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#1 (permalink) |
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Data di registrazione: Apr 2007
Messaggi: 86
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Riporto così come ricevuta per e-mail:
>> http://www.petitiononline.com/enpals/ >> >> Al Presidente della Repubblica >> >> Al Presidente del Consiglio dei Ministri >> >> Al Ministero delle Finanze >> >> Al Ministero dei Beni Culturali >> >> Gentile Presidente, >> >> >> Le scriviamo per segnalarLe una gravissima ingiustizia tributaria che >> da molti anni si perpetua ai danni dei musicisti che – come noi – >> esercitano la loro professione nell'attività concertistica. >> >> Per ogni concerto tenuto in Italia, la legge ci obbliga a versare >> all'Enpals una percentuale del nostro cachet, e anche gli enti >> organizzatori devono pagare un'ulteriore quota. In totale, per ogni >> nostro concerto viene versato all'Enpals più del 30% del nostro >> cachet, ma, in pratica, nessuno di noi avrà mai diritto alla pensione >> da parte dell'Enpals. >> >> Infatti, la legge prevede che la pensione per la nostra categoria >> professionale venga erogata dopo almeno 20 anni di contributi, e per >> raggiungere un anno occorrono 120 giornate lavorative. Poichè >> generalmente un concerto viene conteggiato come una giornata >> contributiva, per raggiungere un anno di contributi sarebbero >> necessari circa 120 concerti effettuati in Italia con regolari >> contributi versati. Per raggiungere la quota necessaria per la >> pensione, ossia 20 anni, sono quindi necessari 2400 concerti >> effettuati in Italia: un traguardo che nella storia della Repubbica >> Italiana forse nessun concertista classico è mai riuscito a >> raggiungere. Infatti la nostra professione prevede che i concerti >> siano preceduti da un lungo periodo di preparazione (che l'Enpals >> evidentemente ignora), e per di più molti di noi svolgono la propria >> attività principalmente all'estero, la quale si solito non rientra nei >> conteggi Enpals. >> >> >> Noi versiamo ogni anno all'Enpals molto di più delle trattenute >> previdenziali di gran parte degli impiegati statali, e, se la legge >> non cambia, non solo non avremo mai la pensione pubblica, ma neanche >> ci verrà restituita l'enorme cifra versata invano. Alcuni di noi hanno >> chiamato il call center dell'Enpals per chiedere chiarimenti, e ci è >> stato confermato quanto sopra, e addirittura gli stessi impiegati >> Enpals ci hanno suggerito di provvedere in proprio ad una pensione >> privata, visto che altrimenti resteremo senza. >> >> >> Questa è solo una delle varie ingiustizie che subiamo da parte del >> Fisco italiano: tra Enpals, ritenuta d'acconto, Iva e altre >> trattenute, più del 60% dei nostri cachet è versato in tasse. E, sia >> all'estero che in Italia, spesso costiamo agli organizzatori molto di >> più dei nostri colleghi stranieri, i quali godono di molte >> agevolazioni che a noi non sono concesse. >> >> >> Chiediamo, dunque, le seguenti modifiche alla normativa che regola la >> tassazione della nostra attività: >> >> >> - L'abolizione del limite minimo di 120 giornate contributive annuali >> per ottenere il diritto alla pensione. La pensione, come già avviene >> nella maggior parte degli altri paesi europei, deve essere >> proporzionale alla somme versate all'Enpals, e indipendente dal numero >> di giornate contributive. >> >> >> - L'introduzione di un regime fiscale speciale per i musicisti >> professionisti, che tenga conto delle caratteristiche essenziali della >> produzione del reddito; la possibilità di ottenere il modulo E 101, >> come per i nostri colleghi stranieri; il recupero totale delle tasse >> pagate all'estero; l'introduzione di meccanismi di detrazione fiscale >> degli oneri sostenuti, quali le spese di trasferimento e soggiorno. >> >> >> La ringraziamo per la Sua preziosa considerazione, augurandoci che con >> il Suo aiuto sia possibile risolvere al più presto questa paradossale >> situazione, che per molti versi è contraria ai principi della >> Costituzione Italiana. >> >> PER FIRMARE ANDATE QUI >> >> >> >> http://www.petitiononline.com/enpals/ |
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Ultima modifica di Andrez : 12-10-07 11:07. |
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