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Vecchio 13-06-09, 16:24   #16 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di max0005
 
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@cherryblossom: Non ho detto che emozioni vadano eliminate, ho detto che vanno, almeno entro un certo limite, controllate. Tutta la nostra società si basa sul concetto: "non ci sono solo io, esistono anche gli altri e hanno i miei stessi diritti e i miei stessi doveri". Se noi ci affidassimi ciecamente all'istinto e alle emozioni prenderebbe il sopravvento l'egosimo dettato dall'istinto di sopravvivenza e faremmo qualsiasi cosa per sopravviere al meglio noi stessi, o al limite per aiutare qualche caro. L'unico modo per evitarlo, è riuscire a controllarci. Del resto, la nostra differenza principale dalla maggior parte degli animali è la consapevolezza di noi stessi e la capacità di ragionare oltre le proprie necessità.

@fabysnet:
Quote:
-"Dio padre onnipotente, creatore e signore del cielo e della terra di tutte le cose visibili ed invisibili ...Egli è tutto ed è in ogni luogo ... Egli è sempre stato e sempre sarà."-
Non posso che ssere d'accordo con te. E' difficcile immaginarci Dio così come ce lo descrive la Chiesa Cristiana Cattolica (ma anche in generale la Chiesa Cristiana) per molti motivi che non starò a elencare. Quando il cristianesimo cominciò a propagarsi, ma anche nei tempi successivi, la maggioranza della popolazione era "semplice", ovvero non aveva ne le conoscenze, ne il tempo per stare a ragionare sull'esistenza e sul concetto di Dio. Il metodo migliore per spiegare la religione alle persone era portarla su un piano che loro riuscissero a capire, che sicuramente non era una tesi filosofica, ma piuttosto paragonarlo alla realtà di tutti i giorni. "Dio come uomo" - "l'uomo creato dall'argilla e Dio gli diede il soffio vitale" - "Il paradiso terrestre come giardino della gioia" etc etc. Credo che alla fine il "succo" di tutto il discorso fosse di evitare le guerre, le sofferenze (a se stessi e non causarle agli altri), volerci bene, co-operare (concetti con i quali io concordo pienamente!). Credo (e questa è una mia interpretazione personale) che nei secoli successivi la chiesa si sia affezzionata al potere e non abbia più voluto lasciare andare ciò che aveva guadagnato, ovvero devozione assoluta da una grande parte della popolazione. Non c'è altra spiegazione altrimenti perchè abbiano accuato una marea di scienzati di eresia, bruciato motlissimi libri e messo a tacere molti liberi pensatori. Credo che i testi sacri non vadano presi alla lettera, ma piuttosto interpretati. Alla fine, la parola di Dio è stata sulle righe di "Vogliatevi bene." Alla fine credo che non cambi se uno creda in un Dio "cattolico", "Buddista", "Ebreo" o qualsiasi altra religione, ma cosa dimostra con gli atti. "Meglio un'ateo che aiuta i bambini malati in Africa che uno suicida che uccide 20 persone nel nome del suo dio."

@marlomb:

Quote:
La religione, (ed anche la filosofia in parte), ha sempre avuto come oggetto di studio la risposta a due domande:
  • quale è l'origine dell'uomo?
  • quale è il fine ultimo dell'uomo?
Non sono pienamente d'accordo con te. Mentre la religione ha dato molto velocemente una risposta (seppure non molto esauriente) alla prima domanda, non ha mai risposto alla seconda, ne si è mai impegnata molto per farlo evadendo sempre con risposte tipo "La volontà di Dio non è per noi da comprendere." Ultimamente mi sembra che la questione "scienza vs religione" si possa descrivere come "La scienza si sforza di accendere la luce laddove la religione esita a mantenerla spenta."

@Zeitgeist_gt:

Quote:
Di noi rimarrà solo il ricordo, per chi ci ha conosciuto, di quello che abbiamo fatto e siamo stati in vita, e nulla più.
Un detto dice "L'unico modo per vivere in eterno è scrivere, e sperare che i propri scritti vengano letti il più a lungo possibile." Alla fine è vero, noi veniamo ricordati solo per quello che abbiamo fatto nella vita... ma solo perchè nessuno sa quello che succede dopo! Quindi bisogna dare il meglio di se mentre siamo ancora in vita

Quote:
A questo punto chi dobbiamo ringraziare per la nostra fortuna e chi devono maledire gli abitanti del Burundi per la loro sfortuna?
Seconda la scienza... la sorte in entrambi i casi. La sorte per averci fatto nascere qui e la sorte per aver fatto nascere gli abitanti del Burundi nel Burundi. Ma visto che la sorte è solo un concetto matematico astratto, nessuno. Le cose sono adnate così ma non è colpa di nessuno.

Seconda la religione... è colpa/merito di Dio. Ma visto che (sempre secondo la religione) dio è infinitamente buono sicurametne avrà avuto le sue ragioni per farci nascere e vivere dove siamo nati e vissuti. Quindi neanche lui è da incolpare.

Alla fine, non abbiamo nessuno da incolpare. Se adesso ti senti un "vuoto" nello stomaco e una profonda sensazione di "incompiuto" è perfettametne naturale. Quando l'essere umano è in difficoltà e non sa come uscirne cerca qualcuno a cui dare la colpa. Qui la colpa non possiamo darla a nessuno.
max0005 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 15-06-09, 13:12   #17 (permalink)
Moderatore
 
L'avatar di marlomb
 
Data di registrazione: Jun 2009
Ubicazione: Roma
Messaggi: 355
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Max0005 tu e gli altri mi date parecchi spunti interessanti.

Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
@fabysnet:

Alla fine credo che non cambi se uno creda in un Dio "cattolico", "Buddista", "Ebreo" o qualsiasi altra religione, ma cosa dimostra con gli atti. "Meglio un'ateo che aiuta i bambini malati in Africa che uno suicida che uccide 20 persone nel nome del suo dio."
Per molte religioni attuali, ma non tutte la guerra santa è deprecabile, ma non c'è dubbio che è meglio un ateo che fa del bene, (questo dovrebbe essere il concetto di volontà di Dio), che un credente (fariseo) che fa del male!

Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
@marlomb:

Non sono pienamente d'accordo con te. Mentre la religione ha dato molto velocemente una risposta (seppure non molto esauriente) alla prima domanda, non ha mai risposto alla seconda, ne si è mai impegnata molto per farlo evadendo sempre con risposte tipo "La volontà di Dio non è per noi da comprendere." Ultimamente mi sembra che la questione "scienza vs religione" si possa descrivere come "La scienza si sforza di accendere la luce laddove la religione esita a mantenerla spenta."
Per quello che ho letto nel Vangelo, (il Nuovo Testamento è certamente più attualizzato del Vecchio Testamento), la volontà di Dio è spiegata in due comandamenti: amerai il tuo Dio al di sopra di ogni cosa, ama il tuo prossimo come te stesso, un progetto comprensibile ed attuabile volendo, il fine ultimo come ti dicevo è indicato nella ricongiunzione a Dio per l'eternità come figli di Dio (dimenticavo secondo me cattolico).

La scienza per me non si interessa della religione , ma progredisce nella conoscenza guidata dai bisogni umani.

La religione invece ha un altro passo, cammina ad una velocità molto inferiore alla scienza, per esempio solo 50 anni fa abortire non era materia d'interesse della chiesa cattolica, 30 anni fa la medesima ha detto che se lo si faceva entro 3 mesi in taluni casi era ammissibile, adesso già dal concepimento si parla di essere umano e come tale insopprimibile.

Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
@Zeitgeist_gt:

Un detto dice "L'unico modo per vivere in eterno è scrivere, e sperare che i propri scritti vengano letti il più a lungo possibile." Alla fine è vero, noi veniamo ricordati solo per quello che abbiamo fatto nella vita... ma solo perchè nessuno sa quello che succede dopo! Quindi bisogna dare il meglio di se mentre siamo ancora in vita
Il problema dell'eternità assilla credenti e non credenti, la maggior parte di noi lo risolve tramite i figli, altri dotati di più ingegno riescono a realizzare opere più o meno durature.
Fin dall'antichità, basta citare i vari eroi dell'Iliade che preferivano la morte in battaglia ad una morte naturale od in tempi più recenti dall'Illuminismo in poi è sempre stata preferibile una morte per giusta causa, che si ricordi, rispetto alla tediosa normalità.

Ma oggi qualcuno ci pensa ancora, è vero esiste molta gente che anela al successo nel Grande Fratello o nel Capitalismo Economico, ecc., ma queste non sono opere durature sono fenomeni al più generazionali ad uso e consumo nell'arco della vita di una persona.
Mi chiedo ci sono persone che pensano a qualcosa oltre la propria vita e quindi riescono a concepire il fine della sofferenza e della morte? Ad immaginare la propria presenza nel futuro?

Quote:
max0005 Visualizza il messaggio
Seconda la scienza... la sorte in entrambi i casi. La sorte per averci fatto nascere qui e la sorte per aver fatto nascere gli abitanti del Burundi nel Burundi. Ma visto che la sorte è solo un concetto matematico astratto, nessuno. Le cose sono adnate così ma non è colpa di nessuno.
Sicuramente un qualsiasi uomo che non abbia modo di soddisfare i bisogni primari (mangiare, bere, ...) sarà preoccupato, ma dire che non c'è nessuna colpa di altri uomini e scaricarlo sulla sorte, scusatemi ma mi sembra qualunquismo:
  • gli studi di molti antropologi hanno dimostrato che culture differenti in luoghi e tempi diversi hanno creato sistemi ecologici in cui i bisogni primari erano sempre contemplati (un boscimano aveva tutte le capacità per sopravvivere e godersi la sua vita tecnologicamente arretrata, non c'è dubbio che il progresso guidato dagl'interessi degli australiani colonizzatori gli ha creato nuovi bisogni e nuova povertà)
  • quando i bisogni primari non vengono soddisfatti dipende da due motivi:
  • 1) l'uomo potente che si appropria delle risorse altrui (pensate che per molte culture precedenti i greci antichi non esisteva il concetto di proprietà privata)
  • 2) un disastro naturale (che oggi stiamo sperimentando è spesso causato dall'uomo).

Naturalmente intanto godiamoci la vita, oggi c'è il Sole.

Ultima modifica di Leonov : 15-06-09 14:08. Motivo: Per favore, evitare di scrivere tutto in grassetto; separare le citazioni (quote) dal proprio pensiero. ;-)
marlomb non in linea   Rispondi citando
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