Commento dello SNAMI all'intervista a Repubblica da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ipotizza di rivedere il sistema di compartecipazione dei cittadini per visite ed esami senza escludere l’abolizione dei ticket. Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami A chi ritiene che i ticket siano un aspetto regressivo del Sistema Sanitario Nazionale e non vadano pagati, replico che è esattamente il contrario anche se andrebbero rimodulati secondo criteri differenti rispetto agli attuali. Lo Snami ritiene che devono aumentare le patologie per cui si può essere esenti, così come vanno integrate le prestazioni, adesso sottodimensionate, concesse per le attuali esenzioni. Chi si ammala deve potersi curare gratuitamente puntualizza Domenico Salvago, vice presidente nazionale Snami, mentre non è corretto che una esenzione per reddito “possa darti una sorta di patente al consumo”. Sarebbe ipocrita ed essere fuori dal mondo far finta di ignorare che gli esenti per reddito sono coloro i quali fanno maggiori pressioni,tanto è tutto gratis”, e quotidianamente nei nostri studi è una battaglia non facile, che comunque affrontiamo professionalmente, a porre le barriere agli “affezionati degli accertamenti, tac compresa”! Magari le soluzioni sarebbero di riuscire a riscuotere i ticket quando dovuti conclude Angelo Testa, evitare i superticket, avere dei ticket più equi al di la delle autonomie regionali e privilegiare le esenzioni per malattia rispetto a quelle per reddito. I ticket sanitari devono essere uno strumento di moderazione della domanda attraverso una responsabilizzazione del cittadino a “compartecipare” la spesa pubblica per la sanità e l’ipotesi di Beatrice Lorenzin di abolirli viaggia su un binario di lontananza dalla realtà quotidiana della Medicina Territoriale e non farebbe altro che aumentare a dismisura la spesa sanitaria
Ufficio Stampa Snami