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Doping, piaga dello sport

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  1. #1
    Esperto L'avatar di Rinzi
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    Doping, piaga dello sport

    è di ieri la notizia... Il medico della Juventus Riccardo Agricola e l'amministratore delegato Antonio Giraudo sono stati assolti dall'accusa di frode sportiva
    L'accusa aveva chiesto tre anni e due mesi per il medico
    bianconero e due anni per l'amministratore delegato
    Doping, processo alla Juve
    assolti Agricola e Giraudo


    TORINO - Il medico della Juventus Riccardo Agricola e l'amministratore delegato Antonio Giraudo sono stati assolti dall'accusa di frode sportiva al processo d'appello. E' questa la sentenza del giudice Gustavo Witzel che presiedeva la terza sezione della corte di Apello del tribunale di Torino affiancato da Pietro Capello e Teodora Spagnolo. La Camera di consiglio è durata poco più di cinque ore.

    Secondo la prima lettura del dispositivo della sentenza, i giudici hanno ritenuto che non si potesse applicare la legge 401 del 1989 (la frode sportiva) per l'uso di farmaci alla Juventus. La corte ha stabilito che "il fatto non è previsto dalla legge come reato". Quanto all'uso di Epo, "il fatto non sussiste".
    La sentenza di oggi ammorbidisce ulteriormente quella di primo grado quando Giraudo fu assolto ma Agricola condannato a un anno e dieci mesi.

    La richiesta dell'accusa era stata di tre anni e due mesi di reclusione più 2500 euro di multa per Agricola e due anni e 3800 euro per Giraudo. L'aula era gremita di telecamere, fotografi e circa 80 giornalisti.

    "E' stata fatta giustizia. E' una grande giornata", ha dichiarato Giraudo dopo la sentenza di assoluzione. Alla domanda dei cronisti se avesse mai perso la speranza, ha risposto lapidario: "No".

    La sentenza di oggi, a meno di un quasi scontato ricorso in Cassazione del procuratore Raffaele Guariniello è l'ultimo capitolo di una vicenda nata nell'estate del 1998 dalle dichiarazioni di Zdenek Zeman. In un'intervista all'Espresso, il tecnico boemo accusò le "esplosioni muscolari" di alcuni giocatori della Juve tra i quali Vialli e Del Piero che di norma avrebbero richiesto anni di culturismo.

    La Juventus allenata da Marcello Lippi aveva appena conquistato il terzo scudetto in quattro stagioni. Sotto accusa finì il quadriennio 1994-1998 caratterizzato da straordinari successi della formazione bianconera: in quattro anni la Juve vince anche una Champions League e una Coppa Intercontinentale.

    Nel periodo preso in considerazione, secondo l'accusa la Juventus arrivò ad avere nel proprio magazzino 281 tipi di specialità medicinali, una quantità incompatibile con una struttura non sanitaria. Secondo la difesa invece, per ogni prodotto utilizzato c'è una motivazione terapeutica.

    La tesi della Procura è che ai calciatori siano stati somministrati farmaci senza giustificazione sanitaria, in modo pericoloso per la salute degli atleti, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni agonistiche.

    Il 31 gennaio 2002 il giudice Giuseppe Casalbore respinse tutte le eccezioni presentate dalla difesa della società bianconera. Nell'estate del 2003 incominciano le sfilate die giocatori chiamati a testimoniare: Alessandro Birindelli, Alessio Tacchinardi, Gianluca Pessotto, Alessandro Del Piero e Antonio Conte.

    Alcune risposte vaghe dei calciatori spinsero il giudice Casalbore ad affermare: "Il problema è che bisogna dare delle risposte alle domande. Se venite tutti a dire e a non dire, è ancora più allarmante".

    Poi è la volta di altri calciatori: Roberto Baggio, Fabrizio Ravanelli, Nicola Amoruso, Attilio Lombardo, Angelo Peruzzi, Ciro Ferrara e Paolo Montero.

    Un anno dopo nel processo entra anche l'epo. Secondo l'ematologo Giuseppe D'Onofrio, esiste la possibilità che, in alcuni casi, ai giocatori sia stata somministrata eritropoietina. "Solo ipotesi", ribatte la difesa. Il 15 luglio viene modificato il capo d'imputazione. Giraudo e Agricola devono rispondere anche dell'uso sistematico di epo.
    ora il problema del doping o abuso di farmaci che sia non è solo nel calcio ma in tutti gli sport, non sono tra i professionisti ma anche tra i dilettanti...

    Sport?

    da Wiki
    Lo Sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore.

    Lo sport può essere praticato singolarmente o in gruppo (sport di squadra), senza fini competitivi oppure gareggiando contro altri sportivi. In quest'ultimo caso si parla di agonismo sportivo.

    Il termine sport deriva dall'inglese, ma risale a sua volta dall'antico termine francese desport: divertimento, svago. Il termine in italiano che più si avvicina all'etimo francese è "diporto".
    cosa ne pensate?

  2. #2
    Esperto L'avatar di Andrez
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    Non amo il calcio.

    Mi disgustano i fanatismi e le cieche violenze fini a se stesse.





    Si, è un inizio volutamente provocatorio, che il doping non è certo solo del calcio, così come il calcio è senza dubbio anche una nobile disciplina sportiva nella quale grandi campioni esprimono anche fantastici gesti atletici.

    Ma purtroppo è il nostro sport nazionale, il più seguito e sentito e quindi sottoposto ad ogni tipo di attenzione, tentazione e .. degenerazione.

    Sinceramente poi conosco molto poco questo ambiente e non mi resta che porre ai più preparati qualche quesito;

    - perchè viene tollerata [quando non organizzata] la violenza degli ultras negli stadi?

    - perchè viene tollerata [quando non incentivata] l'irregolarità amministrativa e fiscale delle squadre di calcio?

    - cosa può aver spinto la Giustizia italiana ad imporre il doping agli atleti? [con questa sentenza è evidente che doparsi è lecito e chi non lo fa è tagliato fuori dai risultati agonistici]

    ...a voi la palla

  3. #3
    777
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    E' semplice, gli italiani tengono troppo, in quantità patologica, al calcio e un po' meno agli sport in generale.

    Perché gli italiani si sentono uniti solo quando gioca la nazionale?

    Inoltre quanti vivono col calcio?

    Purtroppo sembra proprio un modo di vivere e di scaricare le proprie frustrazioni in un modo che segue un'educazione che non migliora e che è vecchia perlomeno di decenni.

    L'unica cosa di buono è il triste mezzo gaudio perché è mal comune (un po').

    Il peggio è che finché chi è nel calcio gode di una sostanziale immunità da reati e da atteggiamenti irresponsabili, non vedo come possa migliorare.

    Per questo io preferisco mille volte giocare anziché veder giocare, credo molto di più in me stesso, anche se perdo, che negli altri.

    Guarda caso tifano tutti le stesse squadre che guarda caso sono quelle che vincono di più.

    E ciononostante sono quelli più stressati, magari perché arrivano solo secondi.

    Direi, peggio per loro, se non fosse che interferiscono, quasi sempre negativamente, con la vita altrui.

    Isoliamoli!

    PS: intervento estremamente scomposto, ma buttato giù così e non ho voglia di correggerlo.
    Cosmic FM by DJ Noisy su contattoradio.it

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