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Ma le Province a cosa servono?

Ultimo Messaggio di gigliotave il:
  1. #1
    User L'avatar di gigliotave
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    Ma le Province a cosa servono?

    Dalla mia esperienza posso dire che le province non servono a nulla.
    Cosa ne pensate?
    la mia non e' demagogia, credetemi :
    e' un anno e mezzo che per una mia questione ho a che fare con i servizi delegati dallo stato alla provincia,
    volete sapere cosa ho capito?

    Le province servono solo a mantenere un certo numero di dipendenti che non risolvono nulla...naturalmente dovrei utilizzare la definizione che correntemente si usa per certi dipendenti pubblici.

    Anche nel libro sulla casta si faceva riferimento a questo mi ricordo di aver ascoltato una percentuale tra i soldi che le province costano ed il denaro elargito in servizi....
    la proporzione era nettissimamente sbilanciata sui costi....

    Live Earth 2007 : save the planet !

  2. #2
    Esperto L'avatar di Andrez
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    Con il decentramento (i poteri alle Regioni) ed i Consigli Regionali, le Province avrebbero dovuto cessare di esistere e da allora in effetti non servono più praticamente a nulla, salvo coltivare la cultura del sottogoverno, le clientele e manipolare a piacere ingenti somme di finanziamenti e sovvenzioni.

    Provincia è il nome che di solito si usa per definire aree ed entità governative subnazionali, ma i poteri e le funzioni delle province variano notevolmente a seconda degli Stati, dove il termine provincia viene sostituito con dipartimento, distretto o contea.
    Provincia ha origine dal latino provinciae, pro+victa, ovvero precedentemente vinta o area soggiogata.
    Erano infatti nell'antica Roma i territori conquistati, sottoposti al dominio dell'Impero Romano e non avevano nessun diritto.


    Al momento tutti i partiti politici sono concordi nel dichiarare sia l'inutilità di questo organismo sia i costi assurdi ed inutili del loro mantenimento.

    Ma evidentemente non ce la raccontano giusta, perché si è ormai arrivati ad avere oltre un centinaio di province e sono in costante aumento.
    In parlamento giacciono molte proposte di legge per l'istituzione di nuove province, (una cinquantina) e tre sono appena istituite e stanno per diventare operative, la provincia di Barletta-Andria-Trani, la provincia di Fermo e la provincia di Monza e della Brianza.

    Oltre ai Consigli e Giunte Provinciali, con Consiglieri (uomini politici) e portaborse altamente retribuiti e naturalmente nullafacenti, i partiti in un modo o nell'altro controllano per ogni provincia le prefetture, le questure, i pompieri e così via, spendendo soldi solo al fine di esistere, per funzioni che potrebbero benissimo essere assorbite dagli enti minori o maggiori, Comuni e Regioni.

    E' calcolato un esborso di ben oltre 50 milioni di euro circa per ciascuna amministrazione, solo per l'atto di nascita.

    Vediamo le spese (solo per la costituzione) nel dettaglio:
    1. Tra le più costose c'è la spesa per la creazione del Comando Provinciale dei Carabinieri: in media, 15 milioni
    2. 12 milioni di euro il conto per la creazione di una nuova Questura.
    3. Più economico l’esborso per l’avvio di una Prefettura: 5 milioni di euro
    4. Infrastrutture, logistica e personale della Provincia, costa 8 milioni
    5. creare il comando provinciale dei Vigili del fuoco costa 5 milioni
    6. e circa 4 milioni istituire la sezione del Corpo forestale dello Stato.
    7. Poi vi sono le spese "minori" come la creazione dei dipartimenti dell'Economia, commissioni tributarie e Guardia di Finanza comprese; in questo caso ad esempio sono stati previsti circa 2 milioni per l’aspirante Provincia si Sulmona e circa 5 della pretesa Provincia di "Venezia orientale".
    Poi a tutta questa gente in più, tocca pagare un lauto stipendio ogni mese, per far nulla, e poi fornirgli i fondi per le loro tante iniziative varie, tanto costose quanto spesso inutili.


    Ma quanto costano le province all'anno?

    Vediamo i conti di una Provincia media; Lucca.
    (peraltro là non appaiono particolari sprechi nè eccessi )

    MANOVRA COMPLESSIVA BILANCIO DI PREVISIONE 2007 € 137.641.500,00

    Di cui:
    [A] Costo del Personale e degli Amministratori 23.496.706,79
    [b] Spese consolidate di gestione (obbligatorie e costi fissi) 17.926.107,41
    [C] Costi di ammortamento dell'indebitamento 7.648.181,47

    [D] Attività progettuali una - tantum 2.628.900,00
    [E] Spese finanziate da entrate a specifica destinazione 36.741.904,62
    [F] Investimenti 49.199.699,71

    Totale 137.641.500,00

    Vediamo che il 40% di quel bilancio è finalizzato a costi di gestione e personale e solo il rimanente a progetti ed investimenti, sempre dando per scontato che questi ultimi finiscano a buon fine e nessuno lucri sul movimento di quei fondi.

    50 milioni dunque il costo amministrativo di una provincia media, esclusi i costi di Prefetture, Questure ecc.

    Moltiplicato per le 110 attuali province, porta ad un'ipotesi di 5,5 miliardi di Euro. (Penso sia facile trovare in rete l'ammontare esatto, ma i numeri appaiono questi).

    Chi li paga questi soldi?
    Ultima modifica di Andrez; 02-03-08 alle 07:55

  3. #3
    User L'avatar di scarpa
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    Le province non servono a niente.
    Penso che sarebbe doveroso lasciare solo i comuni, le regioni e Stato centrale.
    Via le varie comunità, province, municipi, circoscrizioni...

  4. #4
    User L'avatar di gigliotave
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    Andrez il punto non e' tanto chi li paga o per meglio dire non solo...
    ma
    i servizi vengono elargiti ?
    OPPURE...
    i controlli sull'applicazione delle leggi che e' compito delle Province far applicare avvengono?
    oppure
    la scelta dei dipendenti in base a quale criterio avviene?
    Sono queste le domande

    Ti faccio un esempio,
    nella mia provincia si pubblica un magazine inviato gratuitamente a tutte le famiglie in cui si ad esempio si evidenziano il risparmio che la provincia a effettuato, poi si danno dei dati in merito all'occupazione dei lavoratori della legge 68/99 ( categorie protette) questi dati assurdi indicano il numero di unita' di lavoratori occupati ( non la quantita' percentuale di lavoratori occupati...) si vanta il risparmio sui costi delle province ma
    in relazione al numero di impiegati che dovrebbero fare i controlli affinché le ditte della provincia applichino la legge 68/99 è che di numero 1 unita'......non sarebbe opportuno incrementarli i costi al posto di vantarsi di averli abbattuti....?
    Ultima modifica di Andrez; 03-03-08 alle 16:31
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  5. #5
    Consiglio Direttivo L'avatar di Nimue del Lago
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    Il post di Andrez sembra una puntata di Report (e come la trasmissione contribuirà ad agitare i miei sonni).

    Concordo perfettamente con l'inutilità di questi enti e il forte rammarico è soprattutto il fatto che in Italia non ci mancherebbe niente, ma l'egoismo e l'arrivismo personale di tanti distrugge quasi tutto il potenziale del nostro bel paese.

    Tra l'altro un pessimo effetto della esistenza di regioni/province/comuni è il fatto che tra un ente locale e l'altro si creano inevitabilmente delle aree di grigio dove le competenze si sovrappongono. Nel dubbio più spesso accade che entrambi gli enti si evitino l'accollo della responsabilità... Forse cedono il passo per galanteria

    Negli enti pubblici del Regno Unito si parla e si attua veramente l'accountability, il dover davvero rendere conto del proprio operato a chi ti ha legittimato ad operare, cioè gli elettori. E se gli elettori non sono soddisfatti ti mandano a casa. E gli esempi di Best Practice sono innumerevoli.
    Il primo passo per realizzare questo processo è stabilire i compiti dell'eletto: se io cittadino so che tu eletto dovevi realizzare un certo lavoro, in una certa maniera, posso anche valutare al termine (e durante!!) del tuo mandato il tuo operato.

    Ma da noi? A me sembra sempre di vedere giocatori di ping-pong: quante volte a Striscia Fabio e Mingo rimbalzano da un ente all'altro costretti da uno scaricabadile indecoroso?? Il tragico è che spesso nemmeno il personale conosce davvero le proprie competenze.



    Per chiudere vorrei condividere con voi una variante a "eliminiamo le province"
    Posto che sono cosciente che la mia idea è storicamente/politicamente/... assolutamente irrealizzabile, mi chiedevo.....
    Se venissero eliminate le regioni voi pensate che gli italiani riuscirebbe a superare i confini mentali che in molti si creano?
    Insomma un napoletano continuerebbe ad abitare lontano da un torinese, ma non ci sarebbe un muro di meno tra i due?

    Insomma possibile che non si riescano a spegnere le pulsioni secessioniste e anzi si vada verso un mondo in cui siamo tutti sempre più soli, tanta è la paura di incontrare gli altri e con essi confrontarsi?
    Eppure a volte basta così poco...
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  6. #6
    User L'avatar di gigliotave
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    Ma sul fatto che l'eliminazione delle province sia impossibile non ci credo, dato che l'altra a sera a porta a porta ho sentito da uno dei due maggiori candidati premier che da studi fatti le province sono inutili; ti giuro è la prima volta che lo sento dire.
    Piuttosto la separazione tra regioni è per me inconcepibile, l'Italia storicamente è sempre stata costituita da diverse anime, il sud colonizzato dai greci, la famosa Magna Grecia, il nord un po' anarchico, un po' francofono, un po' veneto ed il centro forse la vera Italia.
    Io non credo che si debbano eliminare queste differenze ma se mai cercare il bene comune rispettandole.
    Secondo me proprio l'omologazione dell'Italia ai grandi stati e nazioni che si andavano costituendo in Europa è un delle pecche del nostro risorgimento.
    Ultima modifica di Andrez; 07-03-08 alle 16:57 Motivo: Corretto ortografia, punteggiatura e ripetizioni, e NO stile sms !
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