protocollo [pro-to-còl-lo] s.m.

In ambito diplomatico, l'insieme delle formule di esordio di un documento che precedono il testo vero e proprio.

Registro in cui i notai trascrivono gli estremi degli atti da essi stilati.

Per estensione, libro dove si registrano in ordine cronologico lettere, messaggi o altri documenti in arrivo e/o in partenza; anche, timbro mediante il quale si attesta sul documento l'avvenuta registrazione nell'elenco omonimo: ufficio del protocollo, mettere a protocollo ovvero 'registrare', numero di protocollo ovvero numero progressivo che accompagna ogni registrazione.

Nell'espressione foglio di carta protocollo - o semplicemente foglio protocollo - foglio di carta da stampa o da scrivere di precise dimensioni (solitamente 64 x 88 cm in caso di carta da stampa, 31 x 42 cm in caso di carta da scrivere).

Documento attestante un accordo tra Stati: siglare, firmare il protocollo

Insieme delle norme che regolano lo svolgimento di manifestazioni, visite, ricevimenti ufficiali: rispettare il protocollo, abbandonare il protocollo, capo di protocollo (chi è a capo del servizio addetto al cerimoniale diplomatico).


Per l'uso del termine in ambito informatico si veda la pagina Protocollo di rete.


Dal latino medievale protocollu(m), a sa volta dal greco protókollon, composto di prôtos, 'primo', e kólla, 'colla'. Letteralmente, 'primo foglio incollato in un rotolo'.


Sinonimi: cerimoniale, rituale, etichetta formale.


Articolo a cura di Leonov 18:08, Nov 8, 2009 (CET)


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