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YouTube a pagamento?

Ultimo Messaggio di Anna Covone il:
  1. #1
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    YouTube a pagamento?

    Non si parla di tutti i canali ma soltanto di un esperimento su alcuni canali selezionati fra quelli che rendono maggiori profitti al famoso sito di video sharing. Ci saranno quindi dei canali a pagamento ai quali bisognerà "abbonarsi" per vederne i contenuti. Comunque la notizia provoca abbastanza shock... Riporto alcune informazioni e considerazioni dall'articolo in merito pubblicato da Reelseo:

    According to Ad Age, the first paid channels will cost between $1 and $5 a month, charging for things like content libraries, live events, and pay-per-view. In a world where people expect online video to be free and the content to get better and better, this is a move that will likely be controversial.
    Eh già... una mossa controversa, un affronto a coloro che - malgrado la pubblicità - considerano YouTube la propria free tv. Ok l'advertising ma pagare per vedere alcuni canali sembra un pò stile Canone Rai

    Comunque io non trovo nessuna indicazione ufficiale da parte di YouTube: pare che l'articolo dal quale sia partita la notizia sia questo.

    Non si sa ancora se e quali canali saranno resi a pagamento ma si pensa che tra di loro ci saranno quelli che vantano grandissimi pubblici della stazza di Machinima, Maker Studios and Fullscreen - o almeno così riporta l'articolo.

    Elenco alcune altre informazioni/domande estrapolate dai due articoli:

    - si prevede che la "paid subscriptions" sarà annunciata ad Aprile
    - verranno creati nuovi canali a pagamento oppure saranno utilizzati quelli già esistenti?
    - ci sarà pubblicità su questi canali?

    Io sono molto perplessa... anche se i video gratuiti continueranno ad essere la parte più corposa della piattaforma, mi viene difficile accettare che ci saranno dei canali di YouTube "LOCKED"!! Ai quali non puoi avere accesso!

    Allora mi chiedo: ma la pubblicità non è sufficiente a coprire i costi per la realizzazione dei video di questi canali? Ecco come rispondono a Google:

    "We have long maintained that different content requires different types of payment models. The important thing is that, regardless of the model, our creators succeed on the platform. There are a lot of our content creators that think they would benefit from subscriptions, so we're looking at that. FONTE"
    Quindi l'intenzione è quella di creare dei vantaggi per i partner di successo. Staremo a vedere...

    Voi cosa ne pensate? Paghereste per abbonarvi ad un canale di YouTube?

    E poi... siamo di fronte alla nascita del network TV più grande del mondo?
    Ultima modifica di Anna Covone; 30-01-13 alle 13:37 Motivo: Correzione refusi

  2. #2
    User L'avatar di AngeloMarolla
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    Ciao Anna,

    mi fa piacere che lo spunto che ti ho dato questa mattina ti sia stato utile... Io pagherei se togliessero le pubblicità ad inizio video. Forse preferirei un pagamento annuale più che un qualcosa di mensile.

    Buona giornata!
    W ciao man

  3. #3
    Moderatrice User L'avatar di Beatrice 83
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    No, non pagherei.

    Io credo fermamente nella libera condivisione, se mi fai pagare un video musicale accendo la tv sui canali di musica o cerco un'alternativa.
    Idem per i canali generali: se pago, lo faccio per qualcosa che merita davvero e dubito che la gran parte dei video su Youtube possano avere determinate qualità.

  4. #4
    User L'avatar di Jecks
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    D'accordo con Beatrice, finora youtube e gli youtubers sono stati l'emblema della libera espressione. Trovo stupido il fatto di dover pagare anche youtube per vedere qualcosa. Ci sono già millemila tv a pagamento, siti dedicati, ecc... e secondo me la forza di youtube è stata proprio quella di avere tutto e libero.
    Non credo che questa trovata sia per coprire i costi di gestione, penso invece che le solite menti imprenditoriali abbiano visto terreno fertile per trasformare una parte del sito in una pay-per-view.
    Sono molto scettico sul risultato, visto che in rete è facile trovare qualsiasi cosa tramite "vie traverse".

  5. #5
    User L'avatar di Athena
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    Se i contenuti sono di alta qualità, why not? La gente paga per abbonarsi a Sky e, a quanto mi risulta, il colosso gode di ottima salute. Anche per Google potrebbe essere giunto il momento di monetizzare i contenuti di maggior seguito e interesse.

    A fronte di un prezzo equo, ritengo sia giusto che la qualità sia remunerata. Fare reportage, infotainment o anche solo video destinati all'entertainment di livello professionale richiede ingenti risorse finanziarie oltre a competenze altamente specializzate.

    Immagino che saranno i canali "ufficiali" tradizionali a diventare a pagamento, anche perché difficilmente un privato o un piccolo network potranno avere la credibilità per esigere un tributo che esuli dall'advertising sui video. Insomma, una sorta di ibrido fra i modelli di business della TV via etere, satellite e cavo.

  6. #6
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    Athena dovresti fare l'avvocato, bellissima arringa (ma come comunicatrice sei ancora più fantastica!)

    Ci sono delle novità sulla questione. Innanzitutto sembra che sia stato fissato un costo mensile che va da 1 a 6 dollari.

    This means that you don’t even have to keep pumping out new videos to bring in a healthy monthly income. The low cost will hopefully encourage viewers to pay for content they once were able to view for free. Fonte.
    Quindi questa nuova formula permetterà di concentrarsi meno sulla promozione (anche se poi si dovrà promuovere l'abbonamento ) e di più sulla realizzazione del video; inoltre YouTube conta sul fatto che il costo esiguo del servizio basterà a non scoraggiare il pubblico.

    Quindi la domanda è: convincere il pubblico di internet a pagare per un video è stato finora impossibile, potrà YouTube, grazie alla sua grandissima popolarità, cambiare le cose?

    In parte ha già risposto Athena quando parla di qualità e scrive:

    Citazione Originariamente Scritto da Athena Visualizza Messaggio
    A fronte di un prezzo equo, ritengo sia giusto che la qualità sia remunerata.
    Comunque non credo ci saranno repentini cambiamenti ma tutto conferma l'evoluzione di YouTube verso un nuovo modello che, come scrive Athena, risulterà

    Citazione Originariamente Scritto da Athena Visualizza Messaggio
    una sorta di ibrido fra i modelli di business della TV via etere, satellite e cavo.
    Anche il nuovo layout, sia dei canali, sia quello generale, riflette questa direzione.

    Hihihi, Angelo...

    Citazione Originariamente Scritto da AngeloMarolla Visualizza Messaggio
    Io pagherei se togliessero le pubblicità ad inizio video.
    Questa cosa l'ho desiderata anche io ma dubito che ci faranno mai questa "grazia"...

    Citazione Originariamente Scritto da Beatrice 83 Visualizza Messaggio
    se mi fai pagare un video musicale accendo la tv sui canali di musica o cerco un'alternativa.
    Mi fa paura YouTube perché con questa mossa non solo entra nel business delle tv private ma, in maniera implicita l'atteggiamento è: "non ho paura dell'alternativa, non ho competitor". Evidentemente non teme nemmeno la rivalità con Vimeo ed è talmente sicuro della fidelizzazione del proprio pubblico rispetto ai contenuti che andrà a rendere a pagamento. Staremo a vedere .

    Citazione Originariamente Scritto da Jecks Visualizza Messaggio
    finora youtube e gli youtubers sono stati l'emblema della libera espressione.
    Non voglio difendere YouTube, non mi interessa: dietro c'è Google e solo e soltanto questioni di profitto, questo lo credo bene. Siamo noi utenti che insieme doniamo un volto umano a YouTube tramite le nostre creazioni che distribuiamo gratuitamente con sacrifici, passione e soprattutto con tanta voglia di condivisione. Gli youtubers, nonostante i canali a pagamento, continueranno ad avere un posto dove caricare e promuovere i propri contenuti perciò continueranno a potersi esprimere liberamente, o almeno questo è il mio fortissimo augurio per il futuro di YouTube: un mix fra gratuito e a pagamento dove puoi trovare dal canale della National Geographic a quello della coppia di videoamatori che ha un canale sul quale pubblica video dei propri viaggi intorno al mondo.

    Sono proprio curiosa di seguire l'evoluzione di questo big del video: se pensiamo alla pervasività del media televisione nella nostra società, è facile intuire le potenzialità di espansione di YouTube nei prossimi anni.

    Chissà...

  7. #7
    User L'avatar di SimoCuba
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    bella discussione, in parte mi riguarda e in merito rispondo:

    Citazione Originariamente Scritto da Athena
    Fare reportage, infotainment o anche solo video destinati all'entertainment di livello professionale
    Su questo sono d'accordo, è giusto perché a livello professionale per quel che ne riguarda il lavoro tecnico ed esecutivo c'è un grande lavoro di pre/post produzione dietro, perciò è giusto abbonarsi a questi canali tematici.

    Mentre sono contrario al fattore di pagare per abbonarmi ad un canale di musica, legato ad un artista musicale proveniente da una casa discografica, perché la casa discografica ovvero la major in questione, investe e paga tutto all'artista in tutti i campi, produzione studio, dischi, vendita, distribuzione, video e tanto altro, compresa la cura dei contenuti e della SERP a carico di web agency, guadagnando anche da youtube e dalle varie campagne ads legate alla casa discografica; insomma ragazzi soldi a palate in certi casi, perché qui si parla anche di marketing, e ricordo che qui in italia la maggior parte della musica sceglie appositamente determinati personaggi da cui poi ne crea un marketing ben definito con tanto di rientri. Ricordo inoltre che la famosa Universal non tanto tempo fà, ha preso una denuncia da parte di Youtube, perché aveva tutta una catena di gentaccia che a pagamento gonfiava i click dei suoi artisti italiani ed esteri.

    Perciò se youtube vuole fare guadagni da colosso su tutto, ricordando sempre che youtube è di google, devono giocare molto bene le carte, perché se no si finisce per essere come in una tv pubblica e non ci stà bene questa cosa. Speriamo prendano decisioni non solo pensando al fattore monetario, abbiamo già un mondo materiale sporco, anche internet non è molto pulito, ma perlomeno per certi aspetti è meglio di quello fisico.
    Ultima modifica di SimoCuba; 12-02-13 alle 12:10
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  8. #8
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    Onestamente, se voglio approfondimento e video professionali (e magari pago anche 5 euro al mese, più o meno) nel mio settore l'investimento lo faccio. In cambio non voglio nulla: non voglio gli Adsense, l'ultima Giulietta e voglio, invece, la possibilità di scaricare il video perché ho pagato per vederlo. Non credo che Google alzerà i prezzi più di tanto, quindi il gioco vale la candela.

  9. #9
    User L'avatar di SimoCuba
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    @Cantodinverno, concordo, paghi per scaricare ci stà, niente di nuovo rispetto a ciò che è applicato su altri contesti, ma per la musica sarebbe un macello una cosa del genere, per comprare musica ci sono gli store, questioni di licenze molto complicate a livello di distribuzione, potrebbe funzionare allo stesso modo della tua logica se le case discografiche stipulassero dei contratti legali anche su youtube, ma youtube non è "ancora" una piattaforma per vendere, per ora, poi vedremmo, magari si espanderà e oltre a pagare ondemand video di qualunque tipo, potrai comprare anche musica, ma non il video di un artista
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  10. #10
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    Ciao a tutti,

    Sinceramente non avevo ancora pensato alla tipologia di canali da monetizzare. Per adesso mi ero soffermata sugli Original Channel (canali che producono contenuto esclusivamente per YouTube e che quindi non viene distribuito su altre piattaforme, in America alcuni sono finanziati da YouTube stesso: approfondimento qui) e credo che saranno questi a sperimentare la forma di pagamento prima di tutti gli altri.

    Trovo lo spunto di SimoCuba sulla questione musica, molto interessante.

    Citazione Originariamente Scritto da SimoCuba Visualizza Messaggio
    sono contrario al fattore di pagare per abbonarmi ad un canale di musica, legato ad un artista musicale proveniente da una casa discografica, perché la casa discografica ovvero la major in questione, investe e paga tutto all'artista in tutti i campi, produzione studio, dischi, vendita, distribuzione, video e tanto altro...
    Se pensiamo poi a tutta la distribuzione che viene fatta dei video musicali nella rete, non solo su YouTube, effettivamente potrebbe risultare ingiustificato far pagare questo genere di canali . Sicuramente ci saranno anche qui delle eccezioni... chissà, vedremo: intanto a questo link si può vedere qual'è la tipologia di contenuto offerto dagli original channels musicali di YouTube. Più che altro sono programmi sulla musica anche se comunque sono presenti anche etichette...

    Ma canali che producono contenuti per YouTube, contenuti originali destinati proprio a YouTube, come quelli di cui parlava Cantodinverno, si riferiscono ad una nicchia e si impegnano a produrre contenuti professionali per quella nicchia su YouTube.

    Citazione Originariamente Scritto da Cantodinverno Visualizza Messaggio
    se voglio approfondimento e video professionali (e magari pago anche 5 euro al mese, più o meno) nel mio settore l'investimento lo faccio.
    In questo caso stiamo infatti parlando di video di uno specifico settore professionale che hanno lo scopo di informare e formare e quindi richiedono un certo impegno nella realizzazione e non sono finanziati da nessuno se non dal singolo o società che li produce. Insomma si creerebbe una sorta di scuola online fatta attraverso i video e per la quale paghi l'abbonamento.

    Mi sembrano tutte direzioni molto interessanti

    A.
    Ultima modifica di Anna Covone; 12-02-13 alle 15:32

  11. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna Covone
    In questo caso stiamo infatti parlando di video di uno specifico settore professionale che hanno lo scopo di informare e formare e quindi richiedono un certo impegno nella realizzazione e non sono finanziati da nessuno se non dal singolo o società che li produce. Insomma si creerebbe una sorta di scuola online fatta attraverso i video e per la quale paghi l'abbonamento.
    Esattamente! Per il resto grazie per i link.

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  12. #12
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    Si, infatti. Per quanto riguarda le canzoni, io penso che le case discografiche si devono svegliare un pochino: l'effetto di YouTube sulla vendita dei dischi è innegabile. Se mettessero le canzoni (VEVO) a pagamento, nessuno ascolterebbe più le canzoni: molte persone non saprebbero neanche l'esistenza di una canzone. Possono davvero rischiare così tanto mettendo il contenuto a pagamento?

  13. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da cantodinverno
    Se mettessero le canzoni (VEVO) a pagamento, nessuno ascolterebbe più le canzoni: molte persone non saprebbero neanche l'esistenza di una canzone. Possono davvero rischiare così tanto mettendo il contenuto a pagamento?


    La musica ha già il suo sistema di distribuzione molto funzionale, sopratutto per gli indipendenti, non ha senso "strizzare" gli utenti ad acquistare su Vevo per ascoltare, perché diversamente questo tipo di idea porta a svantaggiare nel tempo la grande piattaforma "piena si di milioni su milioni di utenti", ma ricordiamoci che internet è un evoluzione che migliora e si rinnova nel tempo con esperti che studiano e con idee innovative e tanta passione, non sia mai che trovino modi migliori, vantaggiosi per loro e migliori per l'utente, vedi recente Sportify vs Itunes. I colossi esistono, ma non dimentichiamoci una cosa, internet ha le sue regole, un suo mercato e per certi versi deve avere delle zone libere di base, come la consultazione dei contenuti e l'ascolto della musica anche all'interno di un video, togliere questo diritto di libertà significa portare il web a ciò che è in parte la vita normale. Tutto si crea, tutto ora fà business in positivo o negativo, ma ricordiamoci sempre che gli utenti siamo noi, e senza di noi, qualunque servizio non avrebbe senso e crescita.

    Ad oggi il contenuto musicale su Youtube e altre piattaforme, lo si ascolta/visualizza, se ritengo opportuno comprare il brano, mi ritrovo un riquadro apposito all'acquisto subito sotto il video alla destra della descrizione, questo grazie al controllo dei contenuti da parte della piattaforma che comunica con tutti i distributori sul web, e risale tramite un analisi dello spettro sonoro e altri algoritmi al titolo, autore e al suo intero album, riportando i link degli store dove risulta presente, permettendo così con un click di andare ad acquistare il nostro brano.
    Quindi tutto ben studiato, anche se dovrebbero renderlo più performante su certi aspetti, ma per ora è più che funzionale.
    Ovviamente parlo di rilasci ufficiali e depositati, perché per quanto riguarda youtube, richiede, qual'ora (esempio) nel tuo video amatoriale ci fosse una musica protetta da copyright, l' intervento di concessione dei diritti da parte di terzi, in questo modo si attiva il riquadro di acquisto di cui parlavo sopra.
    Se l'utente nega la conferma del diritto di utilizzo di brani musicali da parte di terzi "nel suo video amatoriale", il video viene come ben sapete rimosso per violazione di copyright, ed è giusto sia così, perché il brano non è suo e sopratutto non supporta ne incentiva la diffusione della musica ne da modo agli utenti che visualizzano quel video di risalire o acquistare quel determinato brano. Ho voluto descrivere questa situazione perché vincola la diffusione e la vendita della musica, sopratutto da parte di acquirenti che sono impostati per avere tutto a porta di click e acquisire la risorsa sul momento in maniera immediata.

    Altri rientri sono da parte dei Disk Jokey "professionisti" e quelli che si avvicinano alla professione, se vogliono "selezionare" e diffondere musica all'interno di un locale, sono obbligati ad acquistare questi brani, e questo và in vantaggio giustamente a tutta la produzione e alle case o etichette discografiche, comprese quelle indipendenti.
    Ed è giusto sia così. Non puoi essere retribuito in questo caso, e dichiararti un professionista, a prescindere dalla tua super preparazione tecnica in consolle, se hai usato musica scaricata da internet. Produrre richiede tempo e molte risorse, ed acquistare la musica è il minimo.

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  14. #14
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    Forse non sono stata chiara io. Non dico che la musica non va acquistata. Dico che chi si trova su YouTube lo fa soprattutto per vedere un video (oppure un clip di una canzone), come metodo di diffusione che invita all'acquisto su iTunes. Se io devo pagare per vedere il video con la canzone, il video non è più una call to action per comprare su iTunes, ma diventa un canale di distribuzione al pari di iTunes. Spero di aver chiarito un po' la mia idea.

  15. #15
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    Ciao Simo,

    questo dell'identificazione dei contenuti è un tema che sta a cuore anche a me molto: diciamo che è quello che fa la differenza tra YouTube e le altre piattaforme e permette a YouTube di essere appetibile e competitiva in maniera del tutto originale!

    Citazione Originariamente Scritto da SimoCuba Visualizza Messaggio
    controllo dei contenuti da parte della piattaforma che comunica con tutti i distributori sul web
    L'argomento è molto vasto e ne abbiamo cominciato a parlare in questa discussione, se magari ti va di aggiungere qualcosa ci trovi anche lì .

    Mentre per quanto riguarda Itunes ed i link sotto al video abbiamo provato a raccogliere qualche informazione qui .

    Tornando alla questione canali a pagamento si, canali a pagamento no, ho trovato nella rete una testimonianza interessante sul sito di reelseo.com.
    L'utente JeffBach ci dice la sua opinione da youtuber, che noi possiamo più o meno condividere. Ma che dobbiamo valutare andando oltre la "parte musicale" del discorso, perché anche se ascoltare musica è uno degli usi che viene maggiormente fatto di YouTube, ce ne sono tantissimi altri: YouTube viene utilizzato dalle persone per informarsi, per imparare, per divertirsi, per comunicare in tantissimi modi e ambiti diversi. Per non dimenticare chi sta utilizzando YouTube per il proprio marketing e perché no, anche la vendita diretta .

    [Resta comunque il fatto che quello musicale è uno dei temi che interessa di più... aspetteremo per vedere come YouTube si comporterà in questo senso. Intanto Google e VEVO sono in trattativa ]

    JeffBach è uno di quegli utenti che produce contenuti originali appositamente per YouTube e ci dice qualcosa che provo sommariamente a tradurre ma che potete trovare per intero qui, nei commenti.

    Come produttore di contenuti penso che l'annuncio di YouTube non va tanto contro gli spettatori quanto invece vuole evidenziare il fatto che è impossibile che una produzione video sopravviva soltanto con il supporto del modello basato sulla pubblicità. I creativi di YouTube devono essere in grado di avere delle somme che permettano loro di continuare la produzione video con regolarità. Questo nuovo modello a pagamento offre questa possibilità.
    Inoltre Jeff ci dice che l'attuale modello basato sulla pubblicità funziona... ma funziona solo per lo 0.0003% dei creativi. Quindi Jeff vede questa nuova direzione di YouTube come una possibilità per coloro che attualmente non sono ancora riusciti a fare di YouTube un business - e non un limite.

    In questa infografica realizzata da Fanbridge ci sono alcuni dati utili per avere una visione di quelle che sono oggi le possibilità di business per uno youtuber. La ricerca, che è frutto di un'indagine condotta su 20 youtuber molto attivi su YouTube, rileva come solo il 20% di loro sono riusciti a fare di YouTube una vera e propria professione. Quindi mi chiedo se effettivamente ci sia bisogno di "offrire un aiuto" in questo senso oppure no. Se i soldi che paghiamo per l'abbonamento vanno al canale e non a YouTube forse è il caso, per le produzioni che meritano, valutare questa possibilità oppure no?

    Sempre escludendo il discorso musica che è assai più complesso .

    Cosa ne pensate?


    A.

  16. #16
    User L'avatar di Jecks
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    Sotto questa ottica è diverso, non ci avevo pensato, ma ci sono le eccezioni.... Se la mia iscrizione va, interamente o in gran parte, allo youtuber per sviluppare le risorse o per poter fare video professionali, o alla piccola etichetta discografica che mi fa vedere e sentire le novità (di qualità) allora mi va bene, se invece devo pagare per iscrivermi al canale della universal music, della MGM, o altre majors, possono anche aspettare in eterno che i miei soldi non li avranno mai

  17. #17
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    Concordo con te Jecks. Per concludere tutto il discorso, ogni caso ha un suo modo di impiego, non ho mai sperato di fare guadagni da youtube, youtube per me ha un altro compito, ovvero quello di avere una vetrina differente di ascoltatori. Per il resto la musica a livello professionale si può monetizzare in svariati modi, cosa che già faccio extra da 6 anni, dipende dalle conoscenze e dagli studi fatti dalla persona.
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  18. #18
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    Ciao ragazzi,

    su Dailydot mi è capitato sott'occhio un articolo sull'argomento scritto da Jason Schmid, scrittore e regista americano.

    Nell'articolo viene fortemente contestata a YouTube la capacità di possedere canali e programmi in grado di competere con la TV a pagamento: tutt'al più gli si riconosce il fatto di aver raggiunto, con partner della fama di Machinima e company, almeno gli standard della TV free.
    Dopodiché l'autore crede che YouTube abbia fatto male i conti nel pensare che il proprio target sia disposto a pagare per i video online. Divertente la descrizione dell'utente tipo di YouTube:

    An older YouTube consumer is someone who grew up on Napster. For a younger one, who probably started stealing music after Napster shut down in 2001, the idea of paying for online content is just an absurd story old people like to scare them with.
    La riflessione dell'autore verte poi sulla capacità di YouTube di competere/sostituire la televisione: ma la televisione ha una lunga storia di trasmissione free in cambio di pubblicità...

    We tolerated the ads in return for the half hour comedies, the cop shows, the endless hours of housewives of wherever. That was the deal and it largely still is. It’s part of the very soul of television.
    E come diceva Jecks qualche settimana fa:

    Citazione Originariamente Scritto da Jecks Visualizza Messaggio
    Sono molto scettico sul risultato, visto che in rete è facile trovare qualsiasi cosa tramite "vie traverse".
    Anche l'autore mette in dubbio il fatto che YouTube riuscirà a mantenere privati i contenuti a pagamento:

    Remember, the fact is, any video on YouTube can be ripped, downloaded, and re-uploaded to a subscription-free channel faster than you can say “Hey, whatever happened to SOPA?
    Qui l'articolo completo.

    Insomma rispetto a questo annuncio di YouTube si trovano in rete pareri diversissimi e tutti fanno "supposizioni" perché in realtà qualcosa di certo ancora non c'è ed è pressapoco impossibile fare delle stime su cosa accadrà a meno che non si abbia la sfera di cristallo.
    Non è la prima volta che Google/YouTube "impongono" dei cambiamenti radicali al nostro modo di vivere i loro servizi... ma è anche vero che con YouTube noi ne abbiamo già digerite tante nel giro di un solo anno: account solo gmail, stravolgimento grafico della piattaforma, views eliminate, algoritmo di ricerca modificato e la lista potrebbe continuare.

    Sicuramente il pubblico è stanco; allo stesso tempo però è e resterà attratto da YouTube (almeno ancora per un pò...).

    La cosa impressionante è appunto il cambiamento del modello che colossi come Google possono determinare. Insomma se non è più scontato che i video di YouTube siano gratuiti è come se cambiasse un paradigma: una rivoluzione.

    Ripeto però che dubito che questa cosa toccherà noi o i settecentomila canali di Willwoosh: stiamo sempre parlando di grandissimi produttori di contenuti, non del singolo youtuber .

    Quindi senza crearci inutili allarmismi sul fatto che "dovremo pagare" è bello riflettere sulla "rivoluzione" che l'idea porta con sè, così tanto per fare due chiacchiere e meditare su come tutto cambi... voi cosa ne pensate?

    Ciao,
    A.

  19. #19
    User L'avatar di SimoCuba
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    Avevo già anticipato tutto questo cambiamento qualche anno fà, internet riflette su "imprenditori che pensano solo a fare sempre più €/$" e pensare solo a fare tanti soldi porta prima o poi ad un crollo, se ti vuoi riempire velocemente le tasche, sempre di più, sempre di più, prima o poi crolli... solo chi sarà umile e di idee chiare saprà come stare sul web e campare cent'anni con l'essenziale e l'indispensabile fatto bene. Sapete che vi dico, la rete odierna per certi versi è lo specchio dell'inquinamento odierno nella vita reale.. per vivere e stare bene tutti quanti, basterebbe stare con i piedi per terra e non essere troppo ingordi. Quando la semplicità funziona bene, bisogna lasciarla andare.
    "Life and passion for Music and Art's" http://bit.ly/1z3cRUh

  20. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da SimoCuba Visualizza Messaggio
    Quando la semplicità funziona bene, bisogna lasciarla andare.
    Sarebbe un'illusione troppo bella pensare che su Internet le cose possano essere radicalmente differenti da come lo sono fuori. Questo perché troppo spesso consideriamo Internet e la vita reale come due dimensioni separate ma non è così.

    Comunque staremo a vedere.
    Per fortuna, miti o non miti del web, la curiosità mi resta sempre e fortissima... quindi, nonostante tutto: Let's web!!

    Ciao Simo,

    A.

  21. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna Covone Visualizza Messaggio
    Sarebbe un'illusione troppo bella pensare che su Internet le cose possano essere radicalmente differenti da come lo sono fuori.
    Hai dannatamente ragione...
    "Life and passion for Music and Art's" http://bit.ly/1z3cRUh

  22. #22
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    Ciao a tutti,

    riprendendo il mio ultimo post, riflettevo su come YouTube potrebbe passare da piattaforma che ha portato all'affermazione nel web dell'idea di uno streaming gratuito di contenuti video, a primo network a distribuire contenuti a pagamento su tutti i device: desktop, mobile, smartphone, playstation e TV!

    Parlando di pochi e selezionati canali sembrerebbe che non ci siano reali cambiamenti ma la prospettiva adottata da quest'articolo pubblicato su Online Video Insider va oltre...

    Innanzitutto se questi canali avranno successo potranno potenzialmente generare molti più profitti con gli abbonamenti che con le pubblicità.
    In secondo luogo, questo potrebbe essere solo il via e portare il modello a pagamento come norma per l'online video. Secondo voi c'è davvero questo pericolo?
    Non lo so, io non credo si possa generalizzare e considerare tutti i contenuti allo stesso modo.

    Nell'articolo però si parla di contenuti specifici come sport, concerti e grandi show; la domanda è: se YouTube offrirà questi contenuti a basso prezzo online, ci saranno ancora motivi per abbonarsi a TV private tipo Sky, etc...?

    Why pay a monthly fee on top of the pay-per-view price, when the same video is available online for a lower rate, and available for viewing anywhere?
    Ultima modifica di Anna Covone; 24-02-13 alle 10:25

  23. #23
    User L'avatar di Jecks
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    sanremo
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    Concorrenza magari le pay-per-view abbasserebbero i prezzi per essere concorrenziali.

  24. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Jecks Visualizza Messaggio
    magari le pay-per-view abbasserebbero i prezzi per essere concorrenziali.
    Esatto! Magari... o chissà .

  25. #25
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    Da un tweet sono arrivata a quest'articolo che parla di come nell'aggiornamento della app di YouTube sia presente un codice che conferma l'arrivo dei canali a pagamento.


    Come sono curiosa !!!
    Ultima modifica di Anna Covone; 25-02-13 alle 12:33 Motivo: Messo link ad articolo in italiano

  26. #26
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    Il famoso giorno è arrivato...
    e la rete non sta tremando. Sono solo 50 canali, per adesso il pericolo è scampato e la sopravvivenza è garantita!

    Ma ricostruiamo bene il quadro...

    Dopo una settimana in cui giornali e blog vociferavano sull'imminente arrivo dei "paid channels" ecco che YouTube irrompe nella scena con un bel comunicato pubblicato ieri sul blog ufficiale.

    Già il titolo la dice lunga: completamente diverso dai titoli utilizzati dai media, YouTube parte subito con l'evidenziare non il carattere "a pagamento" del nuovo servizio, bensì il fatto che questa novità rappresenta "una nuova forma di supportare i canali di YouTube che producono contenuti di valore".

    Quindi si vuole evidenziare come questa nuova iniziativa non è stata pensata per ingrassare i profitti di YouTube ma per permettere ai partner che producono contenuti professionali esclusivamente per YouTube di riuscire ad avere delle entrare regolari che permettano loro di essere competitivi.
    Credo infatti che una delle motivazioni principali che ha portato all'adozione di questo nuovo sistema sia stata proprio la necessità per YouTube di garantirsi una posizione competitiva nei confronti di importanti networks americani a pagamento come Netflix e Hulu.

    Il nuovo servizio di YouTube, fa notare il Financial Times, sarà in diretta concorrenza con Netflix, il servizio di streaming che ha più di 30 milioni di iscritti, e con Hulu, di proprietà della Disney, che la settimana scorsa ha superato i 4 milioni di iscritti.Fonte.
    Inoltre si aggiungono le previsioni di eMarketer sul video advertising online che stimano una crescita della raccolta pubblicitaria dai 2,93 miliardi del 2012 ai 4,14 miliardi nell'anno corrente.

    La raccolta pubblicitaria di YouTube è cresciuta, ma rimane una piccola parte del budget raccolto dalle reti televisive. Fonte.
    Un modo dunque per competere con i networks televisivi, sia online che offline. Avere abbonati significa avere un pubblico fisso del quale gli inserzionisti andranno ghiottissimi!! In questo articolo di Reelseo si evidenzia infatti come YouTube pur essendo tra i giganti della pubblicità video online, in America abbia dei validi competitor che incassano delle belle fette del mercato del video online. Non c'è nulla di sbagliato, anzi sembra piuttosto naturale ma sappiamo che "Google vuole tutto" o almeno "sempre di più"...

  27. #27
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    Ecco come viene indicato un canale a pagamento:



    Ed ecco come lo visualizziamo noi in Italia, non essendo questa formula ancora accessibile per noi .


  28. #28
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    Quali sono i canali a pagamento di YouTube?

    A questo link YouTube offre in maniera ufficiale la lista di tutti i canali che per ora potranno usufruire della formula a pagamento, che comunque renderà disponibile per coloro che sono interessati 2 settimane gratuite di prova .

    Among the test partners are several kids channels including Sesame Street, DHX Junior and Jim Henson Family TV; niche sports players like UFC and SportsSkool Plus; and hard-to-find fare like Digital Theatre (offering the best of British theater). Fonte.
    C'è anche un form che i partner interessati possono compilare per richiedere di aderire al programma a pagamento:
    https://docs.google.com/forms/d/1vOg...4kK-I/viewform

  29. #29
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    Le prezzature sono molto diverse tra loro:






  30. #30
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    Quindi riassumendo:


    • A fronte dell'abbonamento nei video, in molti canali, non ci sarà pubblicità;
    • Se si effettua un abbonamento annuale ci potranno essere degli sconti;
    • Ci sarà una prova gratuita di 14 giorni;
    • Si parte dai 0,99 $ ma si può arrivare anche a 5,99 $!


    Cosa ne pensate?
    Ultima modifica di Anna Covone; 10-05-13 alle 12:06 Motivo: Refusi

  31. #31
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    I canali che invece presenteranno anche la pubblicità saranno segnalati come nell'immagine:



    Scusate, forse sono la sola... ma non trovate orribile la segnalazione del necessario pagamento per iscriversi al canale, con quel verdino dollaro ed il simbolo del dollaro???

    HIHIHI... Terribile YouTube !!

  32. #32
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    Secondo me, la tv vuol rovinare lo spirito libertario del web...ed è davvero una brutta cosa. E tutto per concorrere con Netflix...

  33. #33
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    Anche a questo indirizzo è possibile trovare la lista dei canali pilota, si può notare subito come tutti i canali non siano disponibili per l'Italia.
    Gli argomenti vanno dal fitness ai programmi per bambini...

    Torniamo all'articolo del blog ufficiale. Pare che YouTube abbia risposto ad un'esigenza che partiva proprio dai partner:

    Today, there are more than 1 million channels generating revenue on YouTube, and one of the most frequent requests we hear from these creators behind them is for more flexibility in monetizing and distributing content. We’ve been working on that and wanted to fill you in on what to expect.
    La presenza del form per effettuare la richiesta, conferma quest'altra affermazione presente nell'articolo:

    This is just the beginning. We’ll be rolling paid channels out more broadly in the coming weeks as a self-service feature for qualifying partners.
    Questi alcuni dei commenti all'articolo del blog di YouTube che mi sono piaciuti di più:

    Mike Gasper:
    I think the risk here is going to be with the current YouTube content creators when they make their decision to move their Channel to paid or stay free. If they over value their content they risk loosing subscribers. On the other hand the new flexibility allows YouTube to attract a whole new market of professional content providers. Time will tell all. 
    Michael Ellis:
    I want the market to somehow break the monopoly that cable companies have. I would love to buy programs from Food Network or certain shows from Discovery Channel or History Channel, etc. But I don't want to have to buy 3 sports channels to get my fix of news and cooking and history. 
    La questione è molto complessa, voi cosa ne pensate?

  34. #34
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    Ciao, non so se è il caso di paragonare youtube con sky, ma, per quanto mi riguarda si può e come...
    Sky:
    -Offre tantissimi contenuti
    -C'è tantissima pubblicità (molto ripetitiva e snervante, tanto da farmi cambiare spesso canale e guardare due cose contemporaneamente tra un intervallo e l'altro)
    -Ci sono valanghe di repliche
    -Ti prendono in giro in ogni modo possibile (Un esempio su tutti è il pacchetto Calcio che non comprende la Champions League, per vedere la Champions devi avere il pacchetto Sport. Quindi per vedere il calcio devi avere due pacchetti Calcio+Sport come se la Champions non fosse calcio)
    -E' un salasso vero e proprio al portafogli, ammenochè non si prenda il pacchetto base che comprende poche cose, di media si spendono 40\50 € al mese
    -L'HD di sky necessita di un'abbonamento aggiuntivo e di un nuovo decoder, non comprende tutti i canali e non ci sono i canali +1 +2 etc ed inoltre è buggata da far schifo visto che il segnale è in 1080i e non in 1080p col risultato che le super tv (enormi) di ultima generazione riproducono il segnale come una tv media in 720p.
    -I nuovi abbonati vengono serviti e riveriti con sconti e controsconti mentre i vecchi abbonati (da più di 3 anni) vengono svenati e non possono usifruire delle offerte fatte ai nuovi abbonati ammenochè non disdicano l'attuale abbonamento e ne rifacciano uno da zero, un sistema macchinoso e assurdo più che mai.

    A fronte di quanto sopra è possibile che, in un futuro non troppo lontano, youtube possa fare concorrenza a Sky. Gli basta sistemare qualche grave bug nel sistema di riproduzione video ed aumentare la banda.
    Ad esempio se ci fosse un canale AMC a pagamento dove vedere tutta la serie The Walking Dead (anche solo in inglese) ed un canale dedicato alla Serie A non esiterei a disdire Sky e pagare Youtube.
    Non voglio sminuire Sky sia chiaro, è solo una mia opinione.

  35. #35
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    Ciao Anna!
    E' come sempre un piacere leggere le tue descrizioni puntuali e dettagliate

    Questo rappresenta un ulteriore (grosso) passo per l'audiovisivo online, anticipato peraltro da Vimeo che aveva lanciato proprio qualche settimana fa il suo Vimeo on Demand.

    E' chiaro ormai che per YouTube non si tratta più (o non si tratta solo) di guadagnare denaro quanto di attrarre più pubblico possibile, e non più con la semplice iscrizione al canale ma con un vero e proprio abbonamento che consente agli utenti di fruire di uno standard qualitativo probabilmente migliore e più competitivo come giustamente dicevi nel tuo post; allo stesso tempo permette ai produttori di avere un quadro ben più chiaro e attendibile del pubblico che segue i loro canali, e questa mi sembra una enorme risorsa per poter incontrare meglio i gusti dei nuovi web-spettatori

    La cosa che mi lascia un po' di amarezza è la solita esclusione dell'Italia dalla fruizione di questi nuovi canali: lasciamo stare la questione linguistica, è proprio il fatto che il nostro Paese sia escluso dal Partner program a dirla lunga sulla scarsa volontà di investire tempo e denaro su nuove piattaforme e su nuovi linguaggi.

    Dopo il Partner Program per gli utenti, gli Original Channels e le edizioni del NextUp per nuove generazioni dell'audiovisivo arrivano anche i canali a pagamento, ma l'Italia continua a rimanere in disparte... parliamo di un mercato che da un anno all'altro ha raddoppiato gli investimenti e il trend è destinato a crescere esponenzialmente di anno in anno!

    Un'indagine Nielsen di marzo parla di Zero-TV home (non posso linkarti l'articolo ma lo trovi su Next-tv.it)per indicare i comportamenti del pubblico americano nei confronti della TV via cavo e satellitare in contrapposizione alla fruizione di contenuti multipiattaforma su più dispositivi, la metà che usa dispositivi mobili per accedere all'online video lo fa attraverso servizi in abbonamento, ciò mi fa pensare che non sarà poi così difficile per gli americani abituarsi ai paid channels (tra l'altro parliamo di 0.99 $ al mese, che in confronto alla spesa per il satellitare è quasi insignificante).

    Se non l'hai già trovato da sola ti consiglio la lettura dell'articolo Pay to play: Can YouTube succeed with its paid channel subscriptions? letto su paidcontent.org, che fa una panoramica abbastanza interessante sull'argomento!

  36. #36
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    Ciao Sblog,
    il tuo confronto con Sky mi è stato molto utile; mi è piaciuto tanto il modo in cui hai saputo presentare gli eventuali vantaggi di un abbonamento con YouTube rispetto al nostro Sky.

    Ciao Auro,
    grazie mille per la segnalazione del preziosi articolo!!

    Mi piace molto la conclusione:

    In a way, if YouTube can succeed with its subscriptions seems almost to be the wrong question to ask. It’s more about who can succeed with subscriptions on YouTube – and I suspect that we are going to see many failures and quite a few success stories.
    Ci risentiamo dopo per altre riflessioni e novità,
    che bello rivederti qui,

    Ciao,
    A.

  37. #37
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    Ciao a tutti,
    scusatemi per l'assenza dalla discussione ma nel frattempo ho steso un articolo sul blog del forum che tenta di rispondere alle domande più frequenti sul nuovo servizio a pagamento di YouTube: Domande e risposte sul servizio a pagamento di YouTube (FAQ).

    Le domande sono le seguenti:

    1) YouTube a pagamento significa la morte di YouTube gratuito?
    2) Quali e quanti sono i canali selezionati per il programma a pagamento?
    3) Quali saranno i costi del servizio?
    4) I canali a pagamento avranno la pubblicità?
    5) Come avviene l’iscrizione?
    6) Come verrà effettuato il pagamento?
    7) Su quali dispositivi sarà possibile visualizzare i canali in abbonamento?
    8) Tutti i partner di YouTube potranno rendere il loro canale a pagamento?
    9) In quali paesi sono disponibili gli abbonamenti?
    10) Quanto guadagnerà YouTube e quanto il partner?
    11) È la prima volta che youtube pensa a forme a pagamento?
    12) Come è nata l’esigenza degli abbonamenti?
    13) Ci sono altri servizi che offrono video a pagamento online?
    14) Quali sono i rischi?

    Grazie ad Auro per la segnalazione di Vimeo on demand, notizia che mi ero persa .

    In quanto invece al paragone con Sky ho evidenziato il fatto che il servizio di YouTube è innovativo in quanto ci permette di abbonarci ad un singolo programma e non come avviene per le Pay TV ad un intero pacchetto che molto spesso include anche contenuti che non ci interessano .

    Citazione Originariamente Scritto da Auro Visualizza Messaggio
    La cosa che mi lascia un po' di amarezza è la solita esclusione dell'Italia dalla fruizione di questi nuovi canali: lasciamo stare la questione linguistica, è proprio il fatto che il nostro Paese sia escluso dal Partner program a dirla lunga sulla scarsa volontà di investire tempo e denaro su nuove piattaforme e su nuovi linguaggi.
    Credo comunque che se il servizio funzionerò piano piano tenteranno di estenderlo anche fuori dall'America. Ad esempio attualmente è possibile abbonarsi ad alcuni canali anche in Canada ed Inghilterra. Probabilmente la decisione di escludere il resto del mercato è stata presa solamente in via precauzionale per verificare prima se effettivamente questo modello possa avere successo oppure no.

    Citazione Originariamente Scritto da Auro Visualizza Messaggio
    allo stesso tempo permette ai produttori di avere un quadro ben più chiaro e attendibile del pubblico che segue i loro canali, e questa mi sembra una enorme risorsa per poter incontrare meglio i gusti dei nuovi web-spettatori.
    Sono d'accordissimo!

    Ma staremo a vedere nei prossimi mesi come si evolverà la situazione .

    Ciao,
    A.

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