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Aspetti fiscali e contabili del dropshipping

Ultimo Messaggio di manuel.bram il:
  1. #1
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    Aspetti fiscali e contabili del dropshipping

    SALVE A TUTTI.


    E' da un po' di tempo ormai che cerco in rete notizie sul sistema del dropshipping e mentre dal punto di vista funzionale e pratico ci sono un sacco di notizie, dal punto di vista commerciale e contabile non si può dire la stessa cosa.


    Premesso che sto per iniziare una mia attività di dropship, attraverso un sito e-commerce, di oggetti che provengono per lo più da droshipper cinesi, e il cui valore complessivo (cioè costo vivo, imballaggio, spedizione) è inferiore a 22 euro (in media), e che sto per aprire a questo scopo una ditta individuale, partita iva etc., vi chiedo gentilmente, sperando di fare cosa gradita a tutti quelli che si trovano nella mia posizione, di rispondere alle seguenti domande:

    1) E' vero che la legge doganale attualmente in vigore non prevede il pagamento di dazi e iva per oggetti importati il cui valore complessivo è inferiore a 22 euro?


    2)il costo fisso di 5,50 euro (che poi di fatto varia a secondo del tipo di oggetto e del paese di provenienza se non ho capito male) lo devo pagare comunque? (cioè lo pagherà il cliente finale quando gli porterà il pacco il postino?


    3) la figura del dropshipper (cioè IO) com'è configurabile dal punto di vista commerciale? come agente di commercio o intermediario oppure come imprenditore? che tipo di contabilità dovrò tenere?


    4) come mi devo registrare all'agenzia delle entrate, e quale codice di attività dovrò utilizzare?


    5)Mettiamo il caso che io in un secondo momento vorrei, con il mio catalogo prodotti andare a vendere al dettaglio nei negozi o centri commerciali, posso farlo? cioè rispetto a come andrò a configurami dal punto di vista fiscale e contabile questa cosa è concessa e legale? se no, cosa dovrei farlo per essere in regola?


    6) Come funziona il sistema della fatturazione e dell'IVA nel dropshipping? Il grossista fattura al cliente finale (e per quale importo?)e io a chi fatturo? o devo emettere solo una bolla di accompagnamento?


    7)Ma l'iva si paga? e chi la paga in questo caso? oppure c'è il sistema dell'esenzione in base alla Cir. Min. 22.05.1981, n. 18?

    Premettendo comunque di avere, un sacco di materiale a disposizione sul dropshipping, lista di droppishipping affidabili di qualsiasi oggetto, società di spedizioni, leggi e altre cose che metterò a disposizione gratuitamente a chiunque me ne faccia espressamente richiesta, spero che qualcuno con un po' di pazienza voglia rispondere anche in parte alle domande di cui sopra, nella convinzione, ribadisco che sicuramente saranno utili a tante persone!!!!

    Infinitamente grazie
    dpanebianco78@gmail.com



  2. #2
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    Provo a risponderti io in modo molto sintetico:

    1) E' vero che la legge doganale attualmente in vigore non prevede il pagamento di dazi e iva per oggetti importati il cui valore complessivo è inferiore a 22 euro?
    Il Regolamento CEE 918/83 parla testualmente di "merci di valore trascurabile complessivamente non eccedente € 22,00 per spedizione". Vi sono però alcune eccezioni (prodotti alcolici, profumi, ecc..) che puoi trovare riepilogate nella circolare Agenzia Dogane n. 22 del 5 maggio 2004 che riguarda proprio il tema delle franchigie doganale.

    2)il costo fisso di 5,50 euro (che poi di fatto varia a secondo del tipo di oggetto e del paese di provenienza se non ho capito male) lo devo pagare comunque? (cioè lo pagherà il cliente finale quando gli porterà il pacco il postino?
    Non capisco di quale costo stai parlando.

    3) la figura del dropshipper (cioè IO) com'è configurabile dal punto di vista commerciale? come agente di commercio o intermediario oppure come imprenditore? che tipo di contabilità dovrò tenere?
    Impresa che svolge attività di commercio di beni. Puoi tenere la contabilità semplificata se rimani sotto un determinato limite di fatturato oppure puoi optare per regimi agevolati (minimi, nuove iniziative) se possiedi i requisiti.
    Dal punto di vista previdenziale: obbligo di controbuzione presso la gestione inps commercianti

    4) come mi devo registrare all'agenzia delle entrate, e quale codice di attività dovrò utilizzare?
    479110

    5)Mettiamo il caso che io in un secondo momento vorrei, con il mio catalogo prodotti andare a vendere al dettaglio nei negozi o centri commerciali, posso farlo? cioè rispetto a come andrò a configurami dal punto di vista fiscale e contabile questa cosa è concessa e legale? se no, cosa dovrei farlo per essere in regola?
    Puoi segnalare un secondo codice attività per la vendita al dettaglio in base al tipo di prodotti che intende commercializzare

    6) Come funziona il sistema della fatturazione e dell'IVA nel dropshipping? Il grossista fattura al cliente finale (e per quale importo?)e io a chi fatturo? o devo emettere solo una bolla di accompagnamento?
    Il grossista fattura a te il prezzo di listino dei prodotti e tu fatturi al cliente finale per un importo che ti consenta di ottenere un certo margine sull'operazione


    7)Ma l'iva si paga? e chi la paga in questo caso? oppure c'è il sistema dell'esenzione in base alla Cir. Min. 22.05.1981, n. 18?
    Il grossista ti fattura con Iva e tu, a tua volta, fatturi con Iva al cliente finale.

  3. #3
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    Aspetti fiscali e contabili del dropshipping seconda parte

    Gentile commercialista Marco, anzitutto grazie per l'esauriente risposta.

    Mi rimangono solo alcuni dubbi e perplessità.

    Per quanto riguarda il punto 2) quello relativo al costo fisso le spiego meglio quello che voglio dire.

    Il mio dropship di fiducia si trova in cina. l'importo complessivo del bene è inferiore a 22 euro. Il mio cliente ordina un prodotto nel mio sito e-commerce. Io faccio richiesta al mio drop in cina. Questo spedisce il prodotto. Quando arriva il prodotto alla dogana in Italia, o in europa, questo non è tassato ne da iva ne da dazi perchè inferiore a 22 euro, ma la dogana fa comunque pagare per quel pacco un costo fisso di 5, 50 euro. E' vero questo? Ho letto da qualche parte questa cosa su internet, in alcuni casi dice addirittura che il costo di 5,50 euro varia a seconda del tipo di bene e del paese di provenienza!!! Ecco vorrei sapere se questa cosa è vera, e come funziona davvero una volta che il pacco arriva alla dogana.

    Inoltre vorrei sapere se dal momento che il catalogo dei beni per la vendita al dettaglio voglio farlo subito, il secondo codice di attività devo utilizzarlo subito? qual'è il codice in questo caso? questo comporta il pagamento di una ulteriore cifra o di tasse maggiori nell'arco di un anno?

    Lei inoltre diceva, quando si parla della tenuta della contabilità, che si può optare. In che senso? cioè sono io che stabilisco che tipo di contabilità tenere o dipende dal volume d'affari? Partendo dal presupposto che io voglio fare sia la vendita online che al dettaglio quale mi converebbe tenere?


    LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA PAZIENZA E IL TEMPO CHE MI HA DEDICATO E CHE SPERO MI DEDICHERA' ANCORA.

    DISTINTI SALUTI


  4. #4
    Esperto L'avatar di marco.commercialista
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    Potrebbe trattarsi dell'Iva/dazi sulle spese di trasporto. La franchigia di 22 Euro (dal 2008 il limite è stato alzato solo per i dazi non per l'IVA) si applica sul valore intrinseco del prodotto quindi al netto di ogni elemento che debba esservi aggiunto per il calcolo del suo valore in dogana, ed in particolare del costo del trasporto.
    Il codice per la vendita al dettaglio può essere aperto in qualsiasi momento anche in un secondo tempo. In particolare entro 30 giorni dall'inizio dell'attività di vendita al dettaglio.
    L'inizio dell'attività di vendita al dettaglio ( e anche quella on.line) va peraltro denunciato in comune/attraverso la SCIA.
    Il fatto di esercitare due attività non è di per sè un aggravio (i redditi delle due attività si cumulano) ad eccezione dell'obbligo di tenere contabilità separate qualora ne ricorrano le condizioni ma sono aspetti che impattano sull'attività del tuo commercialista/consulente.
    "Optare" significa che se ricorrono i presupposti (soglie di fatturato, ecc...) puoi scegliere un regime differente. Le condizioni per accedere ai vari regimi sono facilmente reperibili cercando nel forum.
    Ultima modifica di marco.commercialista; 10-06-11 alle 13:04

  5. #5
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    Aspetti fiscali e contabili del dropship terza parte

    Grazie Marco per la tua celere risposta.

    Mi sono tolto quasi tutti i dubbi. Mi è rimasto solo quello dei 5,50 da pagare o meno alla dogana. Potresti essere più chiaro gentilmente? Non ho proprio capito la risposta relativa a questo punto.

    scusa ancora il disturbo e grazie mille.


  6. #6
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    in generale, anche se il bene importato gode della franchigia come nel tuo caso, l'Iva e i dazi si applicano comunque su una serie di elementi "accessori" tra cui i costi di trasporto.
    Ribadisco, si tratta solo di una mia ipotesi. Magari qualcun'altro del forum potrebbe smentirmi.

  7. #7
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    Mi inserisco nella discussione, molto istruttiva su tante questioni sulle quali cercavo anche io delle risposte.
    Mi permetto solo di aggiungere una domanda che poi corrisponde al mio caso. Sono in contatto con una società farmaceutica tedesca che commercializza farmaci ed integratori omeopatici. Vorremmo stipulare un contratto di dropshipping con il quale io apro un negozio online raccogliendo gli ordini che trasmetterei a loro per le spedizioni dalla Germania. Mi è tutto chiaro che bisogna aprire p.iva, versare i contributi inps, e tutti gli adempimenti contabili e fiscali del caso, ma devo anche aprire una pratica presso il ministero della sanità, per chiedere l'autorizzazione, prima di poter iniziare? Se si, non esiste un'altra forma di contratto da proporre alla società tedesca, tipo intermediazione, procacciatore, ecc. La condizione per me irrinunciabile è avere un sito in italiano e non me ne importa avere un mio marchio, ma vendere ed incassare il mio margine di guadagno. Vi sarei grato di avere una risposta.

  8. #8
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    Ti invito a rileggere quanto scritto sopra: il dropshipping non è una raccolta di ordini ma una vera e propria vendita. La proprietà dei prodotti passa in capo a te e poi tu la trasferisci in capo ai tuoi clienti italiani. Il fornitore tedesco effettua solo la consegna.
    Diverso è il caso del procacciatore d'affari. Informati bene su quale delle due soluzioni ti viene prospettata anche perchè la scelta credo avrebbe non poche ripercussioni sul piano legale e delle autorizzazioni. Quest'ultimo è un terreno molto vasto sul quale non ho le competenze adeguate per avventurarmi. Lascio ai più esperti. Per quanto ne so gli integratori, almeno sul piano fiscale, non sono considerati farmaci ma prodotti alimentari quindi è necessario per lo meno il rispetto dei requisiti per la vendita di prodotti alimentari. Per tutti gli altri prodotti devi attenerti alla normativa in vigore che può variare nell'ipotesi in cui tu operi direttamente la vandita o agisca da semplice intermediario/distributore. Credo che il sito del Ministero della Salute possa offrire tutta la documentazione necessaria.
    Tra l'altro, per quanto ne so, il famoso decreto Bersani sulle parafarmacie, si applica esclusivamente agli esercizi di vicinato e alle medie/grandi strutture di vendita. Sono quindi escluse le forme speciali di vendita incluso l'e-commerce.

  9. #9
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    Grazie

    Solo per ringraziarti. Mi sembra tutto molto chiaro. Salvatore

  10. #10
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    Inizio Attività

    Mi sembra chiaro che l'apertura della P.I. sia necessaria anzi obbligatoria. Spero di trovare un consulente esperto in materia nella mia città che mi dia una mano per attivarmi in tal senso, da premettere che io un lavoro già ce l'ho e valuterò se lo posso far diventare come mia fonte di attività primaria.
    I costi per l'avviamento e tutto a quanto ammonterebbero?
    Grazie Francesco

  11. #11
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    Scusate se mi intrometto...........state girando attorno a questi 5.50 euro.
    Dato che la merce viene importata dall'estero, e normalmente viaggia per posta, quando arriva in Italia, sono le poste italiane che ti fanno arrivare la busta/pacchetto a casa.
    Le poste italiane, a parziale copertura dei costi sostenuti per lo svolgimento delle attività legate allo sdoganamento, percepiscono la somma di euro 5.50 per invii di carattere commerciale per importi che vanno da euro 22,01 a ....350,00.
    Sotto i 22,00 euro non si pagano neppure questi 5.50 euro mentre se la somma dichiarata e' superiore a 350,00 euro le poste percepiscono un compenso pari a 11,00 euro.

    Tutto chiaro?

    Buona serata a tutti
    Marco

  12. #12
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    pagamento iva

    gentile Marco,

    sono nuovo del forum!
    sono titolare di partita iva, ho un regolare negozio online su ebay, ed oltre a commercializzare prodotti che ho in magazzino, faccio attività di dropshipping con una azienda tedesca.
    il mio problema è il pagamento dell'iva per i miei movimenti con quest'ultima;
    ne il mio consulente ne il direttore dell'ufficio delle entrate del mio paese, riescono a trovare la soluzione.
    in pratica l'azienda tedesca opera in questo modo:
    se la merce viene acquistata dal sottoscritto, e viene spedita all'indirizzo del sottoscritto, la fattura mi viene stipulata esente da iva, quindi non verso alcuna iva in questo caso!
    tutto cambia quando invece la merce viene acquistata dal sottoscritto, ma viene spedita da loro, direttamente al cliente finale (quindi in normale attività di dropshipping), la fattura mi arriva con iva al 21% (loro asseriscono che in questo caso versano l'iva allo stato italiano)!
    il vero problema però, è il fatto che su queste fatture ci vado a pagare una seconda volta l'iva!
    il mio consulente dice che il sistema non gli permette di scaricare questa iva,
    è l'ufficio delle entrate è sulla stessa linea.
    quindi io pago questa iva e non posso scaricarla!
    spero che qualcuno mi possa aiutare.

    grazie e cordiali saluti

  13. #13
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    Dropshipping extracee (Cina) /Dropshipping intracee (Germania)

    Buona sera,i due precedenti utenti hanno evidenziato due situazioni distinte ,a cui cercherò di dare in una risposta (sperando di non dilungarmi troppo):

    Dropshipping extracee (Cina):
    Per poter inviare al proprio cliente direttamente la merce dal grossista (EXTRACEE) l'unica soluzione sarebbe stipulare con un corriere (UPS,EMS,FEDEX,TNT,GLS ecc. ecc-) un abbonamento tale che le spedizioni dalla Cina partano con il suddetto (quindi non con quello del grossista),recapitando la fattura (la cui iva e dazi da pagare sono calcolati in dogana) al venditore italiano e la merce al proprio cliente.Successivamente il venditore italiano emetterà fattura oppure ricevuta oppure scontrino ecc. ecc. al proprio cliente.
    Nel caso in cui ,come si vede spesso fare,iva e dazi arrivino al cliente finale il procedimento non sarebbe fiscalmente corretto .Per fare un esempio più semplice riportiamo un situazione analoga di dropshipping che si verifica in Italia (ma nel modo corretto):
    Rapporto di tipo imprenditoriale : Rivenditore(A) vende il proprio prodotto ,una volta ricevuto il pagamento invia il suddetto al proprio grossista (B) che spedisce all'utente finale (C). B fattura ad A e A fattura a C.
    Rapporto provvigionale: Il venditore vende il proprio prodotto al cliente ma quest'ultimo invia il pagamento direttamente al Grossista ,il venditore emetterà poi una fattura provvigionale al grossista per quanto concerne il proprio guadagno,quest'ultimo provvederà a pagargli appunto la provvigione.In questo caso più che di dropshipping si parla di rappresentanza/agenzia di un soggetto (venditore ) nei confronti di un'azienda .

    Nel caso della Cina ritengo infattibile effettuare un discorso provvigionale come quello appena citato ,l'unica impostazione a parer mio fattibile è quella descritta all'inizio del post.
    Far pagare direttamente l'iva e i dazi al cliente finale equivale a far nero,anche perchè visto che la fattura doganale arriverà al cliente come si giustificano i movimenti contabili?Come vengono pagate le tasse inerenti al profitto dal venditore?

    Dropshipping intracee:rispondendo al secondo utente ritengo che l'azienda tedesca sia in errore ,dovrebbe fatturare in esenzione iva e poi lei seguire l'iter (intrastat ecc. ecc.) che sicuramente conoscerà,a prescindere dal fatto che sia lei o il suo cliente a ricevere la merce.

    Spero di essere stato utile
    Jean Pierre Binelli

  14. #14
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    per chiarire!!

    posso finalmente dire di aver risolto il mio problema, dopo aver infastidito a lungo il responsabile amministrativo dell'azienda tedesca, mi sono visto recapitare un documento contenente un loro prestanome con partita iva italiana. adesso con questo documento riesco finalmente a scaricare regolarmente l'iva, che loro aggiungono(come prima)nelle fatture.
    mentre per quanto riguarda l'iva persa nello scorso anno, mi è stato suggerito di chiedere il rimborso allo stato tedesco; per questo ho incaricato una società che si occupa di queste cose, lavorando a percentuale.
    spero di essere stato utile a qualcuno.

  15. #15
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    Buongiorno,mi sono appena scritto a questo forum poichè lo trovo interessante. Anche io, come tante persone iscritte a questo forum, sarei interessato ad aprire una seconda attività in dropshipping, pertanto volevo sapere se ho requisiti adatti per poter affrontare un discorso del genere. In questo momento lavoro come impiegato (privato), pertanto mi chiedevo se esiste la possibilità, nonostante la prima atività , di aprire un ecommerce come seconda attività. L'attività vorrei aprirla con un mio amico, che anche lui, come me, sta già lavorando come privato. Esiste la possibilità di aprire la partita Iva per 2 persone? posso sovlgere 2 attività in tipologie di lavoro diverse? C'è un limite massimo di fatturato che devo raggiunegre? Inoltre mi chiedevo se per gli over 35 esiste la possibilità di aprire la partita Iva agevolata. Attendo un cenno dal Dott. Marco (commercialista). Grazie in anticipo! Angelo

  16. #16
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    Ciao Angelo,

    puoi aprire una partita IVA anche se sei già lavoratore dipendente (anzi, potresti avere anche l'esenzione dall'iscrizione all'INPS se il tuo lavoro dipendente è a tempo pieno).
    Se, invece, vuoi avviare l'attività con il tuo amico, potresti costituire una società (alcuni aprono lo stesso una ditta individuale a nome di una sola persona però sinceramente la sconsiglio a causa di possibili "rotture" di amicizie).
    Infine puoi aderire al regime dei minimi o al regime forfettario . Attualmente sono i due regimi fiscali più vantaggiosi. Va, però, sempre valutata la convenienza in base alla propria situazione.

  17. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Jean Pierre Binelli Visualizza Messaggio
    Buona sera,i due precedenti utenti hanno evidenziato due situazioni distinte ,a cui cercherò di dare in una risposta (sperando di non dilungarmi troppo):

    Dropshipping extracee (Cina):
    Per poter inviare al proprio cliente direttamente la merce dal grossista (EXTRACEE) l'unica soluzione sarebbe stipulare con un corriere (UPS,EMS,FEDEX,TNT,GLS ecc. ecc-) un abbonamento tale che le spedizioni dalla Cina partano con il suddetto (quindi non con quello del grossista),recapitando la fattura (la cui iva e dazi da pagare sono calcolati in dogana) al venditore italiano e la merce al proprio cliente.Successivamente il venditore italiano emetterà fattura oppure ricevuta oppure scontrino ecc. ecc. al proprio cliente.
    Nel caso in cui ,come si vede spesso fare,iva e dazi arrivino al cliente finale il procedimento non sarebbe fiscalmente corretto .Per fare un esempio più semplice riportiamo un situazione analoga di dropshipping che si verifica in Italia (ma nel modo corretto):
    Rapporto di tipo imprenditoriale : Rivenditore(A) vende il proprio prodotto ,una volta ricevuto il pagamento invia il suddetto al proprio grossista (B) che spedisce all'utente finale (C). B fattura ad A e A fattura a C.
    Rapporto provvigionale: Il venditore vende il proprio prodotto al cliente ma quest'ultimo invia il pagamento direttamente al Grossista ,il venditore emetterà poi una fattura provvigionale al grossista per quanto concerne il proprio guadagno,quest'ultimo provvederà a pagargli appunto la provvigione.In questo caso più che di dropshipping si parla di rappresentanza/agenzia di un soggetto (venditore ) nei confronti di un'azienda .

    Nel caso della Cina ritengo infattibile effettuare un discorso provvigionale come quello appena citato ,l'unica impostazione a parer mio fattibile è quella descritta all'inizio del post.
    Far pagare direttamente l'iva e i dazi al cliente finale equivale a far nero,anche perchè visto che la fattura doganale arriverà al cliente come si giustificano i movimenti contabili?Come vengono pagate le tasse inerenti al profitto dal venditore?

    Dropshipping intracee:rispondendo al secondo utente ritengo che l'azienda tedesca sia in errore ,dovrebbe fatturare in esenzione iva e poi lei seguire l'iter (intrastat ecc. ecc.) che sicuramente conoscerà,a prescindere dal fatto che sia lei o il suo cliente a ricevere la merce.

    Spero di essere stato utile
    Jean Pierre Binelli
    Buongiorno a tutti,

    tutto chiarissimo nella discussione e chiedo venia per averla ripescata nonostante sia abbastanza vecchia.
    Avrei una domanda: se l'importazione dei prodotti avviene dalla Cina verso clienti Italiani per soli articoli che hanno valore inferiore ai 22 euro (e quindi non soggetti ad oneri doganali) è possibile utilizzare la fattura fatta dal drop shipper per pagare le tasse dovute?

    Grazie e buona serata a tutti voi.
    Emanuele

  18. #18
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    Proprio nessuno ne sa nulla?

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