religione [re-li-giò-ne] s.f.

Insieme di credenze e di manifestazioni che collega la vita dell'uomo ad un qualche essere soprannaturale (a volte più di uno).

"Non è l'idea di Dio, l'idea di una persona sacra che s'incontra in tutti i tipi di religione, bensì l'idea del sacro in generale" (M. Mauss)


Il termine deriva dal latino religio, secondo due tradizioni etimologiche principali:

  • `cogliere, cercare, guardare con attenzione´ se derivato dal verbo legere, e quindi da intendere come cura degli aspetti formali (culto, riti, osservanze);
  • `legare´ se derivato dal verbo ligare, e quindi da intendere legame che unisce gli uomini sotto le stesse leggi e lo stesso culto.


Orientamenti della Religione moderna

Gli studiosi contemporanei delle religioni non sono riusciti a definire universalmente la nozione di "religione", ma concordano sul fatto che essa presenti le seguenti caratteristiche comuni:

  • una credenza che trascenda il mondo materiale verso il soprannaturale; questo può essere un essere superiore, oppure può essere semplicemente un principio soprannaturale;
  • culto, manifestazioni religiose, rituali, ... per colloquiare e conoscere la realtà soprannaturale;
  • una comunità di credenti che operano per eseguire la volontà dell´essere superiore o del principio soprannaturale.


Evoluzione storica della Religione (punto di vista sociologico)

Nella vastità del panorama religioso e spirituale si sono elaborate varie tassonomie dei culti principali. Una possibile classificazione su base storica è data nel seguito.


Nelle società preindustriali abbiamo:

Religioni totemistiche 
Un oggetto, un animale o una pianta, assume l'identità del progenitore della tribù ed è venerato come tale.
Religioni animistiche 
Si basano sull'idea che gli oggetti, gli esseri umani e gli eventi siano governati dagli spiriti. Una variante crede nella presenza delle anime dei morti a cui dedica dei culti particolari.


Nelle società moderne abbiamo:

Religioni universali 
Seguite da un numero massiccio di persone, si distinguono in monoteiste e politeiste a seconda che credano rispettivamente in una o più divinità:
  • monoteistiche (ad esempio Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo): Dio è onnipotente e creatore di tutte le cose. Non è mai messo in discussione e non si possono adorare altri dei altrimenti si cade nell´idolatria.
  • politeistiche (ad esempio Induismo): i fedeli credono in un mondo divino gerarchizzato, con un dio principale - a volte un numero molto ristretto di dei maggiori - che conferma sempre la sua superiorità; gli dei presiedono alle attività della vita umana (amore, guerra, lutto, matrimonio, fertilità, arti e mestieri ecc.); molti atteggiamenti divini sono una trasposizione elevata di comportamenti umani.
Religioni cosmocentriche 
Non venerano una divinità, ma credono in un livello parallelo di tranquillità e armonia a cui è possibile accedere con la contemplazione (l'esempio-principe è il Buddismo).


Interpretazioni sociologiche

La religione, è stata interpretata in vari modi dai sociologi, ponendo l´attenzione di volta in volta su aspetti differenti.


Possiamo dividerla nei cinque filoni seguenti:

  • Un primo filone interpretativo è quello organico-evolutivo: considera la religione uno stadio primitivo dell´evoluzione delle società umane, destinato ad essere sostituito dalla scienza nell´orientamento delle azioni (A. Comte, H. Spencer);
  • Il secondo filone interpretativo è quello marxista, secondo cui la religione è un fenomeno che oscura le menti e impedisce di vedere la luce della ragione (Voltaire); è "sovrastruttura" ideologica, "oppio dei popoli", la cui funzione è di occultare i rapporti di dominio (K. Marx);
  • Il terzo filone interpretativo è quello funzionalista, secondo cui la religione è un´istituzione universale, in cui i membri di una società rappresentano il vincolo che li unisce: la società stessa, su un piano trascendente (Durkheim, Parsons).
  • Il quarto filone interpretativo , vede la religione come depositaria di idee capaci di produrre trasformazioni profonde nel sistema sociale, economico e culturale (M. Weber, J. Habermas).
  • Infine un´ultima interpretazione definisce la religione come esperienza del sacro (R. Otto).



Articolo a cura di Marlomb 11:44, Ott 14, 2009 (CEST)


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