Con il domain parking, il sito internet è costituito da un’unica pagina priva di contenuti e che presenta solo link a sponsor paganti (preferibilmente tematizzati con il target di visitatori del sito), che di solito remunerano il publisher (il titolare del sito web) con il meccanismo del pay per click.

Ogni click effettuato dal navigatore genera quindi x,xx euro a favore del proprietario del sito. Presupposto per l’utilizzo redditizio del domain parking è disporre di domini con una buona mole di traffico anche in assenza di contenuti di interesse per i navigatori. Ma perché un utente dovrebbe visitare un sito privo di contenuti, che probabilmente (sempre a causa dell’assenza di contenuti) non è neanche posizionato nei motori di ricerca?

In effetti i servizi di domain parking sono adatti solo ad alcune tipologie di domini web, che per nome o storia, hanno un discreto traffico spontaneo, cioè traffico proveniente dalla digitazione diretta dell’url. Ad esempio sono ottimi per il domain parking siti famosi non rinnovati dai precedenti proprietari oppure domini con parole di uso comune. Di seguito ci sono alcuni paragrafi dedicati ad ogni tipologia.

Se siete interessati all’utilizzo del domain parking, le principali società specializzate nel domain parking sono www.sedo.comwww.namedrive.comwww.trafficz.com. Anche realtà come AfterNic (www.afternic.com/park.php), Google (www.google.com/domainpark/) e Espotting – Miva (www.miva.it) offrono programmi di domain parking. Leggete poi l’intervista ad Ed Russel, fondatore di NameDrive, sul corretto utilizzo e le potenzialità del domain parking.


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