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Forum vs Social: andiamo nel futuro ripercorrendo il passato

Ultimo Messaggio di dr.spot86 il:
  1. #1
    User L'avatar di dr.spot86
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    Forum vs Social: andiamo nel futuro ripercorrendo il passato

    Ciao Giorgio, onorato del tuo benvenuto e che abbia apprezzato l'intervento in quella preziosa discussione.

    Sono felice di poter contribuire e sono d'accordo sulla differenza tra forum VS social o "blog/archivio articoli" VS social. (Impazzisco quando vedo chi scrive articoli ben argomentati e dettagliati, a volte corposi e lunghissimi (paginate!) lasciati in pasto a Facebook, ad esempio, persi nel nulla per sempre [chi diamine si mette a leggere 30 pagine, sui social?!]...).

    Pensa che noi abbiamo abolito anche l'interazione tramite Messenger, WhatsApp e Telegram (quest'ultimo è un mezzo prezioso, ma anch'esso percepito come "Instant Messaging"), perché - in parallelo a "forum VS social" - quando si parla di interazioni abbiamo notato che più il mezzo è asincrono, più le persone prestano attenzione, leggono e rispondono con cura (e con la dovuta punteggiatura... ).

    Stiamo andando nel futuro ripercorrendo il passato, riscoprendo ciò che vale rispetto a ciò che è "comodo".

  2. #2
    L'avatar di Giorgiotave
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    Citazione Originariamente Scritto da dr.spot86 Visualizza Messaggio

    Pensa che noi abbiamo abolito anche l'interazione tramite Messenger, WhatsApp e Telegram (quest'ultimo è un mezzo prezioso, ma anch'esso percepito come "Instant Messaging"), perché - in parallelo a "forum VS social" - quando si parla di interazioni abbiamo notato che più il mezzo è asincrono, più le persone prestano attenzione, leggono e rispondono con cura (e con la dovuta punteggiatura... ).
    Con il passaggio email-lettera questo è più evidente, quindi è importante sapere che un po' ci siamo tolti il tempo del pensiero.

    Lo scrivevo qualche giorno fa:
    Il problema quindi è proprio lì. Nel non saper gestire questa cosa. Nell'alimentare la velocità dell'azione. Ma cosa è che veramente ci viene meno quando abbiamo meno tempo? O meglio, a cosa serve quel tempo? Quel tempo a noi serve per far diventare quella che potrebbe essere una reazione in una risposta. La reazione è automatica, la risposta è quella che invece fai in libertà. Forse la mancanza di tempo provoca una mancanza di libertà.

    Citazione Originariamente Scritto da dr.spot86 Visualizza Messaggio
    Stiamo andando nel futuro ripercorrendo il passato, riscoprendo ciò che vale rispetto a ciò che è "comodo".
    Eh sì, la filosofia che si insegue anche qui.
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  3. #3
    User L'avatar di dr.spot86
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    Citazione Originariamente Scritto da Giorgiotave Visualizza Messaggio

    Lo scrivevo qualche giorno fa:
    Il problema quindi è proprio lì. Nel non saper gestire questa cosa. Nell'alimentare la velocità dell'azione. Ma cosa è che veramente ci viene meno quando abbiamo meno tempo? O meglio, a cosa serve quel tempo? Quel tempo a noi serve per far diventare quella che potrebbe essere una reazione in una risposta. La reazione è automatica, la risposta è quella che invece fai in libertà. Forse la mancanza di tempo provoca una mancanza di libertà.

    Ma che splendido pensiero!

    Con questo entriamo, in sostanza, nel Cognitivismo e di come il Cervello funziona. Non a caso - e non parlo assolutamente di "complottismo" - ci sono teorie che indicano che i media odierni (eh, i social!) stanno spegnendo la nostra parte pensante.

    Ed in effetti... Le risposte sono date "di pancia" (neurologicamente: sistema limbico) senza arrivare "più in alto", essere consapevolizzate e filtrate (neurologicamente: "di corteccia"). La via delle risposte di pancia è perigliosa: ci si sente quasi in dovere di dire per forza qualcosa e, per di più, di dirlo subito. Il pericolo è che ci si convince di qualcosa che si è detto anche se non è stato ben valutato.
    (Siamo animali che con difficoltà ammettono di aver detto qualcosa che in realtà non pensavano; è più facile che troviamo giustificazioni razionali anche se non veritiere).

    --

    Ora ti dico una cosa per cui mi bannerai
    Personalmente: ho silenziato tutte le notifiche, non ho pagine seguite su Facebook, non ho RSS, non ho iscrizioni alle newsletter e... Non ho l'iscrizione al tuo canale YouTube né la campanella attivata.

    Come faccio ad educarmi/informarmi? Dedico del tempo appositamente a queste cose. Seguo 2-3 pagine Facebook in totale, se voglio informarmi su qualcosa, faccio una ricerca estesa su documentazioni "di livello" (e.g. database scientifici, guide ufficiali, etc. + libri tecnici). E, in merito al tuo canale, nella mia App Todoist ho un task di questo tipo:

    "Giorgio Taverniti Video Check [ogni 1° e 3° Martedì del mese]"

    Perché - ok, io forse sono estremo - per me non esiste educarmi/formarmi mentre "faccio altro"; ad esempio, non trovo molto utile ascoltare gli audiolibri "mentre si fa altro" (credo che i contenuti audio siano buoni per news & appunti veloci, non per "insegnare qualcosa").

    Ora sai che almeno uno dei tuoi seguaci è completamente assorbito nei tuoi video quando li vede (e, sì, confermo quel che già ti hanno fatto notare: "Importante" e "Interessante" sono due parole che usi con una frequenza altissima ).

    PS: io ho continuato su questa discussione "Di presentazione" (non so se è sbagliato), anche se sta prendendo una piega ben diversa e molto istruttiva.

  4. #4
    L'avatar di Giorgiotave
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    Vedi, c'è anche una spiegazione più orientata al funzionamento cognitivo

    Per quanto riguarda usufruire dei contenuti anche per me non vale l'ascoltare un libro mentre faccio altro, infatti proprio non li ascolto. Ho provato, ma è troppo diverso. Preferisco la lettura, con calma, con i tuoi tempi. Quasi come se fosse un rito.

    Ho splittato la discussione da qui come mi hai suggerito, vediamo
    Ultima modifica di Giorgiotave; 01-08-19 alle 09:45
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  5. #5
    Moderatore L'avatar di Sermatica
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    Ciao
    e poi c'è chi si ascolta tutti i Webinar del WMF mentre lavora.
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  6. #6
    User L'avatar di dr.spot86
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    Grazie, Giorgio, per lo split della discussione.

    Citazione Originariamente Scritto da Sermatica Visualizza Messaggio
    Ciao
    e poi c'è chi si ascolta tutti i Webinar del WMF mentre lavora.
    Be', le eccezioni ci sono sempre.
    Ci sarebbe poi da dividere tra i diversi "modi" con cui una persona apprende. Ad esempio, io sono una capra nell'apprendimento verbale: se mi si parla (a voce), mi distraggo tempo 20 secondi, cerco solo di tenere traccia dei punti salienti, o devo avere di fronte una persona che sa davvero comunicare (eccezion fatta per argomenti di cui ho realmente molto interesse).

    Tutta la mia formazione ed il mio lavoro, infatti, si basano per lo più su lettura/scrittura. Odio i vocali e limito le chiamate.

    In questo comunque rientra di nuovo il discorso social vs forum: nei social le persone sono COSTRETTE ad assorbire (se pure assorbono) informazioni nel modo in cui il social vuole; nel forum, c'è maggiore libertà, e l'approfondimento può avvenire in modalità differenti. Ovvio che nel forum "si scriva", ma chi è interessato all'argomento può andarsi a spulciare altre cose. Nel forum, invece, è difficile che uno vada ad approfondire prendendo spunto da un contenuto e iniziando a ramificarlo per conto suo.

    In sintesi:
    - Social -> Apprendimento costretto (il che porta quasi sempre a "non apprendimento")
    - Forum (o comunque piattaforme in cui non è tutto volatile) -> Mix di apprendimento guidato + autosomministrato (connubio perfetto per crescere realmente, a mio avviso)

  7. #7
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    Concordo con chi pensa che i social sembrano fatti apposta per applicare certe strategie di neuromarketing. Secondo Frogg, lo psicologo che ha studiato Facebook, i social fanno leva sulla semplificazione dei compiti quotidiani. Insomma, fornire qualcosa di rapido, facile, adatto per risposte veloci e istintive. Vedi il post, ti immedesimi, aderisci, metti il like e condividi. Con premesse del genere, la superficialità è assicurata come anche la viralizzazione e il contagio emotivo, oltre a una certa banalizzazione dei contenuti e il rischio di manipolazioni su larga scala.

  8. #8
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    Frogg è un personaggio interessante, riuscì a fare soldi e a insegnare a fare soldi facendo app sul primo Facebook applicando i principi di una scienza scoperta da lui, la Captologia. In Italia non è molto conosciuto. Per un approfondimento, desidero segnalare il mio articolo La Tecnologia della persuasione di Frogg (link: https://www.neurowebcopywriting.com/...gg-e-facebook/)
    Ultima modifica di marcolarosa; 19-09-19 alle 12:16

  9. #9
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    Ciao Marco,
    si chiama Fogg no?

    Di solito non lasciamo inserire link a proprie risorse, tranne che non siano approfondimenti veri. Questo lo è e può restare
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  10. #10
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    grazie mille, mi fa piacere essere riuscito a dare un contributo effettivo

  11. #11
    User L'avatar di dr.spot86
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    Inserisco qui questa considerazione scaturita dopo aver visto il video di Giorgio su Forum VS Social (con le 15 cose imparate nei 15 anni su questa community). È in parte la mia esperienza personale ma, facendo un'analisi "in giro" sui social, mi sembra un pattern del tutto comune.


    Riguarda l'aggiunta di un'altra (brutta) caratterista ai social che li rendono meno “social”.


    Proprio per l’ambiente tendenzialmente più veloce e superficiale, e per come sono costruiti (algoritmi & co.), i social favoriscono fortemente il cosiddetto “bias di conferma”.


    Cioè vado a pescare sempre più informazioni che confermano le ipotesi che io ho in testa, e poche di quelle che le confutano.


    In parte per questo, in parte perché è nostra Natura, siamo poco disposti ad accettare i punti di vista altrui. Se viene pubblicato qualcosa con cui non siamo d’accordo, diventiamo incazzosi e replichiamo “Che stronz***e”.


    Non finisce qui. Vivo la cosa ogni giorno tramite la realtà che gestisco, che opera in un panorama sempre più pieno di fantocci.


    Proprio come sottolinea spesso Giorgio per il mondo Digital e la SEO, cioè che se si ha buonsenso e intelligenza non serve ricorrere alle “tecnicucce”, noi nel nostro (benessere, fitness, nutrizione) portiamo grosso modo lo stesso messaggio: una volta compresi 3-4 punti fondanti, con buonsenso e testa non servono le tecnicucce.


    Chi però di quelle tecnicucce vive, e chi segue quello che quelle tecnicucce gliel’ha vendute... Lascio immaginare il putiferio quando noi con un approccio “coi piedi per terra” facciamo capire il basso valore di quelle tecnicucce.


    Ecco però che - dati alla mano -


    ⁃ Di quelli non d’accordo, alcuni commentano con sproloqui, disinibendo gli altri ovini ad avere reazioni simili.
    ⁃ Di quelli d’accordo, pochissimi si espongono (forse perché scatta la “paura di perdere la faccia”); l’altra parte si complimenta in privato o lascia una semplice reazione.


    In men che non si dica, qualsiasi spunto che rompa lo status quo (non per partito preso ma per rigor di Scienza), finisce per essere l’ennesimo strumento di esaltazione dell’ego di cretinetti fuori giri che scrivono la prima cosa che viene loro in testa per far vedere ai loro compagni di recinto quanto sono stati ganzi.


    Nessuno che si fermi e dica “Uhm, non condivido. Però vorrei saperne di più del punto di vista. Ne parliamo?”
    (Cosa che invece succede nei forum o comunque negli ambienti più adibiti al pensiero ed a soffermarsi sulle cose.)


    Mi chiedevo se questa è una cosa che noto solo "nel mio" (settore/realtà per cui opero) oppure è realmente un pattern comune e che riscontrate anche voi.



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