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    STONA ?STORIA DI UN EQUILIBRISTA? è il primo singolo estratto dall?eponimo album

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    Un salvifico gioco di ruoli trasforma l’artista in un funambolo, libero di poter percorrere la propria vita senza ostacoli ed indecisioni.*[/CENTER]

    *“A volte sogno in un'altra vita, in un altro momento, di poter sconfiggere le mie paure e debolezze…per esempio quella di volare… o le vertigini stesse...per cui mi sono immaginato in un altro ruolo, quello di un circense in particolare un equilibrista, libero di poter camminare, saltare o correre su quella fune senza nessun problema… in fondo credo siamo un po’ tutti nella vita ognuno a modo suo, sempre in bilico su di una fune con in mano qualcosa come appena uno stuzzicadenti come bilanciere… e con quello ci dobbiamo arrangiare”. *Stona

    Il progetto “Storia di un equilibrista”, e la realizzazione del relativo eponimo album, nascono dall’incontro fra il cantautore Stona eGuido Guglielminetti, produttore e musicista affermato nel panorama musicale italiano (collaborazione ormai storica con Francesco De Gregori in qualità di produttore e bassista ma bisogna ricordare *Battisti, Mina, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Loredana Bertè, Mia Martini *solo per citarne alcuni). Incontro che poi ha dato i propri frutti nella tranquillità del PSR Studio: è qui che sono nate le dieci tracce che compongono l’album.Partendo dalla pre-produzione stessa di Stona, a cavallo fra ritmi latini, timbri acustici e sonorità più pop/elettroniche, Guglielminetti ha plasmato, bilanciato il tutto e ridefinito l’anima del progetto portandolo a compimento e nella giusta direzione. I testi di Stona hanno così acquisito maggior valore e la musica suonataèdiventa protagonista grazie all’apporto artistico degli ospiti che hanno collaborato alle registrazioni. Si parla di nomi celebri come Elio Rivagli alla batteria e Carlo Gaudiello al piano.
    Il brano “Storia di un equilibrista”, come l’album da cui è tratto, racconta la precarietà del percorso di una generazione di quarantenni non ancora cresciuti (e che forse non vuole ancora crescere), fra percorsi differenti e scelte di vita da fare, e fra le sonorità stesse dell’album, così vario e ricco di spunti, immerso fra storie di ieri, oggi e domani.

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    Etichetta: Volume!Radio date: 21 settembre 2018
    Pubblicazione album: ottobre 2018

    BIO

    Stona esordisce nel 2007 con l’etichetta SongMusicOne di *Lisa *(la splendida voce di successi sanremesi come *“Sempre” *e “Oceano”). È fra i vincitori di *Una voce per Sanremo 2008 venendo inserito nella compilation prodotta da AreaSonica, *prosegue poi con il suo album di debutto del 2012 dalle tinte soft rock anni 90 “E’ il viaggio quello che conta” *(Green Production/Sfem/The Lads Productions) *partecipando a importanti appuntamenti live come *L’Isola in collina (*rassegna dedicata a Tenco) dove apre il concerto della Bandabardo’, la finalissima del *Festival Pub Italia *a Milazzo e il Livorno Rock Village, per arrivare dopo una lunga pausa di rinnovo musicale, con il singolo *“Estate senza preavviso” *prodotto da *Davide Bosio e Nicolo’ Fragile. *Il videoclip viaggia subito bene su YouTube e sui social con un buon numero di visualizzazioni in poco tempo, e il singolo viene pubblicato a Maggio 2017 da VideoRadio Edizioni Musicali, storica etichetta Alessandrina. A ottobre 2017 Stona vince il *Biella Festival *con il brano “Belladonna”, realizzato con la produzione elegante e raffinata di Guido Guglielminetti, produttore e capobanda di Francesco De Gregori. Sempre a Ottobre arriva anche il premio messo a disposizione da *NuovoImaie 2017 *cioè il contributo finanziario per la realizzazione di un *promotour. *A maggio 2018 Stona vince in occasione dei FIM AWARDS il premio P.A.E. “Premio miglior autore emergente” con “Troppo pigro”; l’album di prossima uscita è prodotto sempre da *Guido Guglielminetti *con ospiti importanti come *Elio Rivagli *alla batteria e *Carlo Gaudiello *al piano nonché lo stesso Guglielminetti al basso. “Mi piace molto lavorare con Massimo, perchè oltre ad avere idee originali, ha un gusto per la musica suonata, che da un po’ di anni non siamo più abituati a sentire. Mi rimanda ai grandi musicisti, coi quali ho avuto la fortuna di collaborare: Lucio Battisti, Ivano Fossati, Lucio Dalla… non tanto per il modo di scrivere, quanto per il gusto di suonare senza pensare al mainstream. Massimo è un ottimo autore ed interprete, scrive brani che sono divertenti da suonare e che possono avere un’ottima resa dal vivo. Non ce ne sono molti di artisti così in giro, oggi».

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