CPC è l’acronimo di Costo Per Clic ed indica, a livello di campagne pubblicitarie di tipo Pay Per Clic, il costo del singolo clic fatto su un annuncio da parte di un utente.

Il termine viene più spesso usato nel contesto pubblicitario di Google Adwords, in cui vengono individuati principalmente 2 tipi di CPC:

  • CPC massimo: è l’importo massimo che un inserzionista è disposto ad offrire, per partecipare all’asta che permette di far comparire il suo annuncio, su cui l’utente compirà l’azione di clic.
  • CPC effettivo: è il costo effettivo che l’inserzionista paga per il clic ricevuto sul suo annuncio.


Perché sono diversi?

Vediamo con un esempio pratico.

Presi due inserzionisti, a parità di qualità, se l’inserzionista A offre come CPC max 0.50 € e l’inserzionista B offre come CPC max 0.60 €, sarà sufficiente un centesimo in più del concorrente per far si che l’annuncio di B comparirà in posizione superiore all’annuncio di A, con un CPC effettivo che sarà quindi di 0.51 €.


All’interno di una campagna marketing si potrebbe evidenziare anche un terzo tipo di CPC:

  • CPC medio: è il valore medio dei CPC effettivi che sono stati pagati sul range di annunci presi in considerazione.


Vediamo con un esempio pratico.

Se ho 3 annunci, che hanno ricevuto 5 clic di 0.10 € e 5 clic di 0.20 €, il CPC medio sarà 0.15 €.


Oltre che per Google Adwords, il concetto di costo per clic può essere utilizzato per qualsiasi azione di advertising che preveda un costo relativo all’azione di clic su un banner piuttosto che su un annuncio testuale.


--Chiarastorti (discussioni) 11:36, 16 set 2013 (CEST)


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