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Università e finanziaria 2009

Ultimo Messaggio di Giorgiotave il:
  1. #1
    User L'avatar di keynes87
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    Università e finanziaria 2009

    Come da titolo, questa discussione è dedicata ai cambiamenti dell'università italiana, conseguentemente alla finanziaria del 2009. Quale sono le vostre opinioni a riguardo?
    In tutta Italia si susseguono manifestazioni, e dimostrazioni varie.
    Io personalmente ritengo, che ci sono aspetti molto positivi, come la possibilità per le università, di trasformarsi in enti pubblici di diritto privato. Lo stato non investe nella ricerca, il privato è l'unica alternativa. Parliamone insieme.

  2. #2
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    Vorrei parlarne ma sono senza parole!
    Lo stato non investe nella ricerca?
    C..zo ma i paesi più sviluppati in Europa investono diversi capitali nella ricerca... La Cina ha investito parecchio e mi sembra che i risultati si vedono sul mercato.
    Mi spiace ma credo che il privato investe solo se sicuro di un tornaconto personale.
    Sarò pessimista ma non riesco a farmene una ragione.
    Ultima modifica di Andrez; 23-10-08 alle 11:18

  3. #3
    User L'avatar di keynes87
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    Sono d'accordo con te che lo stato dovrebbe investire nella ricerca! Purtroppo in Italia non avviene.

  4. #4
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Penso che troppe risorse siano, nel nostro paese, sperperate e troppe destinate al sistema delle garanzie, tutele e welfare in generale.

    Alcuni altri paesi, come ad esempio la Cina, sono a minor tasso di tutela del cittadino... le risorse raccolte possono dunque essere destinate, in quantità, anche al finanziamento della ricerca.

    Se in un paese come la Cina si garantisse un sistema del welfare come il nostro a tutto il miliardo e trecentomilioni di abitanti non solo non avrebbero alcuna risorsa per la ricerca (od altro), ma neppure riuscirebbero a farvi fronte.

    In america finziona allo stesso modo, ma in america esiste anche un fortissimo impulso privato alla ricerca, quale benzina del successivo sviluppo industriale. Forse anche in Italia si dovrebbe cercare di dare la scintilla giusta per l'accensione di un meccanismo virtuoso di alimentazione privata della ricerca.

    Quindi il discorso potrebbe essere ben più complesso che il solo "non destina soldi alla ricerca".
    La riforma proposta potrebbe essere tesa appunto in questa direzione.

    Si tenga poi in considerazione che la ricerca, come oggi finanziata dallo stato non è certo quanto di più efficente esista. Per questo significativi mi sembrano anche i risultati evidenziati dal ministero della funzione pubblica inerenti la riduzione dell'assenteismo della "cura Brunetta" (vedere a pagina 15: http://www.funzionepubblica.it/minis...o_AgoSet08.pdf )

    E' dunque da ragionare la riforma proposta e da approfondire, non da controbattere per partito preso, a mio modesto giudizio.

    Paolo

  5. #5
    Esperto L'avatar di Andrez
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    L'argomento mi sembra davvero importante.

    Non senza confermare molte delle perplessità di Paolo, (e vedrei bene un topic nel quale discutere dei sottili confini tra servizi-welfare-assistenzialismo-clientelismo-sprechi e quanto i governi passati e presenti ci hanno marciato e ci marciano) commenterei l'odierna situazione nelle università riportando fedelmente questo scritto di EZIO MAURO, che mi induce cupe e pesanti riflessioni:

    Se il dissenso è un reato

    Davanti a una protesta per la riforma della scuola che si allarga in tutt'Italia e coinvolge studenti, professori, presidi e anche rettori, il Presidente del Consiglio ha reagito annunciando che spedirà la polizia nelle Università, per impedire le occupazioni. La capacità berlusconiana di criminalizzare ogni forma di opposizione alla sua leadership è dunque arrivata fin qui, a militarizzare un progetto di riforma scolastica, a trasformare la nascita di un movimento in reato, a far diventare la questione universitaria un problema di ordine pubblico, riportando quarant'anni dopo le forze dell'ordine negli atenei senza che siano successi incidenti e scontri: ma quasi prefigurandoli. ... leggi tutto
    Vorrei inoltre ricordare uno dei Principi Fondamentali della Costituzione Italiana:
    Art. 9.
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    La Repubblica, non le aziende ed i privati.
    Ultima modifica di Andrez; 23-10-08 alle 13:50

  6. #6
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Verissimo.... che si manifesti.
    Ma che non si leda la libertà altrui e l'altrui diritto di poter apprendere.

    Che si scenda in piazza, ma che non si fermi la stazione cadorna.... non ha senso.... non c'entra nulla.
    Che ci si riunisca pure in università, se l'università metterà a disposizione i locali per farlo, si discuta, ma che non si obblighi chi vuol far lezione a non farla.

    Le occupazioni, come i picchetti, come le chiusure dei cancelli con catene e lucchetti, come qualsiasi impedimento alla fruizione sono una pesante lesione della libertà, non un esercizio dei propri diritti... semmai una negazione dei diritti altrui.

    La manifestazione pacifica, la discussione può avvenire dove non lede le libertà di chi non è concorde con i manifestanti.

    Solo se esiste questo rispetto allora la manifestazione è lecita, come lecito il dissenso.

    Perchè mai le manifestazioni dei partiti non occupano il parlamento, quelle dei sindacati non occupano le sedi delle fabbriche e quelle degli avvocati non occupano i tribunali ?!?!? Perchè agli studenti dovrebbe essere consentito?!?!?

    Dalla Costituzione:

    Art. 3.
    ....
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine ..... sociale, che, limitando di fatto la libertà ........, impediscono il pieno sviluppo della persona umana .......



    La Repubblica può tranquillamente promuovere la ricerca scientifica per il tramite di aziende e privati.... come ad esempio con le già azionate deduzioni fiscali (per es. art 11 DLgs 446/97)

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 23-10-08 alle 15:50

  7. #7
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    Certo Paolo, non metto in discussione quanto sostieni, che mi sembra condivisibile.

    La situazione però incalza ed in queste ore diviene velocemente con sbocchi impensabili:

    A Bergamo, Forza Nuova va in piazza con la sinistra realizzando una sorta di unità tra sinistra e destra in nome del sostegno di stato all'istruzione.
    In un comunicato viene affermato che:
    "per una volta il Movimento studentesco e Lotta studentesca, l'associazione studentesca legata a Forza Nuova, si stringono la mano per manifestare uniti contro la riforma Gelmini. Preso atto delle intenzioni del presidente Berlusconi di reprimere con la forza la polare insurrezione contro la riforma Gelmini, Lotta Studentesca sarà in prima linea per combattere insieme agli studenti di sinistra per il futuro di noi giovani. Noi difenderemo con le unghie e con i denti la natura pubblica della scuola. Riteniamo, infatti, che in epoca di crisi economica gli investimenti debbano essere fatti principalmente sui giovani".

  8. #8
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    Mi scuso per il post consecutivo ma la notizia mi pare sconcertante:
    15:41 Berlusconi: "Giornali non dicono verità, mai pensato alla polizia"
    "Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà". Così il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, da Pechino torna sulle polemiche suscitate dalle sue parole di ieri.
    Si stava tutti scherzando dunque ?

  9. #9
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    NO no, non ce lo siamo tutti sognato.
    Sembra abbia scherzato solo il Presidente del Consiglio; le affermazione, pubbliche e chiare sull'uso della polizia, le ha fatte davvero


    "...evitare attraverso le Forze dell'Ordine che questo possa succedere.."




    Ultima modifica di Andrez; 23-10-08 alle 16:13

  10. #10
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrez Visualizza Messaggio
    A Bergamo, Forza Nuova va in piazza con la sinistra realizzando una sorta di unità tra sinistra e destra in nome del sostegno di stato all'istruzione.
    In un comunicato viene affermato che:
    Compromesso storico

  11. #11
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    Perchè mai le manifestazioni dei partiti non occupano il parlamento, quelle dei sindacati non occupano le sedi delle fabbriche e quelle degli avvocati non occupano i tribunali ?!?!? Perchè agli studenti dovrebbe essere consentito?!?!?
    Non vorrei andare troppo OT, ma mi sembra una precisazione doverosa (vedremo domani se e come splittare).

    Condividendo alcune delle perplessità di Paolo, vorrei solo precisare che si fa molta confusione tra l'occupazione e l'autogestione.

    Ho visto molti servizi video questa sera (Porta a Porta e Annozero) e c'erano studendi che erano contrari alla protesta e quindi sono entrati a far lezione.

    Alcuni professori intervistati hanno ammesso..."ora vado a fare lezione".

    Questo significa che la protesta era fatta in autogestione. Tra gli intervistati si è anche parlato di votazioni sul farla o meno e quindi da queste votazioni è scaturita la volontà di protestare o meno.

    Inoltre, l'autogestione, deve essere firmata dal preside o dal rettore.

    L'occupazione invece, se non vado errato, è proprio illegale.

    Questa è stata applicata in alcune Università ed i giornali parlando anche di Professori e Rettori coinvolti e favorevoli. Questo non cancella il reato commesso.

    Però come possiamo vedere dalla Mappa di Kataweb vediamo lezioni in piazza, assemblee, autogestioni, proteste.

    Difficile usare le forze dell'ordine ad un'assemblea con il rettore o ad una lezione in piazza.

    Credo che sia stato questo a far fare marcia indietro al Presidente del Consiglio; credevano che fossero tutte occupazioni.

    Invece la protesta sta dilagando in più forme e modi.

    E' un peccato non voler dare ascolto a chi la scuola e l'università la vive sulla propria pelle.

    Condividiamo insieme quel poco che sappiamo, tramite un forum, per lasciare traccia del sapere a chi vuole imparare!

  12. #12
    Esperto L'avatar di Andrez
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    Sul concetto di legalità credo nessuno discuta ed appare sacrosanto il concetto ribadito da Paolo che si manifesti, ma che non si leda la libertà altrui e l'altrui diritto di poter apprendere.

    Ma cercando di rispondere nello specifico del tema,
    Come da titolo, questa discussione è dedicata ai cambiamenti dell'università italiana, conseguentemente alla finanziaria del 2009. Quale sono le vostre opinioni a riguardo?
    penso che a Silvio Berlusconi sia molto chiaro il concetto di beneficio emotivo che induce scelte ed acquisti ( Philip Kotler ) di cui da tempo trattiamo in area Marketing e che cerchiamo di applicare nei nostri siti per indurre azioni agli utenti, (call to action - to do - to bay).

    Un popolo istruito e colto è difficile da imbonire per un politico, il quale può contare solo su chi realmente comprende e condivide la sua linea politica.

    Masse di cittadini ignoranti, cresciuti ascoltando la De Filippi e lucignolo e usi ed avvezzi alle urla delle tante curve sud, sono di fatto facilmente manipolabili, specialmente se si parla loro con la stessa lingua e si urlano gli stessi slogan.

    E sono questi manipolabili che spostano in modo determinante le maggioranze governative; guai abbandonarli o peggio ... offrirgli cultura, conoscenza e capacità di ragionamento e quindi di scelta autonoma.

    D'altra parte non scopriamo nulla; nella Russia di Stalin si è dato spazio all'insegnamento, anche universitario, solo quando lo si è recepito come diretta emanazione del bolscevismo, mantenendolo tale con continue purghe; l'università e l'istruzione esistevano in quanto generatori di fedelissimi ed addestrati quadri di partito.

    E come dicevo prima, risparmiamoci per favore l'alibi degli sprechi e dei risparmi.
    Penso che ognuno di noi tolleri più gli sprechi e l'assistenzialismo, le clientele ed i tanti organismi inutili, ... politici, tipici del catto-comunismo uscente e sconfitto.
    Dovremmo usare un altro topic per questo, ma è evidente come nessuno più tra i vincitori parli di quanto promesso in campagna elettorale, come abolire una Camera, dimezzare i salari ai deputati, abolire le Province, gli Enti inutili e così via sperperando.
    Abbiamo anzi visto proprio in questi ultimi mesi ulteriori aumenti di stipendio, di aerei, di autoblu e di costosi privilegi vari per i ministri ed i loro portaborse, e la riconferma di quei costi di Regioni e Sanità fino a 10 volte superiori alla media europea.

    Questi non solo non si tagliano, ma gli si da ancora più spazio.
    E' l'istruzione e la scuola in genere, l'università e la ricerca che sono invece tagliate.

    Come scritto nella Costituzione, è lo Stato che deve farsi carico dell'istruzione.
    Non credo sia da escludere che le aziende vengano coinvolte in questo progetto, ma l'obiettivo deve essere la ricerca, oltre alla preparazione e l'istruzione dei cittadini, non la loro lobotomizzazione.
    Ultima modifica di Andrez; 24-10-08 alle 09:42

  13. #13
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Se le occupazioni sono illegali e vanno rimosse, personalmente non vedo giustificazioni neppure nelle autogestioni così come conosciute sin'oggi.

    La scuola non è per antonomasia un luogo con flusso biunivoco paritario delle informazioni. Essa è preminentemente un luogo dove i professori insegnano (docenti) e gli alunni apprendono.

    Possono esistere spazi e momenti di confronto, ma debbono essere, a mio giudizio, ricondotti alle classi od ad eventuali momenti limitati di riunione plenaria d'istituto per dibattito.

    E' dunque del tutto estraneo al concetto di scuola la sua autogestione... soprattutto quando essa diviene temporalmente prolungata... tra alunni tutti dovrebbero apprendere, ma nessuno docet, perchè manca la figura del docente.
    Reputo altresì inammissibile che un preside od altra autorità possa ammettere autogestioni, perchè verrebbe meno ai suo doveri di garantire in primis la docenza e non il confronto tra studenti.

    Se gli studenti vorranno confrontarsi, fare laboratori, potranno farlo liberamente in altri luoghi e tempi che non siano quelli della scuola e delle lezioni. Liberi, ma senza snaturare luoghi e funzioni tipiche stabilite dagli ordinamenti scolastici.

    A mio giudizio.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 24-10-08 alle 10:32

  14. #14
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    Le manifestazioni nelle università italiane sono il risultato di una terrificante disinformazione. Chi protesta in questi giorni pensa di farlo contro il decreto Gelmini, invece lo sta facendo contro la finanziaria 2009, che è quella che prevede i tagli!

    Manifestare ed esprimere le proprie opinioni, è un diritto inalienabile di ogni individuo che vive in democrazia. Occupare, autogestire, bloccare le lezioni, non sono modi democratici di protestare. Nemmeno legali. Se domani trovo la mia facoltà occupata, la dovrei sgombrare con la forza insieme a chi la pensa con me e che vuole frequentare!? Finiremo nell' anarchia totale.

    La cosa triste e di cui mi sto rendendo conto, è il fatto che non abbiamo studenti universitari critici, che si informano autonomamente, ma delle pecore che credono a tutto quello che gli viene raccontato!

    Le università non verranno privatizzate, ma diverranno enti pubblici di diritto privato. Cosa ben diversa. Inoltre questo è del tutto facoltativo.

  15. #15
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    La cosa triste e di cui mi sto rendendo conto, è il fatto che non abbiamo studenti universitari critici, che si informano autonomamente, ma delle pecore che credono a tutto quello che gli viene raccontato!
    L'istruzione dovrebbe servire proprio a contenere questo aspetto, contribuendo a formare cittadini pensanti e non pecore facilmente influenzabili e manipolabili.

    Se il problema fosse confermato, evidentemente dovremmo considerare inadeguata sino ad ora questa istruzione, o in subordine, asservita al sistema dei partiti (tutti) che necessita di lobotomizzati.
    Ultima modifica di Andrez; 24-10-08 alle 13:03

  16. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrez Visualizza Messaggio
    L'istruzione dovrebbe servire proprio a contenere questo aspetto, contribuendo a formare cittadini pensanti e non pecore facilmente influenzabili e manipolabili.

    Se il problema fosse confermato, evidentemente dovremmo considerare inadeguata sino ad ora questa istruzione, o in subordine, asservita al sistema dei partiti (tutti) che necessita di lobotomizzati.
    Il fatto che abbiamo studenti, che come pecore vanno a protestare, non è colpa del sistema scolastico!!

  17. #17
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    Interessante osservazione.
    Dovremo però fornire dati o analisi specifiche per prenderla in considerazione.

    Intanto uscirei dal concetto che chi protesta è pecora, optando per un forse più adeguato chi si lascia imbonire senza documentarsi è pecora, sia che il soggetto sia tra chi protesta o meno.

    Quindi potremmo prendere in esame gli elementi formativi dei giovani nello Stato attuale, chi concorre cioè alla sua formazione, conoscenza e maturità e quindi capacità critica; chi ha forgiato questa generazione di supposti pecoroni?

    * Senz'altro la famiglia. (d'obbligo; chi educa i genitori ad educare?)
    * Mi sentirei poi di non poter escludere la scuola anche se non potremo attribuirle tutte le responsabilità.
    * Per le fasce di giovani credenti e praticanti, potremmo aggiungere la Chiesa.
    * I mass media (e chi li detiene) infine, li sappiamo occupare una larga fascia dell'attuale effettiva formazione giovanile.

    Escluderei le organizzazioni militanti di sinistra, semplicemente perchè ora inesistenti e ridotte a comparsate coreografiche di poche unità.
    Da qui (non sono in Italia) non vedo le bandiere rosse sessattontine, che sembrano mancare per ora da queste manifestazioni.



    Altri?
    A chi potremmo attribuire la supposta lobotomizzazione dei giovani studenti d'oggi?
    Ultima modifica di Andrez; 24-10-08 alle 15:56

  18. #18
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    Una buona notizia. Il decreto rimane! Dichiarazione della Gelmini.

    Secondo me se fossero informati in modo corretto, non andrebbero nemmeno a protestare. Ieri qui ad Aquila, dove studio, c'erano circa 2000 studenti e più a sfilare per la città! Secondo me nemmeno l'1% sapeva come stanno le cose, come stanno realmente!

    Cattiva informazione dei media! Cattiva informazione da parte dei prof., molti, troppi di sinistra.

    La responsabilità maggiore però, è quella personale. A 20 anni, si è adulti, si deve essere autonomi, e non credere più alle favole!

  19. #19
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    E tu Keynes87, con questo nobile nick, sei sicuro di non credere più alle favole?

    Di non essere tra quelli che, di sinistra o di destra, qualsiasi cosa venga proposta dalla sua parte la sostiene a priori senza valutarla con la propria testa, senza ... capirla realmente?

    Sei un giovane universitario mi sembra di capire, e sono lieto di confrontarmi con te, con i tuoi pensieri e le tue preoccupazioni, le tue ambizioni ed aspettative di vita.


    Chi ha presentato questa riforma e comunque porta avanti questa finanziaria, detiene di fatto il controllo dei sei principali canali TV (dei quali abusa massicciamente come da resoconti delle authority) e di buona metà della stampa; mi sembra eccessivo questo lamentare disinformazione e cattiva informazione. [Nell'insieme dei notiziari Mediaset - Tg4, Tg5, Studio Aperto e TgCom-, la maggioranza, il governo e Silvio Berlusconi sono sopra il 70%, mentre le opposizioni arrancano al 16,77%. Situazione simile alla Rai. ]
    Se fosse, non sarebbe certo da attribuire alle opposizioni (quasi inesistenti) e, nel caso, verrebbe da chiedersi come possano con gli esigui mezzi a disposizione riuscire a convincere e mobilitare tanta gente.

    Premettendo che non mi sembra corretto bollare come "troppi" i prof. di sinistra (che vi siano o meno, suggeriresti quindi di scartare chi non condivide le politiche del Governo di turno al momento dell'assunzione con apposite indagini, e purghe per ripristinare l'equilibrio politico che si preferisce?), tu sostieni che nemmeno l'1% degli studenti dimostranti sappia come stanno realmente le cose.

    Bene, siamo qui per parlarne, grazie a te che hai aperto il topic.

    1. Come stanno realmente le cose?
    2. Cosa propone, o meglio impone realmente la Gelmini con i decreti legge 133 e 137?
    3. Cosa trattano gli art.16 e 66 del decreto legge 133 che gli studenti hanno chiesto di abrogare come prerogativa per l'apertura del dialogo, ottenendo un netto rifiuto?
    4. Quanto dell'istruzione viene tagliato dalla finanziaria di Tremonti? [Tagli al Ministero dell'Istruzione: 447 milioni + 790 milioni nel 2011]
    5. Quali sprechi e clientelismi (che sappiamo esserci e tanti) sono tagliati da questi interventi?
    6. In questa ottica di risparmi e tagli, come inquadrare l'abolizione dell'ICI anche alle fasce più abbienti dei cittadini? [costo del taglio, oltre 2 miliardi di €.]
    7. Realmente, in potere di apprendimento, quanto perdono gli studenti?
    8. Per questi interventi, quanto aumenterà il già alto gap tra il numero dei laureati italiani e quelli della media europea? (l'Italia continua ad essere lontanissima dagli standard fissati dal Consiglio Europeo; abbiamo 12 laureati su 100 tra i 24 e i 35 anni, la metà della media europea".
    9. E a livello di cultura generale (conoscenza, maturità e preparazione) quanto peserà sulla capacità intellettiva, d'analisi e di comprensione dei giovani?
    10. Quanto influirà sul livello di culturale generale e l'incrudimento dei rapporti tra le persone, ricordando che dalla prima alla seconda Repubblica, tra i Deputati i laureati sono scesi dal 90 al 60%?
    11. Perchè si è deciso di tagliare l'istruzione e non si toccano (anzi si aumentano) gli sprechi della casta al Governo ora?

    Tra i commenti che possiamo leggere, mi ha colpito quello di Francesco Cacchioli, il "Bencio", uno dei responsabili di Comunione e Liberazione della Statale che dice: "Questa roba qui non è una riforma, è una completa idiozia, una serie di colpi di mannaia senza dietro alcun disegno politico".


    Il Forum gt ci ha insegnato ad essere menti pensanti, ad analizzare in modo razionale, spietato e pragmatico serp ed algoritmi; possiamo (direi anzi dobbiamo) applicare questi strumenti anche alla società ed alla politica no?
    Ultima modifica di Andrez; 25-10-08 alle 11:31

  20. #20
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    Sinceramente ci rimango anche un po' male a sentirmi dire, che credo alle favole, e che sono d'accordo perchè la finanziaria 2009 e il decreto Gelmini lo ha fatto il Governo di destra, per il quale voto. Non è proprio così. Cosa ha poi il mio nick!? Keynes è stato uno dei più grandi economisti della storia, i suoi pensieri si possono condividere o no, ma quando furono applicati i suoi principi, nel contesto economico in cui li elaborò, funzionarono, molto bene direi. New deal, Roosevelt, dice niente?
    Caro Andrez, se pensi di aver trovato lo studentello sprovveduto hai sbagliato di grosso.

    Sono d'accordo con quelle che si sta facendo, per tanti motivi.

    I tagli alla ricerca sono del 3%. Non mi sembra che si smantelli la ricerca di base con tagli del genere!

    Troppo personale è stato assunto all'interno delle università e delle scuole. Non licenziamo nessuno, ma non assumiamo quasi nessuno nei prossimi 5 anni.
    Alternative non ce ne sono.

    Le università avranno la FACOLTA' di trasformarsi in FONDAZIONI PRIVATE, cosa ben diversa che privatizzare completamente le università. Questo significa che le università potranno ricevere fondi da privati per finanziare la ricerca. Del resto questo avviene anche negli USA. Vedi NVIDIA ultimamente. La ricerca di base non verrà smantellata, perchè non tutte le univerità vorranno trasformarsi in fondazioni private.

    Cosa non presente nella finanziaria e nemmeno nel decreto Gelmini, riguarda l'introduzione di meritocrazia per il finanziamento della ricerca. In sintesi il concetto si esaurisce nel finanziare gli atenei virtuosi e di non finanziare chi non è efficente. Sarebbe una proposta alternativa che gli studenti pecoroni non fanno, perchè sanno solo contestare!

    Con i provvedimenti del governo inoltre, i bilanci delle università, diverranno scaricabili dal loro sito internet, per rendere tutto più trasparente ed evitare situazioni come quelle di Siena, Firenze, Pisa, Camerino, dove si protesta tanto, ma ci sono buchi di tanti e tanti soldini. Se fossero state fondazioni private queste situazioni non ci sarebbero state.

    Ora scappo che devo preparare un esame! Per ulteriori chiarimenti sono a tua completa disposizione. Continuiamo a parlarne.

  21. #21
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    Veramente sono io a rimanerci male.
    Io non ti ho detto che credi nelle favole, te l'ho solo chiesto.

    Ed il tuo nick l'ho definito nobile senza ironia, che mi dice qualcosa eccome.

    Ma sentiamo altri ora, che ciò che volevo dire l'ho detto

  22. #22
    Utente Premium L'avatar di fabysnet
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    La situazione si sta prospettando pesante e mi sa che per gli studenti sono in arrivo periodi grigi.



    "Non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all'ospedale"

    "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...

    Lasciarli fare (gli universitari, ndr).
    Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti infiltrati devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
    Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.

    Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale.
    Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

    Soprattutto i docenti.

    Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
    Intervista a Francesco Cossiga.
    Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.

    Perlomeno appare chiaro ora chi è che combina i casini alle manifestazioni e a chi serve.
    Ultima modifica di fabysnet; 25-10-08 alle 12:29
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  23. #23
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    L'età ha provocato qualche problema a Cossiga!!

  24. #24
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    Si come nò, è l'età.

    12 maggio 1977.
    Il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga schiera migliaia di poliziotti e carabinieri in assetto da guerra, affiancati da agenti travestiti da autonomi...



    Da presidente della Repubblica, è costretto alle dimissioni per aver coperto Gladio; un giudice di Treviso, Felice Casson, che stava indagando sulla strage di Peteano (Vi morirono 5 carabinieri dopo essere caduti in una anonima telefonata-imboscata ) scopre una struttura, parallela ai servizi di sicurezza collegata alla Nato. Accerta che alcuni vertici militari e politici italiani erano a conoscenza di questa "rete clandestina" tra i quali Cossiga.
    vicenda Gladio.

    Il 26 novembre 1991 Cossiga si "autodenuncia", chiedendo che gli sia contestato il reato di cospirazione politica mediante associazione in riferimento alla vicenda Gladio.
    Il 23 gennaio 1992, Francesco Cossiga con una lettera, annuncia le sue dimissioni dalla DC.
    Il 2 febbraio 1992 Francesco Cossiga firma il decreto di scioglimento delle Camere.

    Cossiga copre il colpo di stato del "Piano Solo" Gen. De Lorenzo:
    Il gen. De Lorenzo, nei giorni del luglio 1964 in cui pianificava il golpe, si recava spesso al Quirinale, oppure comunicava con il Presidente Segni per mezzo di Cossiga.
    "Un gruppo di potere che agisce all'ombra di uno stuolo di protettori politici" annotava nel suo diario il generale Manes, inviso a De Lorenzo, incaricato di fare luce sulle deviazioni dei servizi segreti.
    Tra questi "protettori", secondo Manes, c'era Francesco Cossiga, che alla commissione d'inchiesta sul "piano Solo" garantì sulla "affidabilità democratica" di quel gruppo di ufficiali infedeli; e che negli anni successivi sponsorizzerà ampiamente le loro carriere.
    Nel 1966 Cossiga diventò sottosegretario alla Difesa nel governo guidato da Moro. Iniziò così a destreggiarsi fra i sottoscala del potere in cui si fa la storia dell'Italia, parallela e segreta.
    Svolgeva volentieri una serie di lavoretti "di coraggio", come quello di apporre gli omissis ai risultati della commissione d'inchiesta sul "piano Solo", in modo da coprire le responsabilità di De Lorenzo, e partecipava alla formazione di atti amministrativi concernenti Gladio, come lui stesso ha in seguito ammesso.

    Dunque Cossiga era legato anche agli uomini del "partito del Golpe":

    * Giuseppe Santovito, che Cossiga nominerà a capo del Sismi nel 1978
    * Edgardo Sogno, capo dei "resistenti democratici", che diventerà nel 1991 uno dei "consiglieri" più accreditati al Quirinale
    * Licio Gelli, clamorosamente riabilitato assieme a tutti i membri della loggia P2, sempre dallo stesso Cossiga;
    * il colonnello Giuseppe D'Ambrosio che diventerà consigliere militare del presidente Cossiga, che tenterà di farlo nominare capo del Sismi, nel 1991.

    Il colonnello D'Ambrosio, secondo i documenti in mano alla commissione P2, era stato coinvolto in un progetto di colpo di Stato.
    Tutti costoro, nel 1992, si entusiasmeranno alle "picconate" di Cossiga e lo inviteranno a mettersi alla testa di un fantomatico "fronte degli Italiani onesti". Questi erano i compagni di Cossiga in quegli anni.

    Capo dei servizi segreti in quegli anni è il generale Vito Miceli, anch'egli facente parte della strategia della tensione e grande amico di Cossiga. Quando Miceli, il 30 novembre 1990, morirà, Cossiga renderà omaggio alla sua salma ufficialmente, ignorando la manifestazione dei parenti delle vittime delle stragi che contemporaneamente si svolgeva davanti a Montecitorio.
    Anni in cui, come scrive lo storico Giuseppe De Lutiis nel suo "Storia dei servizi segreti", cambiava anche la strategia dei poteri occulti: "Fino ad allora, la ricetta che i servizi segreti avevano seguito per curare i mali d'Italia, aveva previsto un potenziamento dell'estrema destra, con il concomitante sviluppo di atti terroristici e di rivolte, come quella di Reggio Calabria, gestite dalle strutture parallele."

    Dal 1984 fino al febbraio del 1991, fu al vertice del SISMI l'amm. Fulvio Martini, il "rinnovatore". Finirà travolto dalla vicenda di Gladio assieme al suo capo di stato maggiore il gen. Paolo Inzerilli.
    Parallelamente, al SISDE si succederanno i prefetti Vincenzo Parisi (1984-1987), che diventerà subito dopo capo della polizia, e Riccardo Malpica (1987-1991), che verrà poi condannato per lo scandalo dei fondi neri del SISDE.
    Dalla primavera del 1992, almeno una parte dei dirigenti degli uffici giudicava che la spinta proveniente dal '68 studentesco e dall'autunno caldo fosse stata riassorbita. Si riteneva quindi possibile "bruciare" una parte dei terroristi neri, cercando di utilizzare le loro gesta come contraltare del vero o presunto terrorismo rosso, in modo da dare credibilità alla tesi dei cosiddetti opposti estremismi.

    Un povero vecchietto pensionato insomma.

    E quella degli infiltrati è una tecnica che usano ancora, guardiamo questo bel black bloc a Genova:



    La vedo molto grigia ragazzi, c'è da stare moolto attenti.
    Ultima modifica di fabysnet; 25-10-08 alle 18:08
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  25. #25
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    Io non la vedo grigia, caro Fabysnet, io la vedo nera....
    Vedo un futuro nero in cui tutte le vacche sono nere.



    Ciò per cui si sta protestando riguarda le scuole, le università e la ricerca.
    Per quanto riguarda la scuola, si contesta l'istituzione del maestro unico alle elementari (ne abbiamo parlato qui) che prevederà tra l'altro una netta riduzione dell'orario scolastico. Tutto ciò andrà a discapito delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e che difficilmente si possono permettere baby-sitter e corsi privati.
    Ovviamente i tagli devono essere ben proporzionati, e quindi vedremo ridursi anche il numero di personale ATA, cioè Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (del resto che abbiamo più bidelli che carabinieri l'ha detto proprio il ministro dell'istruzione).
    I tagli del personale vedranno inevitabilmente la chiusura di alcune scuole, che verranno accorpate ad altre.
    Per quanto riguarda l'università l'articolo 16 del decreto legge 133 prevede la trasformazione delle università in fondazioni private. Tutto questo avrà come risultato il fatto che le fondazioni potranno decidere a quanto far ammontare le tasse universitarie, volendo anche a dismisura, in modo tale da non poter permettere a tutti di poter studiare. Probabilmente in futuro capiterà che solo alcune persone potranno permettersi gli studi, in particolare solo chi proviene da una famiglia benestante... quindi il figlio dell'operaio se ne sta a casa.
    Inoltre il decreto parla chiaro in fatto di turn over (art. 66) : vale a dire che ogni anno l'università potrà assumere personale pari al 10 % di quello che ha cessato l'attività. Quindi ogni 10 pensionamenti potrà esserci al massimo una assunzione. Come risultato avremo un numero nettamente minore di cattedre, quindi di corsi, e tutto questo andrà a discapito degli studenti e quindi del grado di istruzione del nostro bel paese.
    Per quanto riguarda la ricerca, il decreto prevede che i precari degli enti di ricerca non potranno più essere assunti una volta scaduto il loro contratto. Quindi: divieto di rinnovo dei contratti del CNR.
    Solo a Genova, la percentuale di precari che lavorano al CNR ammonta al 38 % (trentotto per cento). Questo 38 % sono centinaia di persone (ragazzi e adulti) che dopo anni di lavoro (precario), dopo anni di studio e di fatica, avranno una sola cosa da fare: andare all'estero.
    (e così anche i ricercatori ce li siamo levati dalle scatole)
    Per quanto riguarda me, da brava pecora (e ne approfitto per ringraziare Keynes per il simpatico appellativo) finirò l'università, mi prenderò una bella laurea e poi cercherò lavoro, magari in un call center.
    Ultima modifica di gaetanuzza; 27-10-08 alle 00:48

  26. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda la scuola, si contesta l'istituzione del maestro unico alle elementari (ne abbiamo parlato qui) che prevederà tra l'altro una netta riduzione dell'orario scolastico.
    Mi risulta che il personale eccedenzate sarà proprio destinato al potenziamento del c.d. tempo pieno.


    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda l'università l'articolo 16 del decreto legge 133 prevede la trasformazione delle università in fondazioni private.
    Mi risulta sia solo una facoltà....non un obbligo.... lascerei agli atenei valutare l'opportunità. La vedo dunque come una ulteriore opportunità offerta per divenire più efficienti.


    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    Inoltre il decreto parla chiaro in fatto di turn over (art. 66) : vale a dire che ogni anno l'università potrà assumere personale pari al 10 % di quello che ha cessato l'attività. Quindi ogni 10 pensionamenti potrà esserci al massimo una assunzione. Come risultato avremo un numero nettamente minore di cattedre, quindi di corsi, e tutto questo andrà a discapito degli studenti e quindi del grado di istruzione del nostro bel paese.

    L'ultima puntata di matrix ha ospitato un prof. univ. della bocconi il quale ha ben evidenziato quale nepotismo pervada il nostro sistema universitario a danno della qualità dell'insegnamento e delle giovani menti. Sembra che siano possibili le verifiche delle omonimie dei professori direttamente sul sito del MIUR.

    Ricordo poi con spavento un numero del sole 24 ore che presentava i corsi universitari italiani. Stentavo a credere a miei occhi centinaia di sedi, migliaia di corsi.... direi qualche migliaio.... ora scopro compreso quello di lingua berbera con due iscritti a Napoli.

    Una sfoltita non la vedrei poi male.... anche se preferirei inserita in un più strutturato schema di riordino.




    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio

    Per quanto riguarda la ricerca, il decreto prevede che i precari degli enti di ricerca non potranno più essere assunti una volta scaduto il loro contratto. Quindi: divieto di rinnovo dei contratti del CNR.
    Solo a Genova, la percentuale di precari che lavorano al CNR ammonta al 38 % (trentotto per cento). Questo 38 % sono centinaia di persone (ragazzi e adulti) che dopo anni di lavoro (precario), dopo anni di studio e di fatica, avranno una sola cosa da fare: andare all'estero.
    (e così anche i ricercatori ce li siamo levati dalle scatole)
    Per quanto riguarda me, da brava pecora (e ne approfitto per ringraziare Keynes per il simpatico appellativo) finirò l'università, mi prenderò una bella laurea e poi cercherò lavoro, magari in un call center.

    Hai letto i dati che ho citato sull'assenteismo di agosto nei centri di ricerca pubblici ??? Diciamo che non han fatto di tutto per meritarsi piogge di soldi!

    Personalmente mi preoccupano i tagli alla ricerca, sempre e comunque e da qualsiasi governo provengano. Mi piacerebbe una razionalizzazione della spesa, delle strutture e forti incentivi al sussidio privato alla ricerca pubblica. Già citato il decreto Irap che prevede apposite deduzioni, cito anche la risoluzione agenzia entrate 386/08.


    Paolo

  27. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Mi risulta sia solo una facoltà....non un obbligo.... lascerei agli atenei valutare l'opportunità.
    Anche a me risulta che sia solo una facoltà...ma visti gli enormi tagli di fondi previsti, la scelta diventerà di fatto obbligata.

    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Hai letto i dati che ho citato sull'assenteismo di agosto nei centri di ricerca pubblici ??? Diciamo che non han fatto di tutto per meritarsi piogge di soldi!
    Scusa Paolo, a quali piogge di soldi ti riferisci?
    Mi farebbe piacere saperlo, perchè, se mi è permesso riportare un caso personale, mio fratello lavora al CNR una media di 45 ore settimanali e guadagna meno di 12 mila euro l'anno. Ovviamente ha un contratto a termine che non verrà rinnovato una volta scaduto.
    Probabilmente un giorno partirà e si stabilirà in un paese in cui i ricercatori non sono trattati da pezzenti, e probabilmente quel giorno arriverà anche per me.... perchè sai, sarò pretenziosa, ma un giorno vorrei un figlio, vorrei una famiglia, vorrei potermi permettere di ammalarmi, vorrei ottenere un mutuo. Forse pretendo troppo.

  28. #28
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    Non capisco dove potrebbe far paura l'organizzazione di un ente pubblico con una regolamentazione di diritto privato.... moltissimi altri enti che hanno funzione pubblica funzionano in quel modo e riescono tranquillamente a garantire i loro servizi a prezzi calmierati e restare in piedi (es. utilities, trasporti ecc.).
    Forse però l'organizzazione con regole di diritto privato consentirebbe una più efficace emersione delle magagne, delle cose che non vanno e quindi delle capacità di autogestione dei vari atenei. Insomma efficienza. Penso sia questa la filosofia di fondo.


    Sulla ricerca io non ho detto che sono state tagliate quelle che erano piogge di denaro, ho detto che il settore nel suo complesso potrebbe non aver dato dimostrazione di quella assoluta valenza che lo avrebbe magari potuto tenere indenne da tagli... e l'assenteismo potrebbe essere stato un elemento, tra i vari.

    Personalmente mi ha molto colpito una articolo del Sole sulla valenza per una nazione della ricerca.... soprattutto quando la nazione come la nostra con una economia specializzata in settori molto maturi.

    Mi spiace sapere di ricercatori così poco remunerati.

    Purtroppo sulle tue aspirazioni non trovi invece in me sostegno. Non voglio certo mancarti di rispetto, ma reputo che a priori indirizzerei i miei studi ed il mio interesse verso quegli sbocchi che, oltre che affini al personale interesse, possano garantire anche una sostenibilità familiare futura.
    Non concepirei lo Stato come il finanziatore di qualsiasi attività per il sol fatto che questa sia pienamente confacente alle proprie aspirazioni. Lo Stato, seppur nel libero mercato, dovrebbe assolvere a quella funzione di indirizzo senza la quale il benessere complessivo della popolazione potrebbe essere inferiore.
    Come ipotizzare una intera generazione di persone magari solo interessate alle scienze infermieristiche, od all'insegnamento. Evidente la possibilità di una forte disoccupazione futura di parte di quella popolazione.... e lo Stato ne avrebbe colpa ove avesse consentito, senza attuare politiche di indirizzo, una tale focalizzazione imprevidente.

    A mio giudizio dunque sarà anche dunque un diritto quello allo studio, ma esso, reputo, non sol perchè un diritto dovrebbe essere garantito in ogni modo e direzione dallo Stato.

    Un po' complesso, ma mi sembra logico.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 27-10-08 alle 20:26

  29. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Purtroppo sulle tue aspirazioni non trovi invece in me sostegno. Non voglio certo mancarti di rispetto, ma reputo che a priori indirizzerei i miei studi ed il mio interesse verso quegli sbocchi che, oltre che affini al personale interesse, possano garantire anche una sostenibilità familiare futura.
    Non concepirei lo Stato come il finanziatore di qualsiasi attività per il sol fatto che questa sia pienamente confacente alle proprie aspirazioni. i

    A mio giudizio dunque sarà anche dunque un diritto quello allo studio, ma esso, reputo, non sol perchè un diritto dovrebbe essere garantito in ogni modo e direzione dallo Stato.

    Un po' complesso, ma mi sembra logico.

    Paolo
    Scusa, ma non mi sembra poi così logico. In primo luogo perchè personalmente trovo che spesso determinati sbocchi non riescono a coniugare gli interessi personali e la sostenibilità familiare. Personalmente ho scelto di studiare ciò che per eccellenza non offre sbocchi, chiamala aria fritta, chiamala come vuoi, ma ho fatto una scelta: quella di fare ciò che mi piaceva, quella di perseguire un obiettivo. E non credere che ora che ho quasi finito ho la pretesa di trovare chissà quale lavoro, non è assolutamente così: durante tutto il periodo di studi ho sempre lavorato, ho fatto la cameriera e l'edicolante, ho fatto le pulizie e venduto di tutto e non mi sono mai sentita nè sminuita nè umiliata. Il problema è un altro: il problema è che pur senza nessuna pretesa, senza eccessive aspirazioni nè particolari ambizioni, il nostro paese rende effettivamente difficile ( se non impossibile) alle persone della mia età potersi costruire un futuro, una vita qualunque, perchè viene data pochissima importanza all'istruzione e alla formazione, perchè si vuole rendere lo studio una possibilità di pochi, perchè una volta che ti ritrovi a casa con il benedetto "pezzo di carta" hai pochissime possibilità di trovare un lavoro stabile, perchè se trovi un lavoro sai anche che probabilmente dopo due mesi non lo avrai più. Perchè noi giovani non possiamo pensare a un futuro perchè non sappiamo se un futuro sarà possibile per noi...e perchè vediamo che al governo si susseguono coalizioni che non pensano ad altro se non ai propri interessi.

    Non voglio andare ulteriormente Off Topic, voglio solo dire che finchè io vedrò che le iniziative del Ministro Gelmini sono fatte unicamente con la calcolatrice alla mano, e che non sono parte di un processo di miglioramento effettivo dell'istruzione italiana e finchè vedrò che il Ministro propone determinate leggi che prevedono tagli da miliardi di euro in pochi anni mentre c'è chi si permette di avere gli aerei privati a carico dello stato, io sarò scettica.

    Inoltre non mi è chiaro come mai credi che un diritto non debba ssere garantito dallo Stato... non è forse la parola stessa "diritto" che implica che lo stato si debba far garante della suddetta cosa?
    Per esempio tutti abbiamo diritto alla vita, e lo Stato non può non garantire le condizioni necessarie affinchè si possa attuare tale diritto.

  30. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    Personalmente ho scelto di studiare ciò che per eccellenza non offre sbocchi, chiamala aria fritta, chiamala come vuoi, ma ho fatto una scelta: quella di fare ciò che mi piaceva, quella di perseguire un obiettivo.
    Massimo rispetto, davvero. Tanto di cappello anche per i lavori che hai fatto per mantenerti agli studi.

    Quello che invece più mi preoccupa è il coordinamento consapevole di queste altre due tue affermazioni:

    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    personalmente trovo che spesso determinati sbocchi non riescono a coniugare gli interessi personali e la sostenibilità familiare
    Citazione Originariamente Scritto da gaetanuzza Visualizza Messaggio
    sai, sarò pretenziosa, ma un giorno vorrei un figlio, vorrei una famiglia, vorrei potermi permettere di ammalarmi, vorrei ottenere un mutuo
    Quindi qui trovo, correggimi se sbaglio, un po' di illogicità. Il diritto di una scelta di studio di un certo tipo ti è stato garantito. Ora ciò che vorresti è anche una garanzia del sistema stato sullo sbocco in un sistema economico che garantisca con certezza matematica un livello salariale di un certo tipo.

    Purtroppo reputo che sia pretendere un po' troppo.

    Ammesso e non concesso che ammetta una tale invasività dello Stato, reputo sarebbe davvero un mondo ideale poter garantire sempre ed in ogni caso il percorso di studi preferito e la vita, pur senza pretese, che si vuole.
    Bello, ma quasi di altri tempi ormai.... soprattutto nel nostro mondo occidentale sulla via di un sicuro impoverimento progressivo a favore di altre popolazioni dell'ex terzo mondo.

    Purtroppo ora, volenti o nolenti, si devono fare i conti sempre e comunque con le richieste di mercato, con le strategia di futuro sviluppo del sistema paese e del sistema europa e all'interno di quelle andare a cercare le possibilità di sbocco.... coordinarle con le proprie aspirazioni ed interessi e magari, ammetto, con qualche compromesso, avviarsi su quella strada di studi.... per avere quella che tu chiami "sostenibilità familiare".... rincorrere invece quelli che purtroppo si rivelano sbocchi utopistici... potrebbe portare ad altrettanto utopistiche prospettive di vita.

    Cinicamente reale purtroppo.... ma reputo anche realisticamente immodificabile.

    Esistono dunque ambiti di sviluppo delle scienze e del sistema di istruzione, che non possono che correlarsi alla modernità, al mercato, alla domanda ed offerta, alla direzione del mondo, alle necessità dell'umanità. Lo stato con questo principio dovrebbe dunque, a mio giudizio, garantire si il diritto allo studio senza però disperdere in mille rivoli, forse efficaci, ma forzatamente inefficienti, risorse preziose.... magari in qualche "corso di laurea in psicologia dei pinguini islandesi".

    Lo Stato si deve dunque preoccupare non solo di modernizzare se stesso e di essere competitivo, ma di non avere un sistema d'istruzione che produca disoccupati perchè mal orientato.

    I primi tagli di spesa si dirigono in questa direzione, penso, ma ammetto che piacerebbe anche a me una ben più pesante riforma strutturale forte, magari odiata, ma degna di un moderno ed efficiente sistema universiatario e di ricerca.

    Magari odiata.... non potrebbe esser altrimenti........ ho ora sott'occhio gli adesivi di una formazione politica che distribuivano militanti quando facevo il liceo.... la Iervolino (ministro dell'istruzione) era addirittura rappresentata dietro le sbarre. Sempre così, storicamente, mai visto studenti manifestare a favore di una qualsiasi riforma dell'istruzione.




    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 27-10-08 alle 23:31

  31. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Quindi qui trovo, correggimi se sbaglio, un po' di illogicità. Il diritto di una scelta di studio di un certo tipo ti è stato garantito. Ora ciò che vorresti è anche una garanzia del sistema stato sullo sbocco in un sistema economico che garantisca con certezza matematica un livello salariale di un certo tipo.
    Purtroppo reputo che sia pretendere un po' troppo.
    Scusa, Paolo, forse mi sono espressa male; effettivamente quello che volevo intendere era Off Topic.
    Mi spiego: il mio discorso stava a significare che nelle mie scelte del passato ho dato la priorità a ciò che mi interessava e a ciò che avrei voluto effettivamente studiare... Ho fatto ciò che mi avrebbe reso felice.
    Ora che sono giunta quasi al termine, mi rendo perfettamente conto che aspirare a determinate professioni, in un paese come il nostro, nella realtà che viviamo tutti i giorni, sarebbe estremamente utopistico, tant'è vero che non spero più di diventare insegnante, come non spero di potermi dedicare nello specifico a ciò su cui si è orientato il mio corso di studi....
    Sinceramente non aspiro a trovare un lavoro che mi piace perchè mi rendo conto che in una realtà come quella del nostro paese sarebbe impossibile...
    (Nonostante io continuo a sostenere che vivere svolgendo un'attività che non piace sia terribilmente deleterio per l'essere umano, senza considerare che il senso di frustrazione che ne deriva provoca gravi problemi)
    Ciò a cui mi riferivo è la situazione dei lavoratori precari del nostro paese, sia che siano ricercatori, sia che siano dipendenti in un call center; e ciò a cui mi riferivo è l'unica situazione con la quale i giovani italiani, laureati e non, si trovano ad avere a che fare, salvo qualche raro caso.
    Purtroppo non vedo volontà da parte dello stato di frenare questa cosa.

    Mi scuso nuovamente se sono andata troppo OT.

  32. #32
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Posso capire purtroppo la tua sofferenza e senza dubbio concordo su quanto sia deleterio far qualcosa che non piace.
    Purtroppo ci troviamo in questa condizione.

    La flessibilità del lavoro al contempo so benissimo che non piace a nessuno di chi è parte lavorante..... ma anche qui è il mercato a richiederla. Mi spiego: in una economia come la nostra essenzialmente aperta al mondo la competitività del sistema aziende é fattore determinante del complessivo benessere nazionale.... niente competitività, niente economia nazionale, stop all'attuale situazione di tuttosommato benessere nazionale.
    Il nostro paese essenzialmente manifatturiero si trova a scontrarsi con le economie produttive di altre nazioni dove il costo della manodopera è minimo, le tutele dei lavoratori non esistono. Il nostro sistema di tutela forte del posto fisso, salario "grasso", rigidità del marcato del lavoro va istantaneamente in crisi di fronte a concorrenti del genere. Inutile tentare di recuperare sotto il profilo di tutti gli altri costi aziendali quando per le aziende manifatturiere il costo del lavoro è uno dei costi più importanti e la risposta ultraflessibile è una delle leve importanti per combattere.
    O anche noi introduciamo flessibilità nel mercato del lavoro o le nostre aziende vengono espulse dal mercato con ovvio fallimento dell'economia nazionale.

    Dunque una globalizzazione a discapito spesso dei lavoratori, ma anche di molti imprenditori, vedo con i miei occhi.

    Tutti saremmo felici della situazione lavorativa tuttosommato garantita di venti-trenta anni fa... peccato che quella derivava dalla stratificazione di anni "grassi" di boom economico.... oggi non c'è più e le popolazioni occidentali dovrebbero essere rese conscie dai propri governi che il loro futuro tenore di vita scenderà magari anche non poco.

    La prossima riunione G20 è di per se sintomo di questo movimento all'indietro delle nostre economie a favore di altre. Fare passi verso la rigidità del lavoro purtroppo significherebbe ancor più impoverire quella poca forza che resta alle nostre economie.

    Non sono un economista, ma la vedo purtroppo grigia e mi spiace che alla fin fine chi ne faccia le spese siano le persone che hanno fatto immani sforzi per emergere.

    Mi scuso anche io per l'off topic.


    Paolo

  33. #33
    Esperto L'avatar di Andrez
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    Mi scuso anche io per l'off topic.
    Ma quale off topic!
    Siamo noi che ti ringraziamo per le tue profonde, spietatamente crudeli ma realistiche analisi.

    Le cose in effetti stanno così e questa situazione è strettamente collegata al futuro dei nostri laureati, alle loro aspettative professionali ed occupazionali.

    Credo che quanto hai aggiunto nei tuoi post possa essere considerato un importante completamento di quanto sino ad ora espresso nel topic; l'intervento dello stato nel finanziare la ricerca e l'istruzione non può prescindere da questi aspetti.
    Personalmente mantengo opinioni fortemente critiche sui decreti, nel merito e nel metodo, (continuo a pensare cioè che questo Governo approfitti di questa emergenza per altre finalità) ma non vi sono dubbi che un incisivo intervento per combattere sprechi e clientele appaia improcrastinabile.
    Ultima modifica di Andrez; 28-10-08 alle 12:19

  34. #34
    User L'avatar di keynes87
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    La flessibilità del lavoro al contempo so benissimo che non piace a nessuno di chi è parte lavorante..... ma anche qui è il mercato a richiederla. Mi spiego: in una economia come la nostra essenzialmente aperta al mondo la competitività del sistema aziende é fattore determinante del complessivo benessere nazionale.... niente competitività, niente economia nazionale, stop all'attuale situazione di tuttosommato benessere nazionale.
    Il nostro paese essenzialmente manifatturiero si trova a scontrarsi con le economie produttive di altre nazioni dove il costo della manodopera è minimo, le tutele dei lavoratori non esistono. Il nostro sistema di tutela forte del posto fisso, salario "grasso", rigidità del marcato del lavoro va istantaneamente in crisi di fronte a concorrenti del genere. Inutile tentare di recuperare sotto il profilo di tutti gli altri costi aziendali quando per le aziende manifatturiere il costo del lavoro è uno dei costi più importanti e la risposta ultraflessibile è una delle leve importanti per combattere.
    O anche noi introduciamo flessibilità nel mercato del lavoro o le nostre aziende vengono espulse dal mercato con ovvio fallimento dell'economia nazionale.

    Dunque una globalizzazione a discapito spesso dei lavoratori, ma anche di molti imprenditori, vedo con i miei occhi.

    Tutti saremmo felici della situazione lavorativa tuttosommato garantita di venti-trenta anni fa... peccato che quella derivava dalla stratificazione di anni "grassi" di boom economico.... oggi non c'è più e le popolazioni occidentali dovrebbero essere rese conscie dai propri governi che il loro futuro tenore di vita scenderà magari anche non poco.
    Paolo, sono totalmente d'accordo con te. Hai centrato quello che è il punto centrale dell'attuale situazione politica-economica. E' in corso una ristrutturazione dell'idea dello stato. Sta morendo la vecchia visione, di stato pesante, con una spesa pubblica alta ecc ecc. Per essere precisi, in termini economici, sta accadendo quello che era già successo negli anni 80, quando venne accantonata la visione "Keynesiana", dopo l'affermazione delle destre, Thatcher e Reagan. Tutto questo riadattato alla moderna situazione economica e politica.
    Questo processo porta a cambiamenti drastici in tutto il sistema. Nel mercato del lavoro per esempio, nel quale ormai non esiste più il posto fisso garantito a vita come c'era prima, detto in parole povere. Sono consapevole dell'impopolarità di tali affermazioni, ma mi ci sono abituato. Questa è la realtà e bisogna prenderne atto. Questi cambiamenti sono arrivati anche al sistema scolastico e universitario, e la legge 133, ne è la diretta espressione. Gli stati nazionali hanno accumulato un debito pubblico sproporzionato, e questo è il punto di rottura. I bilanci degli stati devono essere risanati, non ci sono altre strade se non quelle della riduzione della spesa pubblica. Da questo ne derivano delle conseguneze ben precise, come quella di lasciare sempre più spazio al privato per ridurre le spesa pubblica, migliorare l'efficienza degli enti pubblici, anche attraverso politiche di aziendalizzazione, come è avvenuto per le aziende sanitarie locali. Questa è l'unca strada percorribile. Cosa ne pesni Paolo?


    Cara Gaetanuzza, io non mi riferivo a te quando parlavo di pecore al pascolo, che sfilano numerose per le strade delle città, protestando senza sapere manco loro su cosa. Spero solo che non rivedi te stessa in questa descrizione.

  35. #35
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    Penso che sia tristemente vero.

    Lo san tutti che io sono per un mercato il più possisbile libero e per uno stato il meno possibile presente nell'economia.
    Sono anche per l'intervento privato ogniqualvolta possa essere più efficiente di quello pubblico anche nei servizi pubblici.

    Personalmente odio la pretesa del cittadino di vedersi garantita la propria condizione sociale per il sol fatto di essere appunto cittadino... ognuno la sua parte se la dovrebbe guadagnare e se le condizioni cambiano dovrebbe adeguarsi.
    Posso però capire che altri possono non essere contenti di vedersi meno garantiti.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 29-10-08 alle 16:22

  36. #36
    L'avatar di Giorgiotave
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  37. #37
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    Credo che la protesta degli studenti (cioè anche la mia) sia legittima.

    Dicono che ci saranno i tagli perchè nell'università pubblica ci stanno troppi sprechi.

    Allora io parto dal punto che è vero che ci saranno degli sprechi. Ma come ci sono nelle università ci sono a maggior ragione nel parlamento ad esempio, nelle pubbliche amministrazioni. negli ospedali pubblici... dappertutto.
    Ma in quale mondo si cerca di combattere gli sprechi togliendo risorse???
    Io penso invece (ammesso che sia questo il vero motivo dei tagli, ma ci credo poco) che bisogna controllare dove vanno a finire i soldi stanziati.. non toglierli.

    Poi ci dicono pure che questa legge migliorerà le univesità.
    Mio padre su questo punto mi ha fatto un bel esempio: se un padre da al figlio più soldi alla settimana, questo potra migliorare la propria condizione comprando ad esempio vestiti, fare viaggi, ecc. In poche parole se la passa meglio.
    Se il padre toglie ad esempio il 30 % di soldi al figlio quest'ultimo se la passerà meglio rispetto a prima? Il no è spontaneo..

    Quindi non capisco come molte persone possano credere a queste "barzellette" che in questi giorni ci vengono sparate da chi ha approvato la legge.

    Scusate se mi sono prolungato troppo
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  38. #38
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    Ero stato facile profeta, ma d'altronde era facile esserlo.

    Alla manifestazione degli studenti di Piazza Navona è arrivato un camion carico di squadristi con i loro manganelli tricolori ed in breve è stato il caos; inutile la rabbia di studenti e delle prof, perchè quelli picchiavano indisturbati e gli agenti guardavano divertiti, anzi proteggendoli pure.

    Tutto appariva tranquillo, comitive di turisti e negozi aperti poi improvvisamente il fuggi fuggi generale, che davanti al Senato è partita la prima carica degli squadristi protetti dalla polizia che li ha fatti passare col loro camion di manganelli tricolori.
    Menano all'impazzata e da professionisti, ben organizzati e da gruppi paramilitari attaccano ad ondate. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

    Sono una settantina ed urlano "Duce, duce" e "La scuola è bonificata".
    L'ennesimo liceale viene colpito alla testa e quando cade gli tirano calci.
    "Basta, basta!" urlano le professoresse e corrono alla polizia, ed arrivate dal funzionario capo vengono sbeffeggiate e derise.
    "Non potete stare fermi! Fate il vostro mestiere, fermate i violenti".
    Ed il funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra".
    "Ma come di sinistra!? Ma non vede cha hanno le svastiche?

    Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi violenti di sinistra.

    La prof. è Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata:
    "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
    Alle undici esce dal Senato Francesco Cossiga.
    "È contento, eh?" gli grida un anziano professore.

    Verso mezzogiorno una ventina di squadristi rimane isolata per via degli scontri e per riunirsi ai camerati attraversa con i manganelli in mano il cordone di polizia, senza che nessuno dica loro nulla.
    Dal gruppo dei funzionari parte anzi un segnale:
    "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti! Si va in piazza a proteggere i nostri?"
    E così sarà difatti poco dopo.

    Più tardi, sento uno studente insanguinato che s'aggira teso cercando suo fratello più piccolo.
    "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
    La vedo moolto grigia ragazzi.
    Ultima modifica di fabysnet; 30-10-08 alle 08:36
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  39. #39
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    Al di la che sono da condannare tutte le violenze di qualsiasi colore.

    Caro fabysnet è giusto sottolineare per precisione che ieri sera Matrix ha fatto vedere immagini ben diverse da quanto da te riportato.

    Ha fatto vedere la marcia verso piazza navona di centinaia di rappresentanti dei centri sociali (prima non presenti alla manifestazione) ben preparati alla guerriglia (caschi ecc.) andare incontro a certo minori quanto a numero ragazzi di destra.
    Ha ben fatto vedere gente ferma ricevere inizialmente un lancio di bottiglie ecc. Ha fatto vedere "studenti" di 40-50 anni incitare contro i ragazzi di destra inusualmente presenti con loro a manifestare.

    Poi il pandemonio.

    Quindi una ricostruzione, testimoniata da immagini, diversa.

    Questo per precisione da citazione giornalistica di ieri.



    Quello che invece mi ha fatto davvero spavento è una cosa diversa.


    Le medesime immagini hanno fatto vedere le forze dell'ordine, con anche persone di responsabilità (giacca cravatta e walkie talkie), bloccare sulla via d'accesso alla piazza il corteo dei predetti trecento dei centri sociali. Essi erano già con caschi e oggetti contundenti..... non lì dunque per pettinar le bambole.

    NON si capisce proprio come poi, ad un tratto, le forze dell'ordine si siano magicamente spostate, lasciando arrivare loro in piazza, e dunque portare alle facili conseguenze viste in TV.

    NON si capisce come, visto che erano presenti in piazza, non si siano immediatamente frapposti ai ragazzi.... ed erano già in tenuta antisommossa.


    Ieri sempre a matrix qualcuno ha detto "si voleva il morto"!

    Fortissssssima espressione.... ma davvero siamo così lontani dalla verità ?!?!?!?


    Questo mi fa più impressione, rispetto ad una ricostruzione dei fatti dove ognuno mette del suo, secondo il proprio colore, o rispetto alla mera rissa di ieri.


    Questo mi fa riflettere tristemente che forse Andrez ha ragione citando in questo post di strategie diverse e più subdole.


    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 30-10-08 alle 09:54

  40. #40
    Esperto L'avatar di Andrez
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    Questo mi fa riflettere tristemente
    Le tue tristi riflessioni sono benvenute e ...condivise.

    Pur da presupposti così diversi è da sempre gradevole e costruttivo il confronto con te e proprio in questi giorni mi chiedevo come fosse possibile tanta certezza e convinzione di fronte a situazione palesemente inaccettabili.

    Saluto con vero piacere dunque questa tua esigenza di riflessione.

    Da tanto tempo in questo forum si dibatte di legalità, indicandola come presupposto ad ogni azione o intervento politico e ritenendola non di destra o di sinistra, ma da ambedue le parti offesa e calpestata.
    Auspico che questa condivisa necessità di riflessione ci consenta di sviluppare argomenti anche delicati con una rinnovata ed obiettiva dialettica.


    Nello specifico dell'intervento del Governo sull'istruzione potrei tentare di individuare due aspetti sui quali cercare di approfondire:

    1. la situazione di clientelismo e spreco non più sopportabile
    2. l'intervento del Governo che punta ad altro, strumentalizzando problemi reali.

    Negli anni di governo delle sinistre gli aspetti clientelari e gli sprechi (presenti da sempre) hanno raggiunto livelli inaccettabili e questo, vista l'ottima analisi precedente della situazione economica mondiale, non è più sopportabile dalla nostra debole economia.
    (Ma questo vale naturalmente per quasi tutti i settori, non certo solo per l'istruzione.)
    Chi gode di privilegi, chi gestisce cattedre per corsi di laurea sulle varie "affezioni canina verso gli umani in primavera" con 3-4 iscritti, chi ha delapidato i bilanci di intere università (i nostri Cosmano e Nimue sono a Siena e conoscono nel dettaglio e da fonti diverse quella situazione), i tanti insomma che sperperano i nostri soldi in nulla o personali interessi, ... è certo che ora si strappino le vesta urlando contro il Governo fascista che taglia la cultura, abbruttisce i rapporti e bla bla.
    Questo non è di sinistra, ma semplicemente illegale. (ed è una delle tante tristi riflessioni di una persona di sinistra)
    Andava fermato da tempo o meglio, non lasciato creare.


    Non par vero a questo Governo di ritrovarsi in mano questa inaccettabile e pesante realtà che gli riconosce di fatto il dovere di intervenire con immediatezza.
    E lo fa nel peggiore dei modi, imponendo senza dialogo nè confronto un duro attacco all'istruzione di massa in sé, preparandosi a sostenere gli strumenti privatistici che suoi uomini già detengono, ed ignorando (anzi aumentando) altre forme di spreco, parassitismo e clientela.

    E poi il ricorrere sistematico a questa vecchia abitudine del manganello, del pestare a sangue ragazzini fingendo e travestendosi, infiltrando ed ingannando.

    E' davvero triste.





    .
    Ultima modifica di Andrez; 30-10-08 alle 11:01

  41. #41
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    Penso e ripeto che agli sprechi non si risponde con i tagli.
    Se si vogliono combattere gli sprechi si va a controllare dove vanno a finire i soldi.. non si taglia. L'Italia con o senza sprechi spende sull'istruzione e sulla ricerca molto meno rispetto agli altri stati industrializzati e con questa legge spenderà ancora meno.

    Siccome servono soldi tutto si taglia tranne i loro stipendi belli grossi, le loro pensioni (mio padre ha dovuto faticare 37 anni per prendere la pensione, loro in due anni) e tuti gli sprechi e privilegi che hanno.
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  42. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Atomix Visualizza Messaggio
    L'Italia con o senza sprechi spende sull'istruzione e sulla ricerca molto meno rispetto agli altri stati industrializzati e con questa legge spenderà ancora meno.
    Non concordo.

    Un paese, caso vuole la prima economia europea, spende meno di noi.

    Vedere la ricerca universitaria qui a pagina 17.

    Evidentemente se con minor spesa si riesce ad essere la prima economia... abbiamo amplissimi spazi di manovra in Italia per rendere efficiente la nostra scuola.

    Efficiente e non solo efficace.

    Paolo


    Paolo

  43. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Un paese, caso vuole la prima economia europea, spende meno di noi.
    Vorrei vedere uno schema invece dei finanziamenti specifici che vengono fatti alla ricerca nel mondo compresa l'Italia.
    Nel decreto non si parla minimanente su quali sono le cose da eliminare (tipo i famigerati baroni) per abbattere gli sprechi. Questa è solo un barzelletta del governo. Si parla solo di tagli e non di interventi su come abbatterli questi sprechi. Quelli che si mangiano i soldi continueranno sempre a mangiarseli.
    Che poi secondo me più che contestare la riforma Gelmini bisogna protestare contro il punto della finanziaria 2009 dove parla del piano di tagli alle università il quale fondo verrà ridotto di 63,5 milioni di euro nel 2009, 190 milioni nel 2010, 316 milioni nel 2011, 417 milioni nel 2012, 455 milioni nel 2013.
    Bisognerebbe contestare Tremonti.. non la Gelmini.
    Ultima modifica di Atomix; 31-10-08 alle 01:19
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  44. #44
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    Ah poi volevo dire che la Germania spende circa 65 miliardi di dollari (pari al 2,5% del Pil) è - tra i grandi paesi europei - quello che investe di più in ricerca. Ed è quello che più di ogni altro, in Europa, investe in ricerca di base.

    L'Italia spende di più nella ricerca scientifica? Mi pare di no.
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  45. #45
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Va bene, allora mettiamola così:

    visto che le risorse pubbliche sono scarse, e questo è un dato di fatto, vorrei capire dove le andiamo a prendere per immutare le spese per istruzione:

    - tagliamo le pensioni ?
    - tagliamo la spesa sanitaria ?
    - aumentiamo le tasse con il pil in recessione ?
    - ...

    oppure crediamo alla favola che se riduciamo i compensi e accessori di 915 parlamentari avremo le risorse per evitare i tagli alla spesa pubblica ?!

    Oppure ricerchiamo l'efficienza della spesa ?

    A mio giudizio oggi si cerchi l'efficienza con tagli e riorganizzazioni, magari odiate.... quando poi, si spera, verranno i frutti positivi... allora basterà l'efficacia e si sciambolerà in rivoli e sprechi (se proprio si vorrà).


    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 31-10-08 alle 08:45

  46. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    oppure crediamo alla favola che se riduciamo i compensi e accessori di 915 parlamentari avremo le risorse per evitare i tagli alla spesa pubblica ?!
    Se da una parte deve essere riformata e controllata meglio la spesa pubblica in tutti i campi, bisogna riformare e controllare anche la spesa della macchina politica. Innanzi tutto eliminando le provincie le quali sono ormai diventate un ente inutile, tagliare i finanziamenti ai partiti che sono anche belli sostanziosi. Questo per fare due esempi.
    Io sono daccordo che bisogna sistemare la spesa pubblica (non solo con i tagli ma con regole specifiche che non vedo da nessuna parte) ma non è giusto che parlamentari, deputatati regionali e provinciali non mettono mai le mani nei loro portafogli. Nei nostri invece sempre.
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  47. #47
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    oppure crediamo alla favola che se riduciamo i compensi e accessori di 915 parlamentari avremo le risorse per evitare i tagli alla spesa pubblica ?!
    Mmh ... qui dissento.
    Ne abbiamo già parlato e c'è pure un topic con qualche dato; eliminando una Camera, dimezzando i Deputati rimanenti ed i loro salari, portaborse ed indennizzi vari, cancellando le Province ed alcune manciate di Enti e organismi inutili non avremmo tutte le risorse per evitare i tagli, ma una buona parte si.

    E si darebbe senza dubbio un segnale di svolta ed un esempio al Paese, al quale diverrebbe più ragionevole chiedere i necessari sacrifici.


    Edit:
    sorry, ... postato contemporaneamente ad Atomix
    Ultima modifica di Andrez; 31-10-08 alle 10:34

  48. #48
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    Sul segnale di svolta senza dubbio... in ogni caso io non mi riferivo ad esempio alle province... questo per me fa parte di una più ampia revisione della macchina pubblica e dunque non posso che concordare.

    Io invece mantengo la mia idea che sarei disposto a pagare il doppio i miei parlamentari e a dar loro doppi benefici se mi garantissero una vita scevra di problemi e serena e dunque amministrassero bene l'Italia verso il benessere.
    Proprio non mi interesserebbe neppure se il loro stipendio fosse, come dicono molti, immorale.

    Paolo

  49. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Io invece mantengo la mia idea che sarei disposto a pagare il doppio i miei parlamentari e a dar loro doppi benefici se mi garantissero una vita scevra di problemi e serena e dunque amministrassero bene l'Italia verso il benessere.
    Il problema è che l'Italia e da molti anni che non viene amministrata bene. I nostri parlamentari sono i più strapagati ma non mi risulta che l'Italia sia in condizioni migliori rispetto agli altri Stati Europei.
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  50. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da keynes87 Visualizza Messaggio
    Troppo personale è stato assunto all'interno delle università e delle scuole. Non licenziamo nessuno, ma non assumiamo quasi nessuno nei prossimi 5 anni.
    Alternative non ce ne sono.

    Sembra che il Decreto che tra l'altro prevedeva il blocco delle assunzioni dell'Università (con il licenziamento/NON riassunzione di migliaia di precari che vi lavorano da anni) sia stato bloccato e la Gelmini e Keynes87 non possano più buttare fuori quei precari, per ora.

    Le iniziative dell'Onda, il suo sacrificio nelle piazze a far da bersaglio agli squadristi inviati dagli amici di Cossiga, ha scosso l'opinione pubblica, ha portato i cittadini a leggere i decreti e cercare i trukki ed i giochetti di parole insiti nei decreti e come in questo forum, si è visto saltar fuori le magagne, dove per esempio si spergiurava di non licenziare nessuno intendendo però di "non riassumere" le migliaia di precari che già da febbraio perderanno il lavoro.

    Questa indignazione diffusa ha portato via in un sol colpo un buon 20% di quel consenso che Berlusconi vantava su tutti gli schermi, imponendogli lo stop al decreto, "almeno sino a quando non si chetano le acque".
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