In ambito informatico, WISIWYG è l'acronimo dell'espressione What You See Is What You Get, letteralmente Ciò che vedi è ciò che ottieni e si riferisce a tutti quei sistemi, programmi o strutture nelle quali il contenuto visualizzato sullo schermo somiglia molto all'output finale, sia esso un documento, una pagina web, una presentazione con diapositive o un programma.

Il termine è usato in modo particolare in riferimento ai programmi di video-scrittura e a tutto ciò che da questi può considerarsi derivato (presentazioni, tabelle, grafici, diapositive) e si applica ogni volta che la finestra nella quale l'utente immette dati gli consenta di avere un immediato riscontro circa il modo in cui tali dati - testo, figure etc. - saranno poi stampati e/o visualizzati.

Il più significativo vantaggio di questo approccio è la possibilità di produrre una vasta gamma di tipologie di file e di farlo piuttosto agevolmente, senza essere prima costretti ad imparare sintassi, linguaggi di programmazione o complicate sequenze di inizializzazione; lo svantaggio consiste nel fatto che l'utente ha tutto sommato pochi margini di personalizzazione del prodotto finale, che resta incasellato in poche classi predefinite dai produttori (vedi anche "Problemi", più avanti).

Filosofia del WYSIWYG

Nei sistemi o programmi che seguono questo approccio alla gestione dei dati, l'interfaccia utente (di solito piuttosto ricca) permette non solo di immettere elementi, ma anche di modificarne l'aspetto agendo su comandi intuitivi a bottone o simili (ad es. si può generare una parola in corsivo o grassetto senza aver bisogno di invocare particolari righe di comando da applicare alla parola stessa come avviene invece quando si programma usando un linguaggio di MarkUp).

Con riferimento al caso di un documento di testo, tipicamente in un programma di video-scrittura WYSIWYG si ha che:

  • Il testo appare già nel font, nella dimensione e nello stile che sarà passato su carta, compresi eventuali colori, ombreggiature e altri effetti globali.
  • I paragrafi sono visualizzati nel formato che sarà prodotto in fase di stampa, comprese spaziature, interlinea, allineamento dei margini, rientri, sillabazione e tabulazioni.
  • Le enfasi (grassetto, corsivo, sottolineato, maiuscoletto, barrato etc.) sono già presenti e facilmente applicabili mediante selezione.
  • Lo spazio in cui si inseriscono i dati (cioè le frasi, in questo caso) è costruito come un foglio bianco in cui i margini riflettono i reali margini di scrittura della carta impiegata - nel caso di una tabella è già fornita una griglia pre-formattata ma a spaziatura variabile.
  • Immagini ed elementi grafici appaiono posizionati correttamente, isolati o circondati dal testo, con eventuali relative didascalie; stesso discorso per indici, bibliografie, elenchi delle tabelle e delle figure.

Nel caso invece di un file a carattere più spiccatamente "visuale", come una pagina web o una presentazione mediante diapositive, l'aspetto che appare sullo schermo riflette e rispecchia quanto verrà visualizzato in un secondo tempo rispettivamente dal browser o dal proiettore (vale anche per programmi di grafica 3D in cui la manipolazione delle immagini o degli oggetti avviene direttamente, come certi simulatori di molecole chimiche o costruzioni architettoniche).

Cenni storici

L'approdo a programmi fondati sull'approccio WYSIWYG è piuttosto recente se rapportato alla storia generale dell'Informatica: soltanto nel 1974 il programma di editing chiamato Bravo (B. Lampson, per le industrie Xerox) presentò caratteristiche compatibili con la definizione moderna.

Nel 1983-'84 alcuni programmi per i computer Macintosh della Apple introdussero significative novità in questo campo, destinate a migliorare l'interazione tra l'input da parte dell'utente e l'output generato da stampanti e plotter.

La piattaforma Windows di Microsoft ha fatto propria la filosofia WYSIWYG e l'ha applicata praticamente a tutti i suoi programmi, dalla video-scrittura (Word, WordPad e simili) alla gestione di presentazioni o fogli di calcolo (PowerPoint, Excel), trascinando il mercato ed imponendo anche ai concorrenti questa forma di intermediazione tra l'utente che inserisce i dati e la macchina che li processa.

Tale concezione è oggi considerata lo standard ed è applicata universalmente: sacche significative di resistenza possono essere considerate ormai soltanto il dominio della programmazione (in cui rinunciare alla conoscenza della sintassi specifica preclude la possibilità stessa di scrivere programmi) e alcune significative seppur marginali alternative nel campo dell'editoria cartacea (LaTeX) ed elettronica (HTML).

Va tuttavia precisato che anche i più strenui detrattori del WYSIWYG creano spesso testi o programmi usando degli editor specializzati a parziale interfaccia-utente (ad esempio TeXnicCenter, WinEdt, Joust) che incorporano varie funzioni, macro e comandi nidificati, generando di fatto un livello intermedio tra l'interfaccia grafica utente e la programmazione pura con solo testo.

Problemi

Il maggior problema riscontrato con i programmi basati sulla filosofia WYSIWYG può essere considerato la sua stessa universalità, che mal si adatta alle grandi discrepanze nella risoluzione di monitor e stampanti.

Può allora accadere che un testo formattato alla perfezione dal computer appaia sgranato o impreciso su uno schermo a bassa risoluzione, oppure emerga dalle stampanti più grossolane con vistosi difetti a livello qualitativo.

La strategia per difendersi da tale pericolo è essenzialmente quella di avere programmi "intelligenti" che di volta in volta si armonizzano con gli strumenti di output (schermi, stampanti, proiettori) per i quali sono pensati, mostrando con maggiore precisione all'utente ciò che egli otterrà quale prodotto finito.

Una questione a parte è poi quella dei formati: ciascun programma di questo genere coniuga indissolubilmente il testo inserito dall'utente alla propria sintassi specifica di formattazione, rendendo molto difficile la lettura di un file da un diverso programma con scopo analogo (vale anche per versioni successive); ciò è arginato introducendo degli opportuni filtri per migliorare la compatibilità.

--Leonov 23:50, Feb 22, 2009 (CET)


  • Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 22 feb 2009 alle 23:50.
  • Questa pagina è stata letta 3 895 volte.