Il numero di Dunbar è il presunto limite cognitivo, indicato in 150, al numero di persone con le quali un qualsiasi soggetto può mantenere e coltivare stabili rapporti sociali.


In un villaggio primordiale come in una community virtuale, il limite di 150 rappresenta la soglia numerica entro la quale è possibile dare spazio e porre in essere rapporti interpersonali e conoscitivi che consentono di conoscere chi è ogni persona e come ogni persona interagisce socialmente ad ogni altra persona della comunità-villaggio.


I fautori della teoria sostengono che superando il numero di 150 unità delle dimensioni di un gruppo-villaggio, diviene indispensabile l'organizzazione di norme più ristrette e leggi, oltre a politiche per l'attuazione di queste norme e regolamenti, al fine di mantenere e garantire una stabile coesione, in quanto superando il numero di 150 si affievoliscono le possibilità della comunità-villaggio di controllare e verificare costantemente e direttamente il singolo individuo, consentendo atteggiamenti furbeschi e negativi, asociali, ingannevoli e disonesti.


Il numero di 150 individui è ovviamente da ritenere indicativo, ma abbastanza vicino alla realtà delle esperienze valutate.
 

Il numero di Dunbar è stato proposto per la prima volta dall'antropologo britannico Robin Dunbar, che ha teorizzato che "questo limite è una funzione diretta relativa alle dimensioni della neocorteccia sociale, e questo a sua volta è il limite della dimensione di un gruppo ... il limite imposto dal processo delle capacità di trasformazione della neocorteccia sociale è semplicemente il numero di persone con le quali una persona può stabilire e mantenere inter-relazioni personali".

Partendo da un individuo e dalla sua famiglia, passando dalla sfera dei suoi parenti diretti ed indiretti (ad esempio del marito) e degli amici e conoscenti, arrivando alle persone che si incontrano più o meno mensilmente, come il bottegaio o il medico, il numero di Dunbar arriva a conprendere la sfera delle conoscenze passate, il numero cioè dei vecchi colleghi di lavoro ed anche dei passati compagni di scuola, individui con i quali il soggetto svilupperebbe di nuovo rapporti di interazione o collaborazione se ne avesse l'occasione.


--Andrez 12:17, Set 26, 2008 (CEST)


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