividere?
    Cioè, non è da escludere che una cosa che reputiamo, oggi, di poter condividere, un domani possa apparirci esattamente all'opposto, giusto!?

    P.s. volevo fare anche un piccolo appunto finale, mi è parso di capire che quando dico condividere/pubblicare viene immediatamente l'idea di un post, un articolo, un tweet ecc. Quello a cui però facevo riferimento è anche riguardante il condevidere le nostre preferenze(quando ad esempio mettiamo un like ad un post o ad una pagina), o i dati che forniamo quando arricchiamo i nostri profili.

  5. #5
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    Ah, quasi dimenticavo, so che la scrivo dopo un po', ma c'era anche una seconda premessa che avrei voluto aggiungere al post con cui ho aperto la discussione.
    Spesso si sente parlare di privacy in tutte le salse: dov'è la nostra privacy?; tuteliamo la nostra privacy?; oh mio dio, lasciate perdere i bambini e pensate alla nostra privacy. E devo ammettere che questo problema me lo sono posto anche io, ma credo anche che chiunque possa essere d'accordo con il fatto che uno dei modi più efficaci con cui l'utente può tutelare la propria privacy sia attraverso la scelta consapevole di ciò che condivide.

  6. #6
    User Newbie L'avatar di giuseppe.florios
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    Ciao Gawlad,
    io sono un appena iscritto e posso darti il mio punto di vista, io credo che visti i tempi che viviamo, un minimo di informazioni (che siano post, tweet o informazioni personali) dobbiamo mettere in conto di dover mettere in "pubblica piazza", l'importante è che il motivo per il quale condividi quella tal informazione sia ponderato ed in funzione ad un obbiettivo... che non è per forza un obbiettivo militare

    nel senso che se io metto un "mi piace" al video di Giorgio lo faccio anche per fargli sapere che quel video mi piace... non è che sto rivelando al mondo chissà quale segreto l'importante è che non posto i codici della mia carta di credito solo per far vedere che bella sequenza di numeri è... non so se mi spiego

    l'informazione resa pubblica deve avere un valore soppesato all'obbiettivo che raggiungo pubblicandola...

    Come in tutte le cose, l'eccesso e l'esagerazone... Sono il male

  7. #7
    User Newbie L'avatar di giuseppe.florios
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    ahh.. dimenticavo, riguardo il pubblicare e dopo un po cancellare... certo se poi cambi idea meglio sarebbe stato non aver pubblicato affatto, al di la del fatto che il social in questione archivia tutto ci possono essere malintenzionati che si copiano l'informazione e poi la possono usare contro di te... ma ripeto se tu hai "la coscienza pulita" ed un comportamento moderato e ragionato difficilmente incapperai in questo tipo di problemi!!!

  8. #8
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    Ciao a tutti e complimenti per la parecchia carne al fuoco.

    A mio avviso credo che il senso stretto della condivisione stia sfuggendo un pò di mano. Sembra quasi che per un effetto "gregge", se tizio condivide quello che sta mangiando, debba farlo anch'io possibilmente meglio di lui. E' un concetto un pò grezzo, non me ne vogliate, ma di fatto è quello che si percepisce osservando la situazione attuale.

    Per tornare alla domanda principale ritengo che condividere sia nella natura umana ma questo finchè quello che ho da offrire può aiutare o arricchire qualcun'altro. Quando, al contrario, vado oltre e inizio a condividere ogni momento della mia vita, isolandomi dalla stessa situazione in cui mi trovo pur di scattarmi la miglior foto, mostrandomi più figo di qualcun'altro, tendo ad essere egoista. In quel momento non sto condividendo per gli altri ma per me stesso, alla ossessionata ricerca della tanto agognata, approvazione. La naturale conseguenza è che il significato stesso della parola condivisione svanisce e lascia il posto al vuoto.

    Per concludere, condividere parte delle proprie informazioni e metterci la faccia è giusto e inevitabile ma per il resto la condivisione deve avere un valore per chiunque potrà goderne.

    Naturalmente è solo il mio punto di vista e se qualcuno si fosse offeso per via delle precedenti provocazioni, mi scuso.

    Ciao
    Ultima modifica di Fabio Giuffrida; 05-12-15 alle 17:30

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