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Società e Impegno Civile Valori culturali, legalità, il sociale e le realtà quotidiane.

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Vecchio 01-07-08, 21:07   #1 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di Andrez
 
Data di registrazione: Mar 2005
Ubicazione: Sull'isola del giorno prima
Messaggi: 8,238
Non vogliamo gli zingari; siamo razzisti?

La presenza di zingari in Italia è stimata in 200.000 persone totali, tra Rom, Sinti e Caminanti su una popolazione di 56.000.000 di abitanti

In altri paesi europei la presenza stimata è:
  • Grecia: 200.000 su una popolazione di 10.000.000 di abitanti
  • Spagna: 800.000 su una popolazione di 45.000.000 di abitanti
  • Francia: 340.000 su una popolazione di 61.000.000 di abitanti
In Germania sarebbero oggi 800.000 su di una popolazione di 82.000.000 di abitanti, ma durante il nazismo si calcola che almeno 500.000 zingari siano stati sterminati in Germania.


Rispetto agli altri Paesi europei in Italia sono decisamente minori quindi le presenze di zingari, ma nonostante questo, il Popolo italiano si dichiara contrario al 47% ad una possibile convivenza, rispetto ad una media europea del 24% con punte del 15% ad esempio della Francia.


Avvertiamo cioè come intollerabile la presenza degli zingari ben più degli altri Paesi europei.

Questo secondo voi che può significare, che noi italiani siamo diventati tutti più razzisti, intolleranti e xenofobi?
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Il Blog di Andrez

Ultima modifica di Andrez : 01-07-08 21:25.
Andrez non in linea  
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Vecchio 01-07-08, 21:23   #2 (permalink)
Esperta
 
L'avatar di gaetanuzza
 
Data di registrazione: Nov 2007
Ubicazione: genova
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Secondo me vuol dire che noi italiani non abbiamo (e/o non riusciamo a esserne consapevoli) del concetto di "integrazione".
I risultati del sondaggio mostrano come in Italia siamo molto indietro per quanto riguarda il dialogo inteculturale, e che si accettano gli immigrati solo se essi accettano l' "assimilazione" con la nostra cultura.
(concetto che si discosta notevolmente da quello di integrazione)
gaetanuzza non in linea  
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Vecchio 02-07-08, 01:14   #3 (permalink)
User Newbie
 
L'avatar di philcore
 
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Messaggi: 3
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Per quanto mi riguarda posso solo dire che non condivido il loro modo di vivere o meglio di "campare" io abito in un paese del sud dove la presenza di zingari e' abbastanza elevata ne trovi uno ogni semaforo con bambini di neanche 1 anno in braccio sotto al sole cocente, spesso con stracci addosso e con vistoso sudiciume. Ci tengo bene a precisare che non sono razzista, tutto questo che vi ho descritto e' solo quello che vedo con i miei occhi.. Non voglio nemmeno toccare l'argomento criminilata' perche' tanto li' non esistono razze "sane" sotto questo punto di vista.....di certo credo che se anche loro potessero fare qualcosa per migliorarsi non vedo perche' non debbano essere bene accetti in un paese come il nostro, parlo dell'italia , che sempre piu' sta diventando multietnico......
philcore non in linea  
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Vecchio 02-07-08, 11:10   #4 (permalink)
Esperta
 
L'avatar di gaetanuzza
 
Data di registrazione: Nov 2007
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Messaggi: 1,070
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Quote:
philcore Visualizza il messaggio
di certo credo che se anche loro potessero fare qualcosa per migliorarsi non vedo perche' non debbano essere bene accetti in un paese come il nostro, parlo dell'italia , che sempre piu' sta diventando multietnico......
Io invece credo che pensare che un popolo dovrebbe "migliorarsi" per essere accettato sia sinonimo di assimilazione e non di integrazione.
gaetanuzza non in linea  
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Vecchio 02-07-08, 14:01   #5 (permalink)
Moderatore
 
L'avatar di i2m4y
 
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Premetto che l'integrazione intesa come assorbire/tollerare usi e costumi contrari alla storia italiana, alle consuetudini italiane, ma soprattutto alle norme italiane non la considero un "miglioramento".

Personalmente ritengo che la visione di quelle persone si sia radicata negativamente nella popolazione Italiana perchè quella popolazione è spesso fonte di episodi criminosi. Non da sottacere sono poi le condizioni di vita cui costringono alle volte i loro figli. Ma molto gioca anche uno stile di vita che ha la "colpa" di essere diverso da quello tipico italiano.

Questi sono i fattori che giudico rilevanti per l'opinione italiana.

Paolo
i2m4y non in linea  
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Vecchio 07-07-08, 16:50   #6 (permalink)
Lkv
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L'avatar di Lkv
 
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Integrazione inteso come reciproca accettazione e rispetto e' un processo lungo. Non si puo' pretendere che dopo decenni in cui si e' ignorato un fenomeno - che finche' limitato non creava problemi - ora si risolva tutto con una legge e in pochi mesi, o con la bonta'.

Non abbiamo mai gestito le popolazioni rom e sinte, spesso nel nostro territorio da tre o quattro generazioni, non abbiamo richiesto fondi comunitari per realizzare politiche rivolte a rom e sinti. Abbiamo sempre usato una politica di esclusione e sopportazione. Quando poi la situazione e' degenerata anche a causa dell'ingresso in massa della "nuova generazione", piu' ribelle e meno incline a sopportare il lassismo (o forse ben felice di sfruttarlo) ecco che sono nati i problemi.

In altri Paesi in cui il sistema legislativo e giudiziario funziona non si trovano in questa situazione, la nuova generazione giunta in massa era infatti in fuga da Paesi che hanno adeguato il loro sistema legislativo e giudiziario rendendolo piu' efficace e rapido. E ovviamente sono fuggiti da noi.

Abbiamo creato una situazione che non riusciamo piu' a gestire, e anziche' risolverla civilmente pensiamo di sbarazzarcene, perche' siamo incapaci di affrontare i problemi in modo serio, con interventi strutturali, eliminando i "campi nomadi" e sistemando queste persone in strutture umane ad esempio.

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Vecchio 07-07-08, 17:55   #7 (permalink)
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La verità stà sempre nel mezzo...da un lato c'è chi può (e non deve, perchè per forza non si fà nulla) accettare l'immigrato e dall'altro c'è chi può dimostrare di voler essere accettato.

Non mi sembra che questi popoli facciano molto per dimostrare di voler essere accettati.
E non faccio di tutta l'erba un fascio, ma mi viene da pensare a quei ragazzi giapponesi che per aver imbrattato un monumento della mia città sono stati sospesi e il loro insegnante/accompagantore licenziato.
Mi sembra che loro hanno dimostrato parecchio.

Cmq per chi non lo sapesse lo stato eroga 28€ al giorno agli extracomunitari senza lavoro, che alla fine del mese fanno ben 840€. Un ragazzo che lavora in un bar (ad esempio) per otto ore non arriva (in media) a 900€ al mese. Se questo è razzismo...
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Ultima modifica di PsYCHo : 07-07-08 17:58.
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Vecchio 07-07-08, 18:30   #8 (permalink)
Lkv
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PsYCHo Visualizza il messaggio
Cmq per chi non lo sapesse lo stato eroga 28€ al giorno agli extracomunitari senza lavoro, che alla fine del mese fanno ben 840€. Un ragazzo che lavora in un bar (ad esempio) per otto ore non arriva (in media) a 900€ al mese. Se questo è razzismo...
Non credo sia cosi' per vari motivi:
1) lo Stato interviene verso gli indigenti in genere chi si trova in condizioni di disagio, senza distinzioni etniche o di nazionalita'. E lo fa attraverso alimenti, farmaci, mense per studenti ecc. Soldi liquidi non ne vengono dati;
2) questa voce girava qualche anno fa a proposito degli albanesi;
3) volendo assumere vera la cifra fornita, molto probabilmente riguarda la spesa messa a disposizione allo Stato e agli enti locali (sia dalla Ue sia da altre organizzazioni e dallo Stato stesso) per politiche di integrazione, riguardano ad esempio gli affitti dei terreni, la corrente, l'acqua, l'iscrizione dei bambini a scuola, ecc.

Insomma, la ritengo una bufala, a meno che non mi fornisca la fonte da cui hai tratto questa tua considerazione.

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Vecchio 07-07-08, 20:03   #9 (permalink)
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L'avatar di Andrez
 
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Ubicazione: Sull'isola del giorno prima
Messaggi: 8,238
Quote:
lo stato eroga 28€ al giorno agli extracomunitari senza lavoro, che alla fine del mese fanno ben 840€.
Ciao Psycho

Hai le condizioni per portare riscontri a questa affermazione o è una tua supposizione?
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Andrez non in linea  
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Vecchio 09-07-08, 02:01   #10 (permalink)
 
L'avatar di Giorgiotave
 
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Ubicazione: Monasterace
Messaggi: 34,265
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Quote:
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Personalmente ritengo che la visione di quelle persone si sia radicata negativamente nella popolazione Italiana perchè quella popolazione è spesso fonte di episodi criminosi.
LEGALITA: Non può essere considerata la priorità, non va “criminalizzato” un popolo. (mentre è giusto perseguire individualmente chi delinque). Una maggiore “legalità” si può ottenere, solo nel lungo periodo, avviando politiche per l’inclusione, deriverebbe dalle altre tematiche.

Questa frase fa parte della ricerca dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione 'Italiani, Rom e Sinti a confronto' (documento del Ministero dell'interno da dove molto probabilmente sono stati presi i dati di Wikipedia che Andrez cita), la prima Conferenza Europea sulla popolazione Rom si è tenuta a Roma, presso la Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno, il 22 e 23 gennaio 2008.

Inoltre, la tua frase non riporta nessun dato, ti prego quindi di riportare i dati ufficiali. Potrebbe passare come una tua sensazione o percezione

Vorrei quindi affrontare un attimo il discorso Legalità & Stranieri.

Nel Blog Toghe puoi ad esempio leggere due articoli con tanto di dati Istat:
  1. Rumeni, giustizia e demagogia
  2. La democrazia può averla solo un popolo informato e consapevole
Ecco una parte degli articoli:
Quote:
Si tratta di una indagine frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.

I risultati si possono leggere nella relazione che si trova nel sito internet dell'Istat, qui e, il testo integrale, qui.

Da questa indagine emerge che il 69,7% degli stupri è opera dei partner delle vittime. In particolare, il 55,5% è opera degli ex partner e il 14,2% è opera del partner attuale. Il 17,4% degli stupri è opera di un conoscente e il 6,2% è opera di estranei, una piccolissima parte dei quali stranieri.

Il tasso di delinquenza degli stranieri nel nostro Paese è complessivamente bassissimo.

In sostanza, in Italia, la stragrande maggioranza degli stupri, degli omicidi – dolosi e colposi -, degli spacci di droga, per non parlare delle corruzioni e concussioni, degli abusi edilizi, delle evasioni fiscali, delle calunnie, degli sfruttamenti sono commessi da italiani.

Quanto al fatto che saremmo un Paese “invaso” dagli stranieri, le cifre dell’immigrazione relative ad alcuni paesi europei sono le seguenti: Svezia 5,2%,Germania 9,0%, Gran Bretagna 5,3%, Spagna 11,0%, Italia 5,0%.
Nel bellissimo sito del Ministero degli Interni alla sezione Documenti, ci sono tantissimi rapporti.

Si può notare nei documenti che sto per citare come l'immigrazione clandestina è vertiginosamente cresciuta negli ultima anni con una curva molto forte tra il 2001 e il 2006.

Si nota come gli stranieri, solo per pochissime tipologie di reato, superano il 50% dei reati. La media è del 27% del totale.

Mentre gli stranieri regolari che commettono reato, per tipologia di reato, vanno dal 6% al 9% del totale.

Quote:
Nel complesso gli stranieri regolari denunciati sono stati nel 2006 quasi il 6% del totale dei denunciati in Italia. E gli stranieri regolari sono meno del 5% della popolazione residente. Quella sproporzione dunque non c’è se si parla di immigrati regolari.
Del resto la quota di stranieri regolari denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa.
E' interessante anche "GLI IMMIGRATI NELLA STAMPA NAZIONALE QUOTIDIANA1" un capitolo a pagina 339 del Primo Rapporto sugli immigrati in Italia

Quote:
Analisi condotte da chi scrive relative al periodo 1969-
2002 mostrano che la criminalità non è mai stato un tema dominante, e che la crescita delle notizie sui reati commessi da stranieri segue, anziché precedere, la crescita della quota di stranieri sul totale degli autori di reato. Tuttavia queste analisi mostrano che di 14 picchi rilevati tra il 1984 e il 2007, solo uno riguarda la criminalità, mentre la maggioranza, sette, riguardano la politica, e gli altri sono legati a notizie stagionali, sempre più ritualizzate, sugli sbarchi di clandestini, all’interno sostanzialmente di due filoni retorici: il primo fatto di articoli con un taglio “di costume”, che danno più risalto alla sorpresa dei bagnanti sulle spiagge per l’arrivo inatteso degli immigrati; il secondo fatto di articoli più drammatici relativi a episodi tragici come naufragi o a descrivere le drammatiche condizioni in cui si svolgono le traversate.

A distanza di trent’anni dall’inizio della presenza straniera sulla stampa italiana, possiamo quindi riassumere almeno tre punti centrali.

  1. Il primo è il carattere ciclico dell’attenzione, con fasi di grande attenzione seguite da rapidi cali e lunghi periodi di latenza.
  2. Il secondo è la normalizzazione del tema, ovvero la sostanziale ritualizzazione delle notizie e la fine della spettacolarizzazione del tema. A parte i picchi dovuti ai temi politici, ormai le notizie sull’immigrazione costituiscono una sorta di “basso continuo” che non stupisce o sorprende più nessun lettore.
  3. Il terzo punto, però, è invece il ruolo centrale della politicizzazione dell’immigrazione nella stampa italiana.

Di fatto l’immigrazione è un tema che è entrato nel discorso pubblico attraverso la politica, mediato dalla politica. È ipotizzabile che questa costituisca una caratteristica italiana, forse relativamente più importante rispetto a quanto avviene in altri paesi europei, anche se quest’ipotesi va presa con cautela in assenza di indagini comparate solide. Ricerche successive dovrebbero stabilire l’esistenza di even-
tuali differenze nelle strade con cui le opinioni pubbliche dei diversi paesi hanno ridotto la complessità di un fenomeno inatteso come l’immigrazione, valutando il ruolo rispettivamente svolto dai cleavagespolitici, culturali, religiosi, di classe, o riconducibili alle sfera del lavoro.

In Italia l’immigrazione sembra essere un tema su cui litigano i politici, non un oggetto di tensione culturale, identitaria o religiosa. È la politica a giocare un ruolo centrale nel definire non solo l’immagine degli immigrati, ma anche il quadro cognitivo all’interno del quale l’immigrazione viene rappresentata dai nostri mezzi di comunicazione di massa: ovvero un tema oggetto di conflitto e di contrasti non solo tra campi politicamente avversi, ma anche all’interno di essi, quindi un tema “che divide”, una faglia strutturale nella costituzione delle opinioni pubbliche del nostro paese, il cui peso non accenna a diminuire e che probabilmente vedrà progressivamente accentuato il proprio ruolo.
Ecco i documenti nei quali ho preso i dati:
  1. Il primo Rapporto sull'Immigrazione in Italia
  2. V Rapporto “Indici di integrazione degli immigrati in Italia” presentato dal Cnel
  3. 'Italiani, Rom e Sinti a confronto', una ricerca quali-quantitativa dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione
  4. Rapporto sulla criminalità in Italia anno 2006

Interessante anche il sito Stranieri in Italia ed i dati di Amnesty International per quanto riguarda il razzismo in Italia.

Ma...i Rom e Sinti quanti crimini commettono? Si può affermare correttamente che "quella popolazione è spesso fonte di episodi criminosi"?


Quote:
Lkv Visualizza il messaggio
In altri Paesi in cui il sistema legislativo e giudiziario funziona non si trovano in questa situazione, la nuova generazione giunta in massa era infatti in fuga da Paesi che hanno adeguato il loro sistema legislativo e giudiziario rendendolo piu' efficace e rapido. E ovviamente sono fuggiti da noi.
Questo è uno dei problemi più gravi e mortificanti del nostro paese.

Blocca Processi (100.000 processi ), 41 Bis tolto ai Boss, continui attacchi alla Magistratura ed ai suoi poteri, moltissimi reati impuniti o con pene inesistenti.

Non c'è nessun messaggio che invita i giovani al rispetto per il prossimo, alla legalità, alla dignità, alla lotta alla mafia, all'aiuto per i più deboli.

Oggi c'è rabbia in giro. C'è rabbia per la situazione economica Italiana; ma c'è rabbia soprattutto per vedere tutti questi crimini non puniti dove i media tempestano le news sugli stranieri e sullo non sconto della pena (che non c'è a volte).

Infatti la gente vuole farsi giustizia da sola. Soprattutto se la persona che commette il reato è straniera.

Questo si chiama razzismo? Si si chiama razzismo (...e facciamo anche passare leggi razziste...non capitava da 70 anni ).

La colpa è di tutti noi. Non facciamo abbastanza

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Che aspetti? Diventa MODERATRICE del Forum gt !!!

Ultima modifica di Giorgiotave : 09-07-08 02:10.
Giorgiotave non in linea  
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Vecchio 09-07-08, 13:44   #11 (permalink)
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L'avatar di i2m4y
 
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Quote:
Giorgiotave Visualizza il messaggio
Inoltre, la tua frase non riporta nessun dato, ti prego quindi di riportare i dati ufficiali. Potrebbe passare come una tua sensazione o percezione

Infatti Giorgio,

la mia frase inizia dicendo "personalmente ritengo" e non " le statistiche ci dicono" è dunque un mio parere personale su quelli che possono essere (e non che certamente sono) i motivi per cui nella popolazione Italiana si sia formato un così basso indice di gradimento per quella popolazione.

Che poi sia giusto o sbagliato che la popolazione Italiana tragga una convinzione negativa su di un popolo in base a quella che può essere solo una percezione non entro nel merito. Ognuno vive le proprie convinzioni in base alle proprie esperienze personali ed al vissuto quotidiano.

E' innegabile (basterebbe fare una qualsiasi ricerca sulle notizie di reato) che "spesso" episodi criminosi sono imputabili a soggetti appartenenti a quella popolazione. "Spesso" è ahimè innegabile.
"Spesso" al contempo non significa "più, meno od al pari di altri", significa solamente con una "certa frequenza".
Per questo "spesso" è, a mio giudizio, una parola corretta, ma soprattutto, a mio parere, esprime uno dei motivi per cui gli italiani pare si siano fatti una tale opinione.

Noi tutti sappiamo che i reati sono personali di chi li commette e non della popolazione che cui appartiene il mafattore, ma purtroppo un conto è saperlo ed un conto è lasciarsi andare a facili generalizzazioni. Penso che questo sia accaduto, ma non senza le minime motivazioni che ho spiegato e che risiedono anche in quello "spesso".


Ho interpretato questo topic non per dire "è una popolazione delinquente si o no ?" ma per capire a cosa si agganci una convinzione Italiana, a torto od a ragione.

Tu invece hai dato evidenza del perchè forse quello "spesso" sia un po' "meno spesso" di quanto si pensi. Per dimensionare il concetto di "spesso" si che le statistiche e fonti servivano. Ma il profilo è forse un po' diverso.


Cmq aggiungo solo pochi degli episodi che "con una certa frequenza" accadono e che dunque possono essere alla base di una certa generalizzazione:
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/cronaca/rep_cronaca_n_3162845.html
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26106&sez=HOME_ROMA
http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=32893
http://www.instablog.org/ultime/22673.html
http://www.la7.it/news/dettaglio_news.asp?id_news=70093&cat=cronaca
http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2008/06/17/891908-furti_rapine_denunciati.shtml


Paolo

Ultima modifica di i2m4y : 09-07-08 14:19.
i2m4y non in linea  
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Vecchio 09-07-08, 15:40   #12 (permalink)
Esperto
 
L'avatar di Andrez
 
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Messaggi: 8,238
Ringrazio tutti per le davvero interessanti considerazioni riportate, anche se hanno in parte esulato la domanda iniziale che riproporrei:
Quote:
Avvertiamo come intollerabile la presenza degli zingari ben più degli altri Paesi europei.

Questo secondo voi che può significare, che noi italiani siamo diventati tutti più razzisti, intolleranti e xenofobi?
.

Paolo entra nel merito e rileva:
Quote:
Che poi sia giusto o sbagliato che la popolazione Italiana tragga una convinzione negativa su di un popolo in base a quella che può essere solo una percezione non entro nel merito. Ognuno vive le proprie convinzioni in base alle proprie esperienze personali ed al vissuto quotidiano.
Ed in effetti questo era l'aspetto che mi colpiva nel topic iniziale; senza voler scendere nel personale (che giustamente ognuno vive e percepisce in modo soggettivo le proprie esperienze) come mai, per quali motivi la popolazione italiana trae convinzioni negative in misura maggiore di quanto percepito dagli altri cittadini europei alle prese con realtà Rom ben maggiori della nostra?


Sarei per escludere che noi italiani si sia diventati tutti più razzisti, intolleranti e xenofobi, ma solo che abili campagne mediatiche abbiano fatto percepire come ben maggiore ed intollerabile il problema Rom alla popolazione.

E con esso il bisogno avvertito come urgente di sicurezza.
Ma indicando nei Rom la causa dell'insicurezza, e non nelle mafie.

Difatti, ciò che tra l'altro si stà operando in questi giorni è una razzista schedatura dei bambini Rom, (avvertibili come responsabili dell'insicurezza del Paese ) e la cancellazione del 41 bis per i mafiosi, oramai percepiti da tanti come eroi.

Stiamo in sostanza gangsterizzando una Nazione, più o meno consapevolmente.
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Il Blog di Andrez
Andrez non in linea  
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Vecchio 09-07-08, 16:55   #13 (permalink)
 
L'avatar di giuseppe8383
 
Data di registrazione: Jul 2007
Ubicazione: Pisa, ma col cuore in Calabria
Messaggi: 174
Personalmente penso che il ruolo più rilevante lo abbiano i media (prevalentemente telegiornali): quando si parla di un' azione illegale, il modo di "dare informazione" deve essere lo stesso a prescidere da chi si sta parlando.

Penso che quando una persona (in quanto tale) commette un reato debba essere (correttamente) punita a prescindere da razza e via dicendo...

Personalmente, non ho un campo nomadi "sotto la finestra", ma trovo molto condivisibili le ragioni (secondo me apparentemente "razziste") di coloro che non si trovano nella mia stessa condizione.
Spesso i campi sono in condizioni moolto precarie e, se è vero che loro hanno un determinato modo di vivere, è pur vero che noi Italiani ne abbiamo un altro;
Le due "culture" sono in contrasto? Mi dispiace dirlo, ma noi siamo a "casa nostra" (con le Nostre leggi e i Nostri "costumi")... perchè privilegiare i loro diritti a i nostri?

Per quanto riguarda la "schedetura" dei bambini Rom, sono contrario perchè non si fa altro che rafforzare quel clima di (spesso reciproca) intolleranza...

Non penso di essere razzista....
giuseppe8383 non in linea  
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Vecchio 11-07-08, 04:10   #14 (permalink)
Avvocato
Moderatore
 
L'avatar di bsaett
 
Data di registrazione: Aug 2007
Ubicazione: Napoli
Messaggi: 2,703
Credo sia un problema di scorretta informazione.

Detto in due parole, ai politici fa comodo che la gente non si interessi di politica e di chi sta in alto, per cui fanno di tutto per concentrare l'attenzione della popolazione su chi sta al loro fianco.
Cercano di creare dei nemici, e di incutere terrore, perchè un popolo che ha paura non si cura del politico che gli mette le mani in tasca.
E così parte la disinformazione mediatica.

Gli stranieri violentano le nostre donne. Poi si scopre che il 70% delle violenze alle donne sono violenze realizzate in casa.
Gli stranieri commettono molti reati. In realtà secondo le statistiche la maggioranza dei reati commessi dagli stranieri sono reati di piccolo cabotaggio, cioè furti e rapine. I reati più gravi (omicidi, rapine di grosso calibro, vedi Parmalat !!!!), li commettono gli italiani.
Gli stranieri ci rubano il lavoro. Poi si scopre che ben 20.000 aziende italiane si sono trasferite in Romania.

Sotto un altro profilo è interessante notare che gli stranieri servono all'Italia molto di più di quanto si creda. Primo, perchè gli italiani ormai fanno pochi figli, e questo creerà notevoli problemi a livello pensionistico in futuro. Diciamo che se non ci fossero gli stranieri potremmo anche chiudere baracca.

Poi, gli stranieri sono molto utili, specialmente se clandestini, perchè possono essere sfruttati ben bene dalle aziende, anche le grandi aziende, come mano d'opera a bassissimo costo. Gli italiani costano troppo, perchè protetti dalle leggi. I clandestini (vedi i cinesi per lo più, che ormai hanno nelle loro mani l'intero settore manifatturiero anche per l'alta moda e le griffe) si possono pagare poco.

L'esigenza imprenditoriale di avere stranieri in Italia, sembra si scontri con l'esigenza politica di inculcare il terrore dello straniero, ma è solo un'apparenza. In realtà il giochetto della paga bassa allo straniero funziona fin tanto ché gli stranieri sono "non troppi". Ecco quindi le nuove leggi per contingentare gli stranieri.
Più o meno la cosa va in questo senso. Se alle industrie italiane servono 10.000 stranieri, si fanno entrare, se non servono più, si sbattono fuori dall'Italia, così non rovinano il mercato del lavoro "nero" !
bsaett non in linea  
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Vecchio 11-07-08, 04:59   #15 (permalink)
 
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Il sillogismo è semplice:

La delinquenza prolifica dove non c'è certezza della pena. Per quale motivo un delinquente dovrebbe andare a esercitare la sua "professione" in una nazione dove ti beccano, ti processano e ti incarcerano quando puoi venire in Italia dove l'80% dei reati nemmeno si trova il colpevole e dove del restante 20% praticamente nessuno resta in carcere per più di 8 mesi, se ci va...

Di conseguenza l'Italia è un paese dove la criminalità, non necessariamente quella che si manifesta in violenza sul cittadino, è molto elevata e ancora di più lo è l'impunità.

In realtà i reati contro la persona sono pochi in Italia rispetto anche solo agli USA, per fare un esempio.

La % di delinquenti è statisticamente spalmata abbastanza uniformemente su tutte le etnie (italiana compresa) solo che i media parlano di "straniero delinquente" e di "delinquente" senza sottolineare "italiano", quindi la gente percepisce solo lo "straniero".

Detto questo ritengo che la legge Bossi-Fini sia una non-legge: "Se hai un lavoro puoi venire in Italia, se non vieni in Italia come lo trovi un lavoro?"

Da anni la nostra politica verso l'extracomunitario quindi è:
1) Ti rendo impossibile lavorare onestamente
2) Ti abbandono in mano al caporalato che spesso fa prendere più al procacciatore che al lavoratore
3) Ti obbligo a delinquere perché è più conveniente
4) Ti invito a delinquere perché tanto non ti arresto/non ti condanno

E di questi giorni la notizia più eclatante sulla Giustizia è il taglio del 40% dei fondi quando servirebbe un aumento del millemila%

Tutto questo simpatico scenario crea quindi insofferenza nella gente, che cerca una valvola di sfogo e l'extracomunitario è il target perfetto (soprattutto se è vietato passare in corteo sotto le sedi dei partiti )

keiske
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