WCAG, Legge Stanca, normative sull'accessibilità. Che ne pensate?
Stamattina, mi sono alzato (vi evito il bella ciao ) ed ho iniziato a riflettere, forse anche perchè lunedì si terrà a Parigi il convegno europeo Les services en ligne accessibles, pour le bénéfice de tous (chissà se l'anno prossimo potremo andare anche noi... ).
Detto questo per ragionare insieme e chiedere il vostro parere sui termini di una cultura di contenuti per tutti.
A mio avviso le ipotesi potrebbero essere.
Le WCAG sono un'ottima base di partenza ed un più che accettabile punto di arrivo
Le WCAG sono state una base, datata oltretutto di qualche anno, superata dalla Legge Stanca che rappresenta lo stato dell'arte sull'accessibilità
WAI e Legge Stanca sono solo un punto di partenza, serva una normativa Europea in merito
Nessuna normativa può obbligare alla cultura dell'accessibilità, meglio che sia il W3 con le WCAG 2 e soprattutto il mercato a dare uno scossone all'ambiente. Poi nel caso le varie nazioni o comunità si adegueranno e favoriranno socialmente e con politiche di sviluppo la nascita di una cultura ed il rispetto di tali linee (anche con leggi applicative)
L'accessibilità, il WCAG, il W3C sono un orpello non cultura per un web di qualità, al massimo facciamo una doppia versione dei siti e puntiamo tutto su applicazioni multimediali spinte e pensiamo al mercato dell'oggi
Naturalmente essendo un sondaggio anonimo, non posso sapere e bannare a vita gli utenti che votano la penultima voce
Se questa discussione fosse di vostro interesse, vi prego di motivare la scelta.
Ciao
PS: io non voto per primo per non influenzare
Ho votato, ero un po' indecisa ma poi ho votato la terza voce.
Quello che più mi manda in bestia è che c'è un'ignoranza di fondo... nessuno (o quasi) sa cosa sia e a cosa serva un sito accessibile...
Ho votato, ero un po' indecisa ma poi ho votato la terza voce.
Quello che più mi manda in bestia è che c'è un'ignoranza di fondo... nessuno (o quasi) sa cosa sia e a cosa serva un sito accessibile...
Voto anche io la tre ed aggiungo: serve una campagna di sensibilizzazione rivolta all'utente finale (compratore del sito), che informi e sensibilizzi questi tipi di utente. Il guaio è che, non possiamo sensibilizzarli sull'accessibilità quando ancora non credono nei siti web.
E mò? [...che pur votando 3 nessuno dei miei siti è degnamente accessibile e validato]
La verità è che c'è l'ignoranza di fondo ... ma non solo quella.
Nessuno (o quasi) sa di cosa si stia parlando e chi lo sa... non ha abbastanza motivazioni per muoversi diversamente.
E questo non deve mandarci in bestia, ma solo farci riflettere.
Specialmente dovrà farci riflettere il risultato di questo sondaggio, in quanto sappiamo bene che la stragrande maggioranza di noi nei fatti poi applica la 4 [se non la 5] e se mai passi saranno fatti in futuro in un'altra più responsabile direzione, sarà solo perchè probabilmente i motori cominceranno a dimostrare di essere più sensibili nei confronti di siti adeguatamente accessibili e magari pure validati.
Non vorrei colpevolizzare troppo IE7 che comunque, ora che l'ho testato, mi sembra notevolmente meglio del 6.
A parità FF2 mi sembra abbia perduto qualcosa rispetto al 1.5
Detto questo ora la situazione è che siamo noi a dover sensibilizzare l'ambiente, con il nostro lavoro quotidiano, con la partecipazioni ad associazioni ed iniziative, con la divulgazione del nostro entusiasmo proteso verso un web migliore in cui crediamo, magari proprio dalle pagine di questo forum che mi sembra all'altezza di reggere anche questa sfida
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Quello che più mi manda in bestia è che c'è un'ignoranza di fondo... nessuno (o quasi) sa cosa sia e a cosa serva un sito accessibile...
Originariamente Scritto da Il_Rappo
serve una campagna di sensibilizzazione rivolta all'utente finale (compratore del sito), che informi e sensibilizzi questi tipi di utente. Il guaio è che, non possiamo sensibilizzarli sull'accessibilità quando ancora non credono nei siti web.
Originariamente Scritto da Andrez
La verità è che c'è l'ignoranza di fondo ... ma non solo quella.
Nessuno (o quasi) sa di cosa si stia parlando e chi lo sa... non ha abbastanza motivazioni per muoversi diversamente.
Io vi quoto tutti, sono pienamente d'accordo con il fatto che si rende necessaria la diffusione di una cultura dell'accessibilità, perchè nessuno sa esattamente cosa vuol dire avere a disposizione un sito accessibile.
Per molti il sito accessibile è solo quello che passa la validazione senza pensare ai reali e concreti benefici per gli utenti.
Penso che debba essere il mercato il primo promotore di queste azioni di sensibilizzazione e per questo motivo ho votato la quarta risposta:
Nessuna normativa può obbligare alla cultura dell'accessibilità, è il mercato che deve dare una svolta
Io vi quoto tutti, sono pienamente d'accordo con il fatto che si rende necessaria la diffusione di una cultura dell'accessibilità, perchè nessuno sa esattamente cosa vuol dire avere a disposizione un sito accessibile.
Per molti il sito accessibile è solo quello che passa la validazione senza pensare ai reali e concreti benefici per gli utenti.
Penso che debba essere il mercato il primo promotore di queste azioni di sensibilizzazione e per questo motivo ho votato la quarta risposta:
Nessuna normativa può obbligare alla cultura dell'accessibilità, è il mercato che deve dare una svolta
Non condivido affatto.
Se nessuno sa esattamente cosa vuol dire avere a disposizione un sito accessibile, non vuol dire lo voglia sapere o che gli possa interessare.
Il mercato senza normative, porta il caos... delle questioni etiche non gliene può fregar di meno.
Esempio lampante sono le barriere architettoniche, l'accessibilità nella mobilità.
Sono passati 18 anni dal Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989
"Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche." http://www.mediatau.it/sb/aree/legis..._pp_236_89.htm
Pur con contributi per interventi su immobili privati già esistenti ove risiedono in forma effettiva, stabile ed abituale disabili
LEGGE 13/89 - BARRIERE ARCHITETTONICHE http://www.disabili.com/content.asp?...&L=1&idMen=481
Resta un problema, infine, la presenza di barriere architettoniche: oltre i due terzi delle persone intervistate hanno evidenziato come non siano ancora stati installati dei dispositivi per il superamento dei gradini di accesso alla loro abitazione.
Aspettiamo con calma il mercato, forse fra 30 anni.....
Non condivido affatto.
Se nessuno sa esattamente cosa vuol dire avere a disposizione un sito accessibile, non vuol dire lo voglia sapere o che gli possa interessare.
Il mercato senza normative, porta il caos... delle questioni etiche non gliene può fregar di meno.
Ciao Elvino, scusami ma forse non mi sono spiegata bene.
Io non sto dicendo che non dovrebbe esserci un'apposita normativa ma che da sola non è sufficiente... cioè parlo della differenza tra avere una cultura dell'accessibilità e il sentirsi obbligato ad adempiere a degli obblighi.
L'esempio che hai fatto tu in merito alle barriere architettoniche ad esempio è lampante ed è una cosa che mi sta molto a cuore perchè ho una cugina disabile, che fortunatamente non si trova qui in Italia ma in Inghilterra dove il livello di sensibilità e la cultura dell'attenzione nei confronti dei non abili sono decisamente più avanzati rispetto alla nostra.
Spero di aver chiarito il mio punto di vista... ora proverò a pensare alla domanda di hogudo
Originariamente Scritto da hogudo
Nel dettaglio come ci si potrebbe muovere secondo voi?
La cosa mi sembra molto interessante e fattibile.
Nel dettaglio come ci si potrebbe muovere secondo voi?
Secondo me, bisognerebbe prima di tutto spiegare cosa si intende per accessibilità dei siti web.
La persona che comincia a leggere può anche non averne mai sentito parlare, quindi sarebbe bene illustrare perfettamente di cosa si tratta.
Dopodiché bisognerebbe spiegare nel dettaglio, i vantaggi che può portare un sito accessibile.
Per catturare l'attenzione del lettore, ogni punto andrebbe scritto da qualcuno davvero capace di non farlo diventare un polpettone, ma qualcosa di piacevole.